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Il popolo Saharawi

Escalation marocchina nel Sahara occidentale. Viva preoccupazioni della RASD

10 febbraio 2009

L'ambasciatore della Repubblica araba sahraouie democratica ad Algeri, Brahim Ghali, ha espresso le vive preoccupazioni del Fronte Polisario per l'atteggiamento del regno del Marocco che sta rinforzando le sue posizioni militari tutto lungo il muro che divide il Sahara occidentale.

"Abbiamo notato che il Marocco continua nella sua escalation, intensificando la sua presenza militare sul territorio del Sahara occidentale particolarmente lungo il muro della vergogna", ha dichiarato in una conferenza stampa. Queste operazioni militari sembrano essere un messaggio per il nuovo mediatore nel conflitto e all'ONU, ha detto. Questo rumore di stivali è una pressione su Christopher Ross, designato recentemente inviato speciale nel Sahara occidentale, e che dovrebbe condurre i futuri negoziati tra il Marocco e il Fronte Polisario. Queste trattative, rotte dopo le dichiarazioni del vecchio mediatore Peter Van Walsum, dovranno iniziare molto prima della riunione del Consiglio di sicurezza del mese di aprile prossimo, ha sottolineato Ghali.

Ha ribadito la volontà sincera dei sahraoui di fare negoziati seri senza condizioni preliminari col Marocco per trovare una soluzione giusta che permette l'autodeterminazione del popolo sahraoui. Ma la speranza, ha detto, non basta e la passività dell'ONU spinge la regione al peggio.

L'ambasciatore sahraoui ha affrontato poi la questione del saccheggio delle risorse del Sahara occidentale da parte del Marocco con la complicità di ditte straniere. Secondo lui, il Marocco incassa più di 4 miliardi di dollari sfruttando principalmente le ricchezze sahraouies costituite dai fosfati, dalle risorse alieutiche e dal turismo. "Abbiamo un osservatorio internazionale incaricato di difendere le nostre ricchezze", fa sapere annunciando l'intenzione del governo sahraoui di perseguire ogni società straniera complice nel saccheggio delle risorse del Sahara occidentale. L'osservatorio internazionale con sede in Norvegia è formato da rappresentanti di circa 30 paesi. È sul punto di elaborare con la collaborazione dei Sahraouis un documento sulla questione. L'obiettivo è di denunciare queste pratiche illegali in un territorio definito dalla comunità internazionale come non autonomo. "Abbiamo il diritto di promuovere un’azione giudiziaria ed abbiamo inviato diffide alle ditte complici ed abbiamo avvertito l'UE e l'ONU su queste pratiche inaccettabili", ha dichiarato.

Yassine Mohellebi

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