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Testimonianza
Mi chiamo Hassana Alaaia j ho 20 anni sono una studentessa.
Verso 19.30 ero appena uscita di casa con un amico che si chiama El A'asri Med Fadel quando siamo stati fermati da due poliziotti in abiti borghesi che mi hanno chiesto di presentargli la mia carta di identità, gli ho detto che sarei andata immediatamente in casa a prenderla.
Mi hanno costretta a camminare per molto tempo verso il centro di polizia che si trova nel viale di Skikima.
C'è stato un diverbio tra le polizie quando uno di loro mi ha bendata e un altro agente ha gridato che eravamo in un luogo pubblico sotto gli occhi di tutti.
Dopo avermi ammanettata dietro la schiena hanno contattato un loro ufficiale di polizia, un loro superiore (Hadj ) dicendogli che avevano trovato la mercanzia e che lo aspettavano nel posto a lui noto, la fossa.
Mi hanno caricata in macchina e abbiamo fatto molta strada, e le luci delle auto che incrociavamo mi hanno ricordato un film di mafia e droga. Mi hanno poi fatta scendere dalla macchina , tolto i vestiti e minacciata di stupro.
Tutto questo prima di iniziare l'interrogatorio fatto da da tre persone: Anoush Aziz alias (Touhima) della polizia giudiziaria, Bnhamo della DST (servizio dell'intelligence) e Ettarchouli. Del servizio di informazione generale
L'interrogatorio mirava essenzialmente a determinare se avcevo incontrato la delegazione della Regione Emilia Romagna che si è recata nel Sahara occidentale e ha incontrato alcuni attivisti dei diritti umani e i miei rapporti coi difensori dei diritti umani
Mi hanno accusata innanzitutto di essere corrispondente di Radio Polisario e di alcuni siti Web
Sono stata picchiata e battuta senza tenere conto del mio stato di salute sono ammalata, ho l'asma e non posso sopportare di restare molto tempo al freddo.
Dopo le tre, mi hanno lasciata in questo luogo, asono tornata in città dopo un lungo cammino nell'oscurità senza conoscere la sorte del mio compagno Beefi Mohammed Fadhel.
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