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ElWatan LE QUOTIDIEN INDÉPENDANT - Vendredi 27 - Samedi 28 ma
Da Guantanamo à El Ayoun
La capitale del Sahara-Occidentale sotto
occupazione marocchina, El Ayoun, è, da plus una settimana, teatro di
manifestazioni dagi toni independentistii
Ieri, i Sahraouis hanno
sfidato la temibile macchina poliziesca spiegata in questa città guarnigione
per dire alto e forte il loro rifiuto della colonizzazione colpendo edifici
pubblici, bbruciando bandiere marocchine e alzando la bandiera sahraoui. Le
autorità marocchine, come al solito, si sono affrettate di minimizzare la
portata politica di questo avvenimentoclassificando le agitazioni come opera di
" elementi incontrollati ". così come hanno tentato, senza successo,
di incolpare degli attentati di Marrakech i servizi di sicurezza algerina,
prima che la drammaticità degli attentati di Casablanca non li costringesse a
riconoscere l'esistenza di una reale minaccia islamica. Dalla marcia verde
", le città sahraouies occupate dal Marocco sono state trasformate in
città fortezze totalmente chiuse sul mondo. La repressione si svolge a porte
chiuse, lontano dalle telecamere che le autorità marocchine deviano con molta
cura verso l'altra faccia, sterilizzata, del Marocco che fa correre i turisti
verso l'esotismo. Le organizzazioni dei diritti dell'uomo non sono neanche
ammesse in questo "Guantanamo" del Sahara-occidentale, dove il
diritto internazionale non è riconosciuto. Ciò che accade oggi ad El Ayoun era
prevedibile, ineluttabile e si iscrive nel diritto, filo conduttore della
storia dei popoli sotto dominio. Cattivi allievi della storia, le autorità
marocchine credevano di potere assimilare, senza colpo ferire, i Sahraouis nel
quadro di un sistema di governo - l'autonomia - pur condannato dalla la storia vunque
tale esperienza sia stata tentata. I focolai di contestazione e di ribellione
si moltiplicano nel Marocco ovunque. Alla minaccia islamica, si aggiungono le
violente sommosse che scuotono da parecchi giorni il sud del paese,
principalmente El Hoceina, vittima di un terribile terremoto, il tutto
combinato con una situazione sociale ed economica esplosiva. Col sollevamento
della popolazione sahraouie ad El Ayoun si apre un'altra fronte che potrebbe
unirsi col malcontento sociale che colpisce strati popolari sempre più larghi
in Marocco. Il (falso) consenso nazionale di cui si avvale il palazzo reale sul
tema del Sahara-occidentale comincia seriamente ad incrinarsi. Come la tesi del
nemico esterno ". Il verme è ormai nel frutto.
Bensalem Sofiane
Le manifestazioni dei civili sahraouis della settimana scorsa ad El Ayoun, nei territori, occupati del Sahara-occidentale, per denunciare il, trasferimento "abusivo" del detenuto politico Haddi Ahmed Mahmoud, detto El Kainane, dalla Prigione nera di El Aayoun, nella prigione di Aït Melloul, sono state represse nel sangue dai servizi marocchini di sicurezza. L'intervento della potenza occupante ha fatto una sessantina di feriti gravi. Una decina di attivisti dei diritti umani sahraouis fra cui Iguilid Hamoudi, presidente della sezione iniziato il 21 maggio quando le autorità di occupazione marocchine hanno proceduto al trasferimento "abusivo" del detenuto politico Haddi Ahmed Mahmoud, detto El Kainane, dal Carcel, Negra (Prigione nera di El Ayoun al Sahara-occidentale) verso la prigione di Aït Melloul, senza che i suoi genitori fossero stati informati. Ciò ha fatto reagire, sin dall'indomani, domenica, la sua famiglia e gli attivisti sahraouis dei diritti dell'uomo. Questi ultimi hanno organizzato un sit-in davanti alla prigione, ad El Ayoun, per protestare contro il trasferimento di Haddi Ahmed Mahmoud e per denunciare la politica discriminatoria del Marocco. L'intervento violento dei gruppi marocchini di intervento haprovocato una solevazione generale. Un sollevamento alimentato, secondo i giornalisti occidentali, dalll'intransigenza del Marocco e dal suo
rifiuto di applicare le risoluzioni delle Nazioni unite sul conflitto del Sahara-occidentale. Il presidente del RASD, Mohamed Abdelaziz, ha parlato, in una lettera inviata mercoledì alla presidentessa del Consiglio di sicurezza dei
Nazioni unite, Ellen Margrethe Loj, di una repressione, "senza precedenti". "Le autorità marocchine hanno appena represso violentemente parecchi cittadini sahraouis il cui solo torto è di avere manifestato pacificamente e richiesto il
rispetto dei diritti dell'uomo, l'applicazione dei risoluzioni delle Nazioni unite concernente il Sahara - Occidentale, in particolare il diritto del popolo sahraoui all'autodeterminazione", scrive nella sua lettera. Bilancio della repressione: il presidente del RASD parla di 26 feriti, 15 arresti, tra gli attivisti dei diritti di l'uomo sahraouis e 13 famiglie le cui case sono state saccheggiati. La popolazione sahraouie è stato repressa dai raggruppamenti di intervento veloce
creati recentemente dalle autorità coloniali del Sahara-occidentale occupato. Ieri abbiamo contattato , Aminatou Haidar, attivista dei diritti dell'uomo ed ex-desaparecidos ha parlato di una sessantina di feriti, decine di scomparsi ed un attivista dei diritti dell'uomo, dell'AMDH, arrestato ieri mattina ad El Ayoun. Tra i feriti, si trovano, secondo
lei, un bambino di un anno e tre bambini vecchi tra 3 e 7 anni. Questa attivista sahraouie parla di un leggero ritorno alla calma durante la giornata di ieri ad El Ayoun. Ha segnalato tuttavia l'arrivo di agenti militari di rinforzo provenienti da Smara. Ciò significa, secondo lei, che la repressione potrebbe riprendere. La nostra interlocutrice afferma del resto che gli arresti proseguono nei principali quartieri popolari della città di El Ayoun, particolarmente Zemla, Maatallah, il viale di Smara, le arterie del città Tan Tan, Raso Kaima, Boucraa, circondata, dal primo giorno dalle autorità marocchine. I quartieri sono stati sorvolati anche ieri mattina da aerei e da elicotteri marocchini.
Questi voli sono stati seguiti da un ritorno delle "forze della repressione", ha detto. Aminatou Haidar che parla anche di "interventi aggressivi" delle autorità marocchine contro i studenti sahraouis a Rabat. Nella sua lettera, Mohamed,
Abdelaziz ha qualificato questa repressione di "un'estrema gravità". Il SG della Fronte Polisario ha chiesto l'intervento del Consiglio di sicurezza affinché la Minurso assicuri la protezione di una popolazione ferita e terrorizzata il cui
solo crimine è di chiedere che i suoi diritti democratici siano garantiti dalla comunità internazionale.
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