![]() |
Attività dell'associazione |
Attualità Saharawi |
Documentazione sui Saharawi |
Rassegna stampa |
Archivio notizie |
|
|
|
Rabab Amidan, giovane studentessa ed attivista per i diritti umani nel Sahara Occidentale, recentemente premiata col Premio Internazionale di Pace degli Studenti della Norvegia, è anadata in Svezia per informare sui brutali attacchi del regime marocchino contro i Saharauis. Le autorità marocchine non hanno tardato a rispondere, picchiando sua madre.
Pochi giorni fa, la madre di Rabat, Fatma Amidan, partecipava ad una manifestazione pacifica nella capitale occupata del Sahara Occidentale, L'Aaiun, quando è stata attaccata, offesa e picchiata dalla polizia marocchina. Uno degli ufficiali, Aziz Anouch, ed i suoi colleghi hanno minacciato di portare a Fatma in prigione e causare danni fisici ai suoi figli se fosse tornata a protestare pubblicamente. È evidente che Fatma è stata punita per le denunce di Rabat sulle violenze del governo marocchino.
"Le autorità tentano di intimidirmi causando danni alla mia famiglia ed i miei amici. Sono controllata dai marocchini anche qui in Svezia e probabilmente hanno informato le autorità in Marocco", ha detto Rabab.
Il 30 Aprile, un giorno prima delle manifestazioni, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha adottato una risoluzione sul Sahara Occidentale, ma dell’ampliamento del mandato della MINURSO per soprintendere il rispetto dei diritti umani non è presente, malgrado varie organizzazioni come Amnesty International e Human Rights Watch abbiano informato sulle violazioni dei diritti umani dei Saharauis. Sotto pressione della Francia, il Consiglio di Sicurezza ha scelto di non ampliare questo mandato, respingendo, in questo modo, la protezione dei Saharauis che vivono sotto controllo marocchino.
Fatma Amidan è solo una delle migliaia di Saharauis che sono colpiti non solo dalla repressione marocchina, ma anche dal massiccio silenzio della comunità internazionale.
Tenendo conto di tutto ciò, noi membri del Comitato chiediamo:
- Che il governo svedese intervenga affinché il Marocco metta fine alle violazioni sistematiche dei diritti umani nel Sahara Occidentale e che questo governo indaghi sulle aggressioni contro Fatma Amidan.
- Che gli osservatori ed i mezzi di comunicazione internazionali abbiano libero accesso alle zone occupate del Sahara Occidentale.
- Che le Nazioni Unite proteggano ai Saharauis nelle zone occupate, attraverso la MINURSO o un altro meccanismo.
Stoccolma, 5 Aprile di 2009 Il Comitato Svedese per un Sahara Libero
La foto di Fatma è relativa ad una precedente aggressione contro la sua famiglia nel novembre di 2007
(ANSA) - ROMA, 7 MAG - Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, si rechera' il 13 maggio in Marocco - proveniente dalla Tunisia - per colloqui con il primo ministro, Abbas el Fassi, e il ministro degli Esteri, Taieb Fassi Fihri. Lo ha detto il numero due del servizio stampa della Farnesina, Aldo Amati, aggiungendo che probabilmente Frattini incontrera' anche i ministri delle Finanze e dell'Interno e i presidenti delle due Camere del Parlamento. A Rabat il titolare della Farnesina potrebbe rivolgere un invito al primo ministro marocchino a venire in Italia "possibilmente" nell'ultimo trimestre del 2009. Prevista, nel corso della visita, la firma di diversi accordi nel settore della cooperazione, istruzione, debito e risorse idriche. L'Italia offrira' inoltre la propria assistenza a cinque associazioni che si occupano di microcredito e che ne hanno fatto richiesta. Nei colloqui potrebbe venire sollevato il tema del contenzioso tra Marocco e Algeria sul Sahara Occidentale che, ha detto Amati, l'Italia "vuole che sia affrontato in ambito Onu". Italia e Marocco, infine, sono co-presidenti nel 2009 dell'iniziativa G8-Mena (Middle East and North Africa): i ministri ne discuteranno in vista della riunione di fine anno del Forum for the future, organo operativo dell'iniziativa.(ANSA). KVI
--IL VELINO DIPLOMATICO-- Roma, 07 MAG (Velino) - Tour nel Maghreb per il ministro degli Esteri Franco Frattini, che il 13 maggio sara' in Tunisia e Marocco dopo aver partecipato, il giorno prima, al vertice italo-egiziano a Sharm el Sheik. A Tunisi, Frattini incontrera' il suo omologo, Abdelwahab Abdallah, probabilmente il premier Mohammed Gannouchi, mentre non si esclude un colloquio con il presidente Ben Ali'. In agenda, tra l'altro, la gestione dei flussi migratori. La visita del titolare della Farnesina arriva a meno di cinque mesi da quella compiuta a fine gennaio dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, per rilanciare la collaborazione nelle procedure di rimpatrio. Questione tutt'altro che risolta tra i due Paesi, tanto che Frattini - si osserva alla Farnesina - "cerchera' di aprire la strada a nuovi accordi, che possano superare gli attuali problemi". Problemi che riguardano tra l'altro il riconoscimento degli immigrati irregolari e quindi i rimpatri forzati effettivamente eseguiti. Secondo quanto previsto dalle Convenzioni internazionali in materia, in assenza di un riconoscimento individuale degli immigrati irregolari non e' possibile procedere con le misure di allontanamento coatto. In agenda anche la questione mediorientale, l'Unione per il Mediterraneo, tematiche legate al G8 e i rapporti bilaterali. Gli scambi economici tra i due paesi sono certamente importanti, con le oltre 700 imprese italiane che operano in Tunisia e che danno lavoro a piu' di 50mila dipendenti. Nel pomeriggio, Frattini si spostera' poi in Marocco, dove affrontera', tra gli altri dossier, la questione del Sahara occidentale, che l'Italia auspica si possa risolvere in ambito Onu. Inoltre, e' prevista la firma di accordi di cooperazione in tema di risorse idriche e riconversione del debito e il rilancio del Broader Middle East and North Africa, iniziativa volta a rafforzare la cooperazione con i paesi del G8 e dell'Unione europea, sotto la copresidenza del Marocco. Come gia' detto, il 12 Frattini partecipera' al vertice italo-egiziano a Sharm el Sheik. Un summit, quest'ultimo, che segue quello di Roma dello scorso anno, e che arriva dopo le due visite in Italia del presidente egiziano Hosni Mubarak nel luglio del 2008 e nel febbraio di quest'anno. La presenza dell'Egitto al vertice del G8 all'Aquila e' certamente il segno tangibile di un rapporto privilegiato tra i due Paesi, che si concretizza in diversi settori. Previsto un incontro bilaterale tra Frattini e il suo omologo egiziano, Ahmed Aboul Gheit. In primo piano il conflitto israelo-palestinese alla luce dell'incontro, avvenuto a Roma in settimana, con il capo della diplomazia israeliana, Avigdor Lieberman. (bic)
| I nostri obiettivi | Lo scenario | Progetti in corso | Mailing list | Per contattarci | Collegamenti ad altri siti | Privacy e copyright |