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Il popolo Saharawi

Haidar: “La Spagna è complice” L'attivista dice "il Marocco non è l'unico colpevole" -"

Qui si è optato per il silenzio", dichiara a Lanzarote

Aminatu Haidar, arrestata e poi espulsa dalle autorità marocchine ha dichiarato che quello che le è successo è avvenuto con la “complicità" del governo spagnolo.

"Il Governo spagnolo deve assumersi tutta la responsabilità storica e morale verso il popolo saharaui mentre fino ad ora ha optato per il silenzio nei confronti di cittadini che fino ad ieri erano spagnoli", ha segnalato Aminatu Haidar all'aeroporto di Lanzarote mentre sperava di potere ritornare alla sua terra.

Il Marocco le ha impedito di tornare nella capitale del Sahara Occidentale.

A giudizio dell'attivista saharaui, il Governo spagnola Ha dichiarato che al suo arrivo a L'Aaiún" volevano imporrmi di riconoscere la marocchinità del Sahara Occidentale, cosa che ho rifiutato”.

L'attivista ha detto di essere rimasta ventiquattro ore nell'aeroporto di L'Aaiún occupata e che benché "non sia stata torturata fisicamente lo sono stata psicologicamente". Ha denunciato che il maltrattamento psicologico è continuato anche quando le autorità marocchine hanno portato di buon mattino nell'aeroporto un suo zio," che è un anziano rispettato", affinché la vedesse durante gli interrogatori.

Per Aminatu Haidar, avere ricevuto a New York il "Premio Coraggio Civile 2009" della Fondazione Train è un riconoscimento" della legalità della posizione del Sahara Occidentale" al suo lavoro personale in difesa dei diritti umani.

"E questo è, precisamente, quello che non vuole riconoscere il Marocco e mi qualifica come criminale", ha assicurato l'attivista.

Nonostante tutto, Haidar ha detto che non teme per la sua integrità fisica perché "la mia vita la sacrifico per l'indipendenza del popolo saharaui e del diritto del popolo saharaui all'autodeterminazione", ma riconosce di avere paura per" il futuro e la sorte" dei suoi figli, di 15 e 13 anni.

Il ministro di Affari Esteri, Miguel Moratinos, ha giustificato il Governo marocchino che non ha permesso di entrare a L'Aaiún, capitale del Sahara occidentale, all'attivista, Aminatu Haidar, e che questa fosse espulsa in Spagna.

"Se per ragioni amministrative, non ha adempiuto ai requisiti che il Governo marocchino richiede, quello che ha fatto il Governo della Spagna è facilitare il suo arrivo a Lanzarote", ha spiegato Moratinos a Cordova. Ed ha aggiunto: "abbiamo fatto solo quello che corrisponde ad un paese nel quale la saharaui ha la residenza."

Tuttavia, il titolare di Esterni non ha chiarito perché le è stato permesso l'entrata nell'aeroporto di Lanzarote se non aveva il passaporto, requisito indispensabile per i cittadini marocchini e perché non l’hanno lasciata salire su un volo che partiva ieri di pomeriggio per il Sahara occidentale.

La decisione del governo spagnolo ha provocato l'indignazione della Coalizione Canaria che chiede la presenza urgente di Moratinos.

La presidentessa della formazione, Claudina Morales, si è recata all'aeroporto di Lanzarote per appoggiare l'attivista e ha assicurato che "è inconcepibile che la Spagna abbia permesso, in connivenza col Marocco, l'espulsione senza documentazione dell'attivista saharaui e la sua entrata alle Canarie, senza avere i permessi richiesti".

La massima dirigente della Coalizione Canaria ha detto che" il Governo della Spagna dovrà chiarificare la sua posizione in questo processo e spiegare pubblicamente i segreti di un caso sul quale esistono molte ombre e poca trasparenza".

Sciopero della fame

Nel frattempo, Haidar ha deciso che non abbandonerà l'aeroporto di Lanzarote fino a che" le autorità spagnole la restituiscano a L'Aaiún" e ha intenzione di cominciare uno sciopero della fame questa stessa notte. Dopo essere stata espulsa dal Marocco, Haidar non ha potuto passare la notte in areoporta ed stata allontanata con la forza dai Carabiniere verso mezzanotte, quando l'aeroporto ha chiuso le porte.

Oggi, nelle prime ora della mattina, è ritornata all’aeroporto con l'intenzione di prendere un volo con destinazione L'Aaiún. Tuttavia, dovrà aspettare, poiché fino a martedì non c’è nessun volo per la capitale dal Sahara occidentale.

La Gandhi saharaui era atterrata venerdì scorso nel Sahara occidentale, accompagnata da due giornalisti spagnoli, Pedro Barbadillo e Pedro Guillén. Compilando la scheda di entrata, dove gli domandavano la nazionalità ha scritto “saharaui”, per questo è stata arrestata dalla Gendarmeria marocchina, come i due reporter poi liberati.

L'attivista denuncia la connivenza del Governo spagnolo col marocchino

Gli agenti marocchini le hanno sequestrato il passaporto Haidar e l'hanno espulsa sabato su un volo per Lanzarote.

Haidar ha cercato di imbarcarsi su un altro volto per l’Aiun in partenza da ma le autorità spagnole non le hanno permesso di salire a bordo. . L'attivista ha denunciato che la Polizia spagnola aveva ricevuto istruzioni affinché non salisse sull’aereo, confermato a ELMUNDO.es da fonti dell'aeroporto.

La compagnia aereo Top Fly ha detto che non c'erano posti nel volo, ma, alcuni passeggeri si erano offerti di annullare il biglietto affinché Aminetou potesse viaggiare, ma la compagnia non lo ha permesso.

L'attivista e difensore dei Diritti umani accusa il Governo spagnolo di connivenza col marocchino per avere facilitato la sua espulsione dal Marocco e per non lasciarla ritornare a L'Aaiún.

“C'è una complicità tra il Governo spagnolo ed il marocchino. Sto in una prigione in Spagna. Non esco dall'aeroporto fino quando non risolveranno il problema. Voglio andare a L'Aaiún perché lì sta la mia famiglia, benché debba vivere in una prigione", ha dichiarato Haidar.

È la prima volta che il Marocco espelle un’attivista saharaui, poiché normalmente li arresta eli processa lì.

Haidar, nata a L'Aaiún fa 42 anni e madre di due figli, è stata vari anni imprigionata in un centro di detenzione segreto del Marocco. Per aa sua lotta in difesa del popolo saharaui ha ricevuto vari premi come quello che aveva appena ricevuto a New York, il Premio Coraggio Civile 2009.

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