![]() |
Attività dell'associazione |
Attualità Saharawi |
Documentazione sui Saharawi |
Rassegna stampa |
Archivio notizie |
|
|
|
AGNESE Marra
Ne diritto non esiste ub caso come quello che sta passano la patrocinatrice del popolo saharaui, Aminatu Haidar. Il suo avvocato scrive su nuevatribuna.es e spiega tutte le bugie del ministro degli Esteri. Il governo spagnolo ha violato varie leggi e l'unico beneficiario è il Marocco.
NUEVATRIBUNA.ES 17.11.2009
La situazione che soffre Aminetu Haidar va oltre il kafkiano. Occorre ricordare i fatti. Aminetu è arrivata sabato a l'Aiún. La polizia marocchina la preleva dalla coda per uscire dall'aeroporto e la porta nel posto di polizia, la interroga per quasi 24 ore (maltrattamenti inclusi) e gli confisca tutto ciò che ha. La domenica le comunicano che la mandano in Spagna perché lì potrà lottare tranquillamente per i suoi ideali "separatisti." Haidar in ogni momento rifiuta e chiede di riavere la sua documentazione. La risposta è negativa, tuttavia non è in stato di arresto: "Il tuo status è speciale, vai in Spagna che sarai più comoda", gli rispondono le autorità marocchine.
Aminetu è portato con la forza sull’aereo, comunica al pilota che non ha documenti per viaggiare e che non vuole uscire da l'Aiún. Il comandante inizialmente si rifiuta di portarla. La polizia marocchina diventa nervosa e dice al pilota che il Governo della Spagna sta aspettandola e non le occorre nessun documento.
L'attivista sa per la prima volta che va a Lanzarote quando l'informano durante l'atterraggio. La Polizia spagnola la riceve con un biglietto di residenza che ella non aveva chiesto mai e gli assicurano che può rimanere in Spagna. Haidar ricorda che vuole torrnare nel suo paese e che vuole comprare un biglietto per tornare a l'Aiún. Le autorità spagnole le dicono che non c'è problema. Tuttavia quando la “Ghandi saharaui” vuole comprare un biglietto per iniziare il viaggio di ritorno, la Polizia spagnola le dice che per ordini del Governo spagnolo non può uscire dal paese.
Il resto dell'assurdo si conosce già. Questa donna premiata con vari premi per la sua difesa dei diritti umani nel Sahara ha cominciato uno sciopero della fame indefinito fino a che gli permettano di ritornare al suo paese. Mentre, la Guardia Civil l'ha espulsa per due notti dall'aeroporto di Lanzarote (dove rimane accompagnata da rappresentanti del Fronte Polisario) senza paura nel fare violenza su lei. La ciliegia sulla torta l’ha messo Aena (Aeropuertos Españoles y Navegación Aérea) di Lanzarote quando ha comunicato la sua denuncia contro Haidar per turbativa dell'ordine pubblico nell'aeroporto. Questo ultimo merita un commento a parte.
L'importanza di raccontare nel dettaglio come son andati i fatti è la chiave per ridefinire la situazione di Haidar ed il comportamento del Governo della Spagna e più concretamente del Ministero degli Esteri. Secondo la Legge sugli Stranieri, nessuno può entrare in questo paese senza la documentazione necessaria. La possibilità che solamente un permesso di residenza serva per entrare nel paese, è solo in casi eccezionali casi collegati a ragioni umanitarie. Fino al momento questo è stato l'unica giustificazione del ministero degli Esteri, tuttavia questa non regge.
Così e come si è visto nello svolgimento dei fatti., Aminetu Haidar in nessun momento ha chiesto aiuto alla Spagna e molto meno asilo, non è mai voluta venire: la "Spagna non ha permesso che Haidar entrasse in questo paese, ma l'ha obbligata. Il permesso di residenza è una formula che si è inventato il Governo spagnolo, poiché Aminutu non allega nessuna ragione umanitaria, vuole solo andare a l'Aiún a stare con la sua famiglia", spiega Inés Miranda, uno degli avvocati della leader saharaui.
Le Bugie Di MORATINOS
Gli oltraggi contro Haidar continuano. Da una parte la Spagna l'obbliga non solo ad entrare ma ora non le permette di uscire. La giustificazione che dà il ministro degl Esteri, Miguel Moratinos, è la di documenti. È curioso che per entrare non le chiedano passaporto e che per uscire sia qualcosa di "strettamente necessario." Il paradosso di Moratinos lo spiega chiaramente Inés Miranda: "Per legge, la mancanza di documenti non è argomento per non permettere che uno straniero ritorni al suo paese. Inoltre ella non ha nessun procedimento penale, né ha violato nessuna normativa, per cui che non avrebbe nessun problema per ritornare all'Aiún", segnala Miranda.
L'avvocato insiste nelle bugie del ministero degli ESteri e sulle sue nefaste giustificazioni: "Il fatto che uno straniero ritorni al suo paese senza documenti succede abitualmente. Questo succede quando la persona che parte riempie un formulario, allega le sue ragioni di ritorno ed in questo modo può farlo senza passaporto. Inoltre da quando la Spagna non vuole che gli stranieri ritornino ai loro paesi di origine", si domanda l'avvocato.
Sembra che nel caso di Aminetu Haidar il Governo spagnolo si ostini a non lasciarla uscire per un'altra ragione e per presunti accordi col Marocco di cui nessuno vuole parlare. Fino ad ora nessun rappresentante del Governo si è messo in contatto con la leader saharaui. Lei stessa definisce la sua situazione con estrema chiarezza: “sono stato espulsa dal Marocco e sequestrata dalla Spagna." Tuttavia, questa Pasionaria saharaui, non ha ricevuto nessuna lettera di espulsione ed il Governo spagnola gioca col cinismo ed assicura che sta aiutandola "poiché gli ha permesso di entrare al paese". "È molto duro per Aminatu dovere ascoltare le dichiarazioni di Moratinos chiedendo che si calmi e non l’accusa di niente. Gli Esteri non accettano nessuna critica, non permettono la libertà di espressione", dice l'avvocato di Haidar chi afferma che "in Diritto non ha definizione alcuno l'assurda situazione che soffre il suo cliente". Inoltre secondo l'avvocato "Il Governo spagnolo infrange la sua propria Legge ed i diritti umani di Aminatu poiché le vulnera la libertà di transito e di residenza".
Aminetu ha deciso domenica scorsa di iniziare uno sciopero della fame indefinito fino a che la lascino ritornare al suo paese. La mancanza di alimento si unisce al suo delicato stato di salute, poiché Haidar ha un'ulcera sanguinante per la quale è stata ricoverata dieci giorni fa.
Da domenica sta nel terminale 1 delle partenze dell'aeroporto di Lanzarote. Per le notti deve uscire in strada per dormire poiché il terminale rimane chiusa.
Oltre alle aggressioni subite domenica notte da parte dellla Guardia Civil, oggi a mezzogiorno ha saputo che è stata denunciata da Aena di Lanzarote. L’udienza ci sarà domani alle tre del pomeriggio: "non sappiamo se riuscirà ad assistere, il suo stato di salute è molto debole ed ha gia detto che il Governo della Spagna è il responsabile di qualunque peggioramento del suo stato", chiarisce Inés Miranda.
Il ministero degli Esteri non ha fatto più dichiarazioni e senza il suo permesso Aminatu Haidar è condannata a non ritornare al suo paese ed a non vedere la sua famiglia. Così il Marocco rimane tranquillo senza avere dentro le sue frontiere una delle patrocinatrici dei diritti del Sahara più importanti, ed una lottatrice instancabile che oggi la Spagna si impegna a punire.
| I nostri obiettivi | Lo scenario | Progetti in corso | Mailing list | Per contattarci | Collegamenti ad altri siti | Privacy e copyright |