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Il popolo Saharawi

La Regione Emilia Romagna invierà una delegazione nel Sahara Occidentale.

L’Assemblea legislativa ha approvato a maggioranza (astenuto Giorgio Dragotto, fi) una risoluzione, firmata da Gianluca Borghi (verdi) e Ugo Mazza (ds), in favore del Saharawi (sull’argomento i due consiglieri avevano precedentemente presentato un altro documento, che hanno ritirato considerandolo riassorbito dal testo messo in votazione). Borghi e Mazza hanno anche presentato 3 emendamenti al testo (approvati).

RISOLUZIONE

L’Assemblea Legislativa Regionale

Premesso che parte del popolo Saharawi si trova da oltre 30 anni nei campi profughi in Algeria a causa di un processo di decolonizzazione incompiuto e che la sopravvivenza di questo popolo dipende interamente dall’aiuto umanitario internazionale;

dal 1999 la Regione Emilia-Romagna sostiene progetti di aiuto umanitario e solidarietà internazionale realizzati da associazioni, enti locali e ong emiliano-romagnole, che hanno permesso di incidere positivamente sul sistema sanitario locale, sull’assistenza ai disabili, sulla condizione delle donne e dei bambini saharawi;

il 5 maggio 2004 il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (PAM) riferiva di un deterioramento delle condizioni di vita dei rifugiati saharawi (ritardi di crescita dei bambini, malnutrizione, anemia, etc.) dovuto alla diminuzione degli aiuti;

il 27 gennaio 2005 il Segretario generale delle Nazione Unite esortava la Comunità internazionale a mantenere l’aiuto umanitario ai rifugiati saharawi sino alla soluzione del conflitto nel Sahara Occidentale;

la crisi umanitaria è dovuta in particolare all’assenza di progressi degni di nota nella ricerca di una soluzione politica equa e duratura alla sovranità territoriale del Sahara Occidentale, che sia accettabile per le varie parti in causa. Da lunghissimo tempo è all’attenzione della comunità internazionale la ricerca di una soluzione di pace nel Sahara Occidentale, dove si prolunga la missione ONU per indurre le Parti all’attuazione del Piano Baker per la pace, al momento accettato solo dal Popolo Saharawi.

Vista

la testimonianza presso il Comitato diritti umani della Commissione affari esteri della Camera dei Deputati di Ali Salem Tamek, presidente dei comitati di sostegno agli attivisti per i diritti umani del Popolo Saharawi, ascoltato il 18 maggio 2005 nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui diritti umani, che ha rivelato come siano molti ancora i passi da compiere da parte del governo marocchino;

Viste inoltre

le notizie relative ad una politica di repressione che le autorità marocchine esercitano sulla popolazione civile con scontri e carcerazioni nel Sahara Occidentale, così come testimoniato da una presa di posizione dello scorso 22 giugno di Amnesty International nella quale la stessa Amnesty ha chiesto al governo marocchino “di garantire che tutte le notizie che fanno riferimento ad atti di tortura e di maltrattamenti inflitti ai detenuti siano oggetto di inchieste esaurienti ed imparziali, e che tutte le persone accusate abbiano processi equi”;

la notizia dell’arresto di Ali Salem Tamek che, rientrato a Al Aaiun lunedì 18 Luglio 2005, è stato fermato al suo arrivo all’aeroporto e trasportato verso una località sconosciuta al fine di “investigare la sua implicazione negli avvenimenti che hanno avuto, ultimamente, luogo a Al Aaiun”;

la recente visita dello stesso Ali Salem Tamek presso la sede della Regione Emilia – Romagna dove ha incontrato alcuni rappresentanti dell’ Assemblea Legislativa;

Considerato

che l’Assemblea Legislativa e la Giunta regionale da anni seguono la vicenda, anche attraverso lo svolgimento di missioni nei campi profughi e l’approvazione di documenti volti a sostenere il processo di pace;

Impegna la Giunta e l’Assemblea Legislativa regionale

a mantenere un forte impegno politico volto alla cooperazione con il Popolo Saharawi ed operare affinché le regioni europee possano avere un ruolo attivo per l’applicazione delle risoluzioni ONU e nel sostegno al processo di pace nel Sahara Occidentale;

ad operare affinché il Marocco rispetti la Carta dei Diritti Umani dell’ONU e cessi le repressioni della popolazione civile.

Invita

in particolare la presidente dell’Assemblea Legislativa ad organizzare una missione nei territori del Sahara Occidentale per incontrare autorità locali, istituzioni internazionali presenti e rappresentanti delle associazioni per i diritti umani nel Sahara Occidentale e a rappresentare al Console del Marocco i contenuti di questa risoluzione;

il Governo ed il Parlamento italiani a riconoscere il diritto di autodeterminazione del popolo Saharawi ed operare affinché il Marocco cessi le intimidazioni perpetuate contro i difensori dei diritti umani nei Territori Occupati del Sahara Occidentale, e permetta alla stampa internazionale di entrare in tali territori;

Il Governo italiano ad operare in sede Europea perché l’eventuale accordo UE/MAROCCO per lo sfruttamento dei beni naturali territoriali e marittimi escluda le zone oggetto di controversia sottoposte dall’ONU allo svolgimento del referendum per l’autodeterminazione.

a incoraggiare il governo del Marocco a rispettare l’accordo del 1991 e le leggi internazionali, dando attuazione alle deliberazioni dell’ONU;

ad adottare misure di sostegno ai rifugiati Saharawi nei campi profughi in Algeria;

a prendere in considerazione il riconoscimento ufficiale della Repubblica Araba Saharawi Democratica del Sahara Occidentale, quale legittimo rappresentante del popolo Saharawi e sua espressione istituzionale.

L’Assemblea Legislativa ad impegnarsi per l’immediata liberazione di Ali Salem Tamek simbolo della lotta pacifica per la difesa dei diritti umani nel Sahara Occidentale e per l’autodeterminazione del popolo Saharawi.

Bologna, 27 luglio 2005

Gianluca Borghi

Ugo Mazza

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