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Il popolo Saharawi

Crisi tra Marocco e Libia a causa del Polisario

Rabat si arrabbia con Trípoli per lo squisito trattamento dato in Libia al leader indipendentista saharaui El Pais. Ignacio CEMBRERO - Madrid - 06/09/2009

Il leader libico Moamar el Gadafi ha vouto che i festeggiamenti del 1 di settembre prt il 40 anniversario della sua presa del potere avesse il massimo rilievo. Ha invitato, tra gli altri, numerosi capi di Stato, ma l'unico del Magreb che ha rifiutato è stato re Mohamed VI del Marocco. Sei giorni prima della celebrazione il palazzo reale marocchino aveva emesso un comunicato annunciando che, per la prima volta dalla sua incoronazione nel 1999, il sovrano alauita era ammalato. Soffriva di gastroenterite ed aveva bisogno "di una convalescenza di cinque giorni" che, alla fine, sono calati a quattro. Il 30 agosto è stato visto circolare per Tetuán, secondo la stampa di Casablanca.

Sia o no la malattia il motivo dell'assenza del monarca aluita dai festeggiamenti di Trípoli, la cosa certa è che Gadafi l’ha interpretata come una posizione scorretta. La delegazione marocchina che Mohamed VI ha inviato a Trípoli non era nemmeno guidata dal il fratello del re, il principe Moulay Rachid, "numero due" nella linea di successione. La guidava il primo ministro Abbas el Fassi.

Gadafi "si cera contaddetto (..) sulle garanzie che aveva presentato" a Rabat, come denunciò il giovedì al Consiglio dei Ministri marocchino il titolare degli Esteri, Taieb Fassi Fihri.

La delegazione del Fronte Polisario alla festa dell'anniversario si era trasformata nella delegazione di uno Stato, la Repubblica Araba Saharaui Democratica (RASD) che i marocchini tacciano di "fantoccio". Il suo leader, Mohamed Abdelaziz, è stato trattato a Trípoli con gli onori di uncapo di Stato.

"Appena notò la presenza, tra gli invitati, del supposto presidente della pseudo RASD", Abbas el Fassi decise di andare via di Trípoli, spiegò il ministro al Governo. Il distaccamento dell'Esercito marocchino che doveva sfilare davanti a Gadafi fece altrettanto.

Rabat protestò inoltre per via diplomatica. Sostiene che l'atteggiamento del leader libico "contraddice completamente i lacci di fraternità, solidarietà, cooperazione e rispetto mutuo tra tutti e due paesi" e rimane in attesa di una spiegazione ufficiale.

Gadafi non solo non gliela ha data ma ha proseguito nella stessa linea. Già nel discorso pronunciato lunedì sera, ha affermato che "l'unica soluzione possibile alla questione del Sahara Occidentale consiste nel referendum auspicato dal'ONU per permettere al popolo saharaui di esercitare il suo diritto inalienabile all'autodeterminazione". Il Marocco lo respinge ed offre, invece, di concedere all'antica colonia spagnola un'autonomia.

Peggio ancora, il leader libico ha insignito, mercoledì, a Mohamed Abdelaziz la medaglia del 40 anniversario della Gran Rivoluzione" del 1 settembre, la più alta onorificenza che concede la Libia.

Solamente due mesi fa il Marocco aveva fatto, tuttavia, un nuovo gesto per ingraziarsi la Libia. Un tribunale di Rabat aveva condannato tre giornali marocchini (Al Jarida al Oula, Al Massae y Al Ahdat al Magrebia) per attentato alla dignità di un capo di Stato. Ogni giornale dovrà indennizzare Gadafi, che non è capo di Stato, con l'equivalente di circa 90.000 euro. La sua ambasciata a Rabat aveva chiesto perché lo accusavano di essere un dittatore e la procura marocchina aveva appoggiato il reclamo libico.

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