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Il popolo Saharawi

SAHARAWI: MARCENARO (PD), "7 ATTIVISTI DIRITTI ARRESTATI IN MAROCCO, GOVERNO CHIEDA NOTIZIE".

Roma, 28 ottobre 2009

"Il governo italiano chieda alle autorità marocchine notizie sullo stato di salute e di detenzione dei 7 difensori dei diritti umani recentemente arrestati a Casablanca, di ritorno da una missione in visita ai campo profughi Saharawi ". E' questa la richiesta contenuta in un'interrogazione urgente che Pietro Marcenaro, senatore del Pd presidente della commissione straordinaria diritti umani, ha rivolto al ministro degli esteri Franco Frattini, che dovrà rispondere nella commissione stessa.

"Il 9 ottobre scorso - ricostruisce Marcenaro nel documento - al loro arrivo all'aeroporto di Casablanca di ritorno da una missione in visita ai campi profughi saharawi, le forze di polizia del Marocco hanno tratto in arresto 7 difensori dei diritti umani, a vario titolo impegnati nella soluzione pacifica dell'annoso contenzioso tra il Marocco e il popolo Saharawi. A tutti gli arrestati viene contestata la gravissima accusa di alto tradimento, e per questo sottoposti a regime di carcere duro in attesa che le loro posizioni siano vagliate da un tribunale militare, anziché civile. Si tratta di persone conosciute in Italia per la loro attività a difesa dei diritti umani del popolo saharawi. Gli arresti si inseriscono in un delicato momento storico che vede una ripresa delle trattative tra le due parti, sotto la mediazione dell'inviato delle Nazioni Unite Christopher Ross, in vista della V sessione negoziale che dovrebbe avvenire a giugno 2010. Per questo chiedo al governo, nello spirito di amicizia che da sempre anima i nostri due popoli, di sollecitare le autorità del Regno del Marocco a dare seguito e favorire i negoziati della V sessione, rasserenando il clima di fattiva collaborazione. Ciò che vogliamo - conclude Marcenaro - è un intervento del governo italiano per conoscere lo stato di salute degli arrestati, avere rassicurazioni sulla loro difesa legale e per verificare la possibilità che possano incontrare osservatori internazionali indipendenti in carcere e nelle varie fasi processuali".

Interrogazione (a risposta orale)

Al ministro degli affari esteri

Premesso che:

in data 9 ottobre 2009, al loro arrivo all'aeroporto di Casablanca di ritorno da una missione in visita ai campi profughi saharawi, le forze di polizia de Marocco hanno tratto in arresto 7 difensori dei diritti umani, a vario titolo impegnati nella soluzione pacifica dell'annoso contenzioso tra il Marocco e il popolo Saharawi;

a tutti gli arrestati, 1) Ali Salem Tamek, vice-presidente del Collettivo dei Difensori Saharawi dei Diritti Umani (CODESA), membro dell'Associazione marocchina dei Diritti Umani, sezione di Assa, e membro registrato con Frontline in Irlanda; 2) Brahim Dahane, Presidente dell'Associazione Saharawi per le Vittime di Gravi Violazioni dei Diritti Umani commesse dallo Stato Marocchino (ASVDH); 3) Ahmad Anasiri, Segretario generale del Comitato Saharawi per la Difesa dei Diritti Umani di Smara/Sahara Occidentale e Presidente dell'Associazione marocchina dei Diritti Umani, sezione di Smara; 4) Dagja Lachgar, membro dell'Ufficio esecutivo dell'Associazione Saharawi per le Vittime di Gravi Violazioni dei Diritti Umani commesse dallo Stato Marocchino (ASVDH);

5) Yandih Ettarrouzi, membro dell'Associazione marocchina dei Diritti Umani, sezione di Laayoune; 6) Saleh Lebayhi, Presidente del Forum per la difesa dei bambini saharawi, membro del CODESA e dell'AMDH, sezione di Laayoune; 7) Rachid Sghayar, membro del Comitato d'azione contro la Tortura di Dajla, Sahara Occidentale, viene contestata la gravissima accusa di alto tradimento, e per questo sottoposti a regime di carcere duro in attesa che le loro posizioni siano vagliate da un tribunale militare, anziché civile;

le persone tratte in arresto sono conosciute in Italia perché in più occasioni e ai vari livelli della politica e dell'amministrazione locale hanno rappresentato le problematiche e le richieste del popolo saharawi;

tali arresti si inseriscono in un delicato momento storico che vede una ripresa delle trattative tra le due parti e sotto la mediazione dell'inviato delle Nazioni Unite Christopher Ross, in vista della V sessione negoziale che dovrebbe avere luogo alla metà del prossimo anno.

Per sapere:

se il governo italiano non intenda, nello spirito di amicizia che da sempre anima i nostri popoli, sollecitare le autorità del Regno del Marocco a dare seguito e favorire i negoziati della V sessione, rasserenando il clima di fattiva collaborazione, in particolare, nelle fasi preparatorie che hanno già visto un primo incontro a Vienna, e in attesa della seconda convocazione, a dicembre o in gennaio, per decidere i principali punti negoziali;

se, sempre il governo italiano, non intenda chiedere alle Autorità marocchine informazioni circa lo stato di detenzione dei difensori dei diritti umani arrestati, nonché, chiedere rassicurazioni circa la loro difesa legale e verificare la possibilità che gli arrestati possano incontrare osservatori internazionali indipendenti in carcere e nelle eventuali fasi processuali.

MARCENARO

Roma, 29 ottobre 2009

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