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Il popolo Saharawi

“Attirare l'attenzione internazionale sul dramma dei profughi del Sahara Occidentale”.

11/9/2009

Con questo intento António Guterres, il responsabile dell'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati (Acnur) ha fatto visita a Tindouf, nel Sahara algerino, dove si trovano i campi di raccolta che ospitano circa 150 mila profughi del popolo saharaoui, in fuga dai combattimenti tra le truppe marocchine e il Fronte Polisario, attivo dal 1973 nella lotta contro la colonizzazione. Il servizio di Marco Guerra:

Era dal 1976 che un Alto Commissario dell''Acnur non si recava nel profondo sud dell’Algeria, terra d’approdo degli esuli saharaoui da oltre 30 anni. Nel ‘75 la Spagna si era ritirata, infatti, dal Sahara Occidentale, ma l’ex colonia fu subito occupata dal Marocco. Ancora oggi si tratta del più grande territorio non indipendente al mondo. “Un dramma dimenticato dalla comunità internazionale'', lo ha definito l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, António Guterres, ringraziando l'Algeria “per la protezione data a questa gente per un così lungo periodo”. Nel corso della visita agli accampamenti l’esponente dell'Acnur ha quindi annunciato un piano di aiuti di 12 milioni di dollari. “Questa somma è insufficiente'', ha spiegato Guterres, “rispetto ai bisogni enormi dei rifugiati il cui numero totale supera le 200mila persone”. Il responsabile dell’agenzia dell’Onu ha poi assicurato il sostegno ad un programma per riunire le famiglie saharaoui divise. Alla visita ha presenziato anche Abdelkader Taleb Omar, presidente della Repubblica Democratica Araba Sahrawi, riconosciuta dall'Unione Africana, ma non dall'Onu, che è tornata a chiedere un impegno internazionale per una soluzione diplomatica del conflitto nel Sahara Occidentale.

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