![]() |
Attività dell'associazione |
Attualità Saharawi |
Documentazione sui Saharawi |
Rassegna stampa |
Archivio notizie |
|
|
|
L'attivista saharaui Aminatou Haidar ha passato la notte di nuova per strada, sdraiata vicino ad una delle entrate dell'aeroporto di Lanzarote ed accompagnata da una dozzina di persone, tra compatrioti e simpatizzanti.
A mezzanotte ha iniziato uno sciopero della fame che non finirà fino a quando non
ritornerà a L'Aaiún. Prenderà solo acqua e zucchero fino al ritorno nel suo paese. A mezzanotte, quando si chiude l'aeroporto, erano con lei una ventina di compatrioti e simpatizzanti ed un gruppo di giornalisti. La Guardia Civil, con un spiegamento considerevole sia all’interno che all’esterno, ha cacciato prima la stampa fuori dall’aeroporto.
Poco dopo sono entrati altri venti agenti, in forma pacifica sono usciti gli amici e compagni di Aminetou. Dopo cinque minuti usciva l'attivista su una barella della Croce Rossa, per ordine della Guardia Civil.
Aminetou si è poi sistemata su un materasso davanti alla porta d’ingresso dell’aeroporto. Ha ribadito di essere sequestrata dal governo spagnolo. Nessun rappresentante del Governo della Spagna si è messo in contatto con lei.
Aminetou è in contatto con la Fundación Robert Kennedy che a sua volta è in contatto con la Segreteria di Stato nordamericana, e con Front Line (Fondazione Internazionale per la Protezione di Difensori dei Diritti umani) ha interpellato il Governo spagnolo affinché le permetta di ritornare a L'Aaiún.
Mi hanno espulsa "dal Marocco perché non hanno potuto farmi tacere, io continuo a lottare per il diritto di autodeterminazione legittimo fino al fine della mia vita affinché si applichi il referendum nel Sahara." Ha inoltre detto che la Spagna è "colpevole" della sua situazione.
Aminatou è rientrata in aeroporto alle cinque della mattina. L'accompagnano, oltre al collettivo saharaui, le sue due valigie, la medaglia che ha appena ricevuto al Coraggio Civile della Fondazione Train di New York che porta appesa al collo, un'ulcera allo stomaco, un'anemia, una lesione di schiena, un braccio bendato ed un'infinità di dimostrazioni di solidarietà che gli stanno arrivando.
Senza passaporto
Domenica di sera il responsabile della sicurezza dell'aeroporto ha riconosciuto alla stampa che il visto non è sufficiente per permettere l’ingresso nel paese dei cittadini stranieri e che non possono entrare nella pista dell'aeroporto senza il passaporto in regola. Ha detto inltre che nel caso di Haidar si è limitato ad eseguire "ordini speriori."
| I nostri obiettivi | Lo scenario | Progetti in corso | Mailing list | Per contattarci | Collegamenti ad altri siti | Privacy e copyright |