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Il popolo Saharawi

Ross ha finito la missione promettente nel Magreb Appoggia il referendum di autodeterminazione nel sahara occidentale

Giovedì 26 Febbraio 2009 Di Hafida Ameyar

Il nuovo inviato personale del segretario generale delle Nazioni unite per il Sahara occidentale ha tentato di dare, ieri mattina, un'idea sulla sua nuova missione e sul giro che ha intrapreso nel maghreb, dal 19 al 25 febbraio 2009. Un giro che l'ha portato a Rabat, negli accampamenti dei profughi sahraouis di Tindouf ed ad Algeri.

Prima di lasciare il suolo algerino per volare verso l'Europa, Christopher Ross ha fatto una dichiarazione nella quale ha rivelato avere avuto delle "discussioni utili" durante la sua visita di due giorni, nella capitale algerina, col presidente della Repubblica, Abdelaziz Bouteflika, e con Medelci e Messahel.

Oltre alla discussione sulla "posizione dell'Algeria" sulla vecchia colonia spagnola, il diplomatico americano ha parlato anche dei colloqui sui negoziati diretti, precisando che le trattative sono condotte nel quadro dell'ONU e definendo chiaramente i due belligeranti, cioè il Marocco e il Fronte Polisario. Questi negoziati, ha aggiunto, mirano a trovare "una soluzione giusta, duratura e reciprocamente accettabile che includa il diritto del popolo sahraoui all'autodeterminazione". Ross ha, inoltre, ricordato di avere discusso anche con i più alti responsabili", segnalando i suoi colloqui col re del Marocco, Mohammed VI, ed il presidente della Rasd, segretario generale del Fronte Polisario, Mohamed Abdelaziz.

"Proseguirò questo giro a Madrid, Parigi e Washington", ha affermato, lasciando capire che gli incontri con "gli alti responsabili di queste tre capitali "hanno per scopo la ricerca di "un contributo che potrebbero portare alla (sua) missione".

Ha annunciato anche l’intenzione di effettuare "una visita in Mauritania, il più presto possibile", mettendo poi in rilievo: "durante il mio giro, nella regione, ho trovato gli elementi di rispetto, di sincerità, di ottimismo e di maturità." Infine, l'inviato personale dell'ONU ha concluso:"sono con questi fondamenti della diplomazia che lascio l'Algeria".

È troppo presto per anticipare le vere intenzioni di Christopher Ross. E’ inoltre difficile sapere se quest’ultimo dispone o no di un margine di manovra. Tuttavia, il vecchio responsabile del dipartimento di stato americano ha dato l'impressione di volere condurre a termine "l'importi missione" di cui l'ha incaricato il segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon. Tanto più che sembra avere compreso “chiaramente le posizioni e i punti di vista " delle differenti parti incontrate e "sentito una volontà sincera" da esse, per "il proseguimento del processo dei negoziati" e "il sostegno ai suoi sforzi".

Il diplomatico americano è, peraltro, stato esplicito sul coinvolgimento dele tre potenze occidentali, gli Stati - Uniti, la Francia e la Spagna, al regolamento del vecchio dossier del territorio non autonomo del Sahara occidentale.

Se la Francia e la Spagna sono “coinvolte" nel conflitto maroco-sahraoui, la prima attraverso il suo sostegno incondizionato al Marocco ed la seconda nella sua qualità di vecchio potere amministrante avendo evacuato troppo precipitosamente i luoghi, un certo 26 febbraio 1976, bisogna credere che l'America di Obama interverrà per arbitrare. Il nuovo presidente americano manterrà le sue promesse? Metterà, in questo caso, tutto il suo peso per una regolamentazione giusta e conforme al diritto internazionale del dossier dell'ultima colonia africana? Aspettando di vedere più chiaramente, ricordiamo tuttavia che tutti i conflitti dipendono in generale dai rapporti diforza.

Del resto, Christopher Ross ha dato, ieri, una piccola idea sull'argomento, ricordando i "fondamenti della diplomazia". Ora è chiaro, l'ora della battaglia diplomatica è arrivata.

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