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Il popolo Saharawi

Arresto di due cittadini sahraouis nella città di El Aaiun occupata

El Aaiun (territori occupati), 09/11/2008

Le forze di repressione marocchina hanno represso sabato una manifestazione pacifica degli studiati sahraouis del collegio Allal ibn Abdallah nella capitale occupata del Sahara occidentale, El Aaiun, ha riportato il ministero sahraoui dei territori occupati e della diaspora.

Decine di studiati sahraouis hanno organizzato pacificamente una manifestazione per chiedere il ritiro immediato dell'occupazione marocchina dal Sahara occidentale scandendo slogan in favore dell'autodeterminazione del popolo sahraoui, prima di essere disperso brutalmente dalle forze marocchine, ha aggiunto la stessa sorgente.

Queste stesse forze hanno fermato il giovane sahraoui, Mreihba ed un altro non ancora identificato.

A questo riguardo decine di cittadini sahraouis si sono radunati nel quartiere ‘Erraha ' per chiedere la liberazione dei prigionieri politici sahraouis e permettere al popolo sahraoui l'esercizio del suo diritto inalienabile all'autodeterminazione ed all'indipendenza.

Le forze di occupazione marocchina avevano fermato il minorenne Elmoualati Jaafar (11ans) per più di 48 ore nel commissariato della polizia, senza avvertire la sua famiglia.

Da notare che nella città di El Aaiun occupata, le forze marocchine conducono una campagna di arresti e di controllo nei viali della città ed impongano un copri fuoco su tutta la città, ha concluso la stessa sorgente. Fonte SPS

Chiusa a Valencia la 34 conferenza di coordinamento di sostegno al popolo sahraoui

Valencia (Spagna), 09/11/2008

La 34 Conferenza dei comitati di sostegno al popolo sahraoui (EUCOCO) ha chiuso, domenica, i suoi lavori che si sono svolti dal 7 al 9 novembre àValencia con la partecipazione di più di 500 delegati provenienti da 25 paesi dall'Europa, dall'Africa, dall'America Latina e dall'Asia e di una forte delegazione sahraouie guidata dal Presidente della repubblica, Mohamed Abdelaziz e dei militanti sahraouis dei diritti dell'uomo arrivati dai territori occupati del Sahara occidentale.

I partecipanti hanno reso un omaggio solidale ai militanti sahraouis dei territori occupati per la loro lotta quotidiana ed il loro spirito di resistenza e per le rivendicazioni legittime di libertà e di espressione democratica e contro la rappresaglia multiforme, e le violazioni massicce e ripetute dei diritti dell'uomo fatte dall'occupante marocchino (arresti arbitrari torture, processi sbrigativi ed iniqui, stupri ed anche scomparse forzate ed esecuzioni extragiudiziali).

Hanno denunciato vigorosamente "l’ostruzionismo" del Marocco allo svolgimento dei negoziati di Manhasset (New York) raccomandato dal Consiglio di Sicurezza, chiedendo alla Francia alla Spagna e al resto della comunità internazionale, di "esigere dal Marocco un impegno sincero e leale in questi negoziati, in conformità con le raccomandazioni delle Nazioni Unite."

Ai parlamentari europee, (e a tutti i componenti dell'unione europea) che svolgono un ruolo storico per il trionfo del diritto, delle libertà e dei valori democratici, i partecipanti all’Eucoco chiedono di "rivedere" senza ritardi lo statuto di socio privilegiato che è stato accordato "ingiustamente e in fretta" al Marocco, perché il paese "non soddisfa in nessun modo alle condizioni preliminari (non rispetto dei Diritti dell'uomo ed occupazione militare di un stato terzo)". Si sono rallegrati inoltre del "rafforzamento" della solidarietà per porre fine "al1la spoliazione illegale e sfrontata delle risorse naturali del Sahara occidentale da parte del regime marocchino" e hanno chiesto ai membri dei comitati di solidarietà di "fare fallire" con denunce al grande pubblico e con attività di lobby ogni associazione o partnership tra le società straniere che sfruttano e non importa quale impresa marocchina che opera nei territori sahraouis.

Davanti alla situazione umanitaria dei profughi sahraouis" in costante degradazione", la Conferenza ha chiesto alle agenzie umanitarie del sistema delle Nazioni Unite di" allontanarsi dalle pressioni politiche e di compiere pienamente i loro obblighi come definite negli impegni che prendono" verso i donatori ed il paese ospite, tenendo conto delle considerazioni particolari legate al tempo dell'esilio, all'avversità dell'ambiente naturale ed ai bisogni specifici dei beneficiari.

Fonte SPS

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