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In data odierna il Procuratore del re si è recato nel carcere di El Ayoun per negoziare con i prigionieri politici sahraui. A causa delle loro gravi condizioni di salute i prigionieri hanno rifiutato di muoversi, ma per ordine dell’amministrazione del carcere alcuni detenuti comuni se li sono caricati sulle spalle e li ha trasportati nell’ufficio dell’amministrazione.
Il Procuratore ha detto che avrebbe accettato le loro richieste ad eccezione di due: l’interruzione dello stato d’assedio militare e di polizia nel Sahara Occidentale e la cancellazione delle sentenze del tribunale contro i prigionieri politici sahraui e gli attivisti per i diritti umani.
I prigionieri politici sahraui hanno risposto di avere un solo rappresentante che ha il diritto di negoziare a nome degli scioperanti sahraui della fame: Alì Salem Tamek, che è nella prigione di Ait Melloul in Marocco.
I prigionieri sahraui temono che le autorità marocchine li spingano soltanto ad interrompere lo sciopero della fame senza prendere poi le misure relative alle richieste dei prigionieri.
Jacqueline Philippe
Membro dell'esecutivo del Birdhso (Bureau Internazionale per il Rispetto dei Diritti Umani nel Sahara Occidentale) e dell'Ansps (Associazione Nazionale di Solidarietà per il Popolo Sahraui) Referente per l'Italia della Campagna Internazionale di adozione simbolica di un desaparecido sahraui.
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