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La rappresaglia contro Tamek non ha tardato a venire. Dopo l'intervista telefonica rilasciata ad Ali Lmbaret, e pubblicata dal quotidiano spagnolo El Mundo, è stato separato dagli altri detenuti e isolato in un'ala del penitenziario sotto la stretta sorveglianza di un funzionario penitenziario.
Nell'intervista Tamek denunciava la campagna di diffamazione e le minacce subite prima e dopo il suo arresto. Subito dopo la pubblicazione dell'intervista Tamek è stato convocato dal direttore della prigione nel suo ufficio, dove ha incontrato parecchi agenti della polizia politica (DST)
Dopo le minacce e l'ultimatum di non parlare più coi nemici del paese, la sua cella è stata perquisita e lo hanno trasferito in un'altra ala della prigione. Da quel momento Tamek non può andare in nessuno luogo senza essere accompagnato da uno o più funzionari .
Da notare che Rabat, accusando Tamek di essere un "separatista", riconosce "per la prima volta" che i Sahraouis sono incarcerati per le "motivi politici e non per reati comune, come affermava fino ad ieri la versione ufficiale
L'organizzazione Mondiale Contro la Tortura (OMCT) ha espresso la sua "viva preoccupazione per la sicurezza e l'integrità fisica e psicologica dei prigionieri politici sahraouis in sciopero della fame dal 9 agosto 2005 nelle prigioni marocchine e chiede un intervento urgente per salvare la loro vita.
L'organizzazione ha chiesto alle autorità marocchine di garantire la sicurezza e l'integrità fisica e psicologica di tutti i prigionieri politici sahraouis in sciopero della fame e di assicurargli un'assistenza sanitaria adeguata.
Ha chiesto anche la liberazione immediata di tutti i prigionieri incarcerati senza valide accuse e, nei casi in cui tali accuse esistano, processarli in un tribunale civile, indipendente ed imparziale garantendo la correttezza processuale per tutti gli imputati.
L'organizzazione ha richiesto un'inchiesta esauriente ed imparziale sui casi di maltrattamenti e torture inflitte ai prigionieri, per identificare i responsabile, tradurli davanti ad un tribunale civile, indipendente ed imparziale e applicare loro le sanzioni penali e/o amministrativi previsti dalla legge.
L'OMCT cita gli esempi di tre di questi prigionieri in sciopero della fame, Yaya Béchir, Elmousaui Dkhil, Hamadi El karcha, portati il 26 agosto 2005 all'ospedale di El Aaiun in precarie condizioni di salute (svenimenti, attacchi cardiaci). I medici marocchini avrebbero cercato di convincerli a mettere fine al loro sciopero della fame e, non essendoci riusciti li hanno rinviati in prigione.
In una lettera inviata il 28 agosto 2004 al Re del Marocco, Mohamed VI, l'OMCT aveva manifestato la sua preoccupazione sulla situazione del popolo sahraoui nella suo complesso ed in modo particolare per i prigionieri sahraouis nelle carceri marocchini e per i loro parenti, ricordando i casi dell'assassinio sotto la tortura di due cittadini sahraouis : Chouihi Slimane e Bouceta Mohamed Barca, uccisi rispettivamente a fine aprile 2004 e a novembre 2002.
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