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Traduzione non ufficiale del documento di Amesty International su MAROCCO E SAHARA OCCIDENTAL

Nuovi arresti e denunce di tortura contro difensori dei diritti umani sahraouis

Indice Ha: MDE 29/004/2005

Lunedì 1 agosto 2005

DICHIARAZIONE PUBBLICA

Amnesty International e preoccupata per il recente arresto e la detenzione di sei difensori dei diritti umani nel Sahara occidentale , in un contesto di manifestazioni a forte connotazione politica a Laayoune ed in molte altre città del Marocco e del Sahara occidentale. L'organizzazione è particolarmente turbata da alcune notizie che le sono pervenute a riguardo di atti di tortura contro due di essi.

Alcuni dei fermati sono vecchi "spariti", altri sono vecchi prigionieri di opinione. Tutti e sei hanno una lunga storia come difensori dei diritti umani; hanno contribuito a raccogliere notizie ed a fare conoscere le violazioni dei diritti umani nel loro paese, durante le operazioni di polizia durante la recente ondata di manifestazioni a favore dell'indipendenza del Sahara occidentale, territorio la cui l'annessione da parte del Marocco nel 1975 è controversa.

Questi militanti dei diritti umani sono sottoposti ad un'inchiesta giudiziaria a causa della loro partecipazione e del loro presunto sostegno ad un assembramento armato. Amnesty International teme che siano stati presi di mira a causa della loro recente azione in favore dei diritti umani , o delle loro prese di posizione apertamente in favore dell'indipendenza del Sahara occidentale.

Mohamed El Moutaouakil, Houssein Lidri, Brahim Noumria e Larbi Messaoud, difensori dei diritti umani, sono stati fermati dalle forze di sicurezza marocchine il 20 luglio. Sarebbero stati interrogati nel quadro delle recenti agitazioni ed a causa delle loro opinioni in favore dell'indipendenza. Sono stati posti in detenzione provvisoria il 23 luglio, l'inchiesta giudiziaria prosegue. Un altro difensore dei diritti umani, Fdaili Gaoudi, è stato detenuto per tre giorni prima di essere rimesso in libertà senza nessuna accusa.

Due degli uomini, Houssein Lidri e Brahim Noumria, sarebbero stati torturati dai membri delle forze di sicurezza in un centro di detenzione segreta a Laayoune, nel Sahara occidentale, il giorno del loro arresto. Dicono di essere stati sospesi in posizioni contorte, mani legate con una benda sugli occhi e colpiti sulle parti sensibili del corpo; una sostanza chimica gli sarebbe stata versata addosso e bruciature, con l'aiuto di sigarette e fiamme, gli sarebbero state inflitte. Sebbene i due uomini abbiano, fin dal 21 luglio, informato le autorità giudiziarie che avevano subito torture, nessuna inchiesta è stata aperta, in base alle nostre conoscenze, su queste affermazioni. Houssein Lidri sarebbe stato torturato di nuovo per parecchie ore il 22 luglio.

Alla vigilia del suo arresto, Houssein Lidri aveva concesso un'intervista alla catena televisiva araba satellitare Al Jazira a proposito dell'arresto di un altro militante dei diritti umani, Ali Salem Tamek, arrestato il 18 luglio. Ali Salem Tamek era stato fermato al suo arrivo all'aeroporto di Laayoune, dopo un soggiorno prolungato in Europa dove si era espresso pubblicamente sui recenti avvenimenti nel Sahara occidentale, pronunciandosi a favore dell'indipendenza del territorio. Si trovava all'estero quando ci sono state le manifestazioni , ma è oggetto di un'inchiesta per il suo ruolo nei movimenti di protesta. Un altro difensore dei diritti umani, Aminatou Haidar, è in detenzione dal 17 giugno; è accusata di violenza contro gli agenti dello stato nell'esercizio delle loro funzioni e partecipazione ad un assembramento armato.

I recenti arresti dei sei difensori dei diritti uomini hanno avuto luogo nel quadro della repressione delle manifestazioni a forte connotazione politica iniziate nel maggio 2005 fine. Secondo gli osservatori indipendenti, la maggior parte di queste manifestazioni erano pacifiche. Tuttavia, alcune manifestazioni sarebbero degenerate, causando danni materiali e ferite superficiali a parecchi membri delle forze di sicurezza. Le forze marocchine di sicurezza sono state accusate di avere fatto un uso eccessivo della forza nelle operazioni di polizia durante le manifestazioni e di avere torturato e maltrattato i manifestanti arrestati. Amnesty International ha scritto alle autorità marocchine il 21 giugno per chiedergli di indagare su queste affermazioni, ma fino ad oggi non ha ricevuto nessuna risposta. Ventuno manifestanti sono stati condannati col beneficio della condizionale ed a pene di prigione fino a vent'anni di reclusione per associazione a delinquere, uso di armi, sabotaggio di beni pubblici e violenza contro gli agenti dello stato nell'esercizio delle loro funzioni.

Amnesty International teme che i militanti dei diritti umani siano stati arrestati, torturati o processati solo perché avevano parlato delle recenti violazioni dei diritti fondamentali delle persone. Atti di aggressione, di persecuzione e di intimidazione di difensori locali dei diritti umani e di giornalisti da parte di agenti dello stato erano gia stati segnalati in precedenza, anche con periodi di detenzione per alcuni di loro. Le autorità marocchine hanno impedito anche a parecchie delegazioni internazionali che cercavano di indagare su ciò che stava succedendo di entrare al Sahara occidentale.

Amnesty International chiede insistentemente alle autorità marocchine:

* di aprire immediatamente un'inchiesta sulle accuse di tortura che riguardano Houssein Lidri e Brahim Noumria e assicurare a questi ultimi le cure mediche che il loro stato potrebbe richiedere;
* di garantire a tutti il diritto ad un processo equo, assicurando che nessuna dichiarazione ottenuta con la forza sia utilizzata per una condanna;
* di identificare e processare al più presto ogni rappresentante dello stato che ha ordinato, utilizzato o approvato la tortura;
* di rispettare il diritto dei difensori dei diritti umani a riunirsi e diffondere le notizie concernente i diritti umani senza dover temere di rappresaglia.

Supplemento di informazione

I militanti dei diritti umani nel Sahara occidentale sono stati presi di mira a più riprese durante questi ultimi anni per la loro azione in favore dei diritti fondamentali delle persone. Ad alcuni è stato impedito di recarsi all'estero per evitare che parlassero delle violazioni dei diritti umani, altri sono stati incarcerati arbitrariamente. In molti casi, le attività considerate come illegali riguardano il diritto di esercitare in modo pacifico la libertà di opinione e di diffondere notizie e esprimere la propria opinione sui diritti umani alle organizzazioni estere, come le organizzazioni internazionali di difesa dei diritti umani.

La maggior parte delle persone fermate erano membri del ramo sahariano dell'organizzazione di difesa dei diritti umani, Forum per la Verità e la Giustizia, sciolta per decisione del tribunale nel giugno 2003 perchè l'organizzazione si dedicava ad attività illegali che rischiano di turbare l'ordine pubblico e di recare offesa all'integrità territoriale del Marocco. Sembra che queste attività descritte come illegali riguardavano i membri dell'organizzazione che avevano esercitato il loro diritto di esprimere pacificamente la loro opinione sull'autodeterminazione del popolo sahraoui e di fare conoscere la loro posizione sul tema dei diritti umani. Sebbene l'organizzazione sia stata sciolta, in molti continuano individualmente a registrare le violazioni dei diritti umani al Sahara occidentale.

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