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Il popolo Saharawi

La piattaforma di appoggio ad Aminatou Haidar, formata da organizzazioni sociali e persone a titolo personale, ha chiesto questa mattina nella Call Real di Accerife il ritorno dell'attivista saharaui a casa sua.

Lanzarote sabato, 21 novembre 2009] [13.23]

La manifestazione è durata un'ora con slogan di appoggio al Sahara, contro il Marocco e contro il Governo spagnolo. "Marocco repressore", "Marocco colpevole, Spagna responsabile" o "Viva Aminatou".

Era presente, oltre a molte realtà associative e istituzionale, arrivato dalla Nigeria per mostrare il suo appoggio alla passionari saharaui il presidente del Consiglio degli avvocati dell'Africa, Femi Falana, che ha detto "molto pronto Aminatou saràl ibera e tornerà nella sua patria".

Manifestando la sua solidarietà con il popolo saharawi ha ricordato che l'Unione Africana ha approvato un documento dall’'Unione Europea una soluzione rapida per l'attivista saharaui.

E’ intervenuto anche il segretario insulare del PSOE che è stato fischiato. Ha manifestato il suo "rifiuto" per la situazione di Haidar ed il suo appoggio affinché possa tornare nel Sahara. In una dichiarazione ai mezzi di comunicazione, ha detto che la Spagna non è responsabile di questa situazione che ha provocato il Marocco.

Manifesto

Il manifesto della Piattaforma è stato letto dall'attore Willy Toledo. Il comunicato dice che l'offerta di Moratinos è "inaccettabile" perché la condizione di rifugiata non gli permetterebbe di ritornare a L'Aaiún.

Ha ricordato che Aminetu Haidar ha il passaporto solo da 2006 ottenuto grazie alle pressioni di Amnesty International. Ha denunciato nuovamente la connivenza tra Spagna e Marocco ricordando che la salute di Haidar si deteriora rapidamente ma che il "suo morale è sempre più alto".

Infine, ha sollecitato la comunità internazionale ad esigere dal Governo della Spagna lo "stretto rispetto alle leggi internazionali ed i diritti umani" e al Governo del Marocco che restituisca a Haidar il suo passaporto.

L'attivista saharaui Aminatu Haidar ha dichiarato oggi che" il Marocco torna agli anni di Hassan II" dato l'aspetto che sta prendendo la" repressione" contro i difensori dei diritti del popoloal quale appartiene.

L'ambasciatore del Marocco in Spagna, Omar Azziman, ha dichiarato che l'attivista saharaui, in sciopero della fame da sette giorni a Lanzarote, deve risolvere il problema che ha creato lei stessa ed assumere la sua nuova missione come agente "separatista" del Fronte Polisario.

Aminetou ha dichiarato "Ho un stato morale alto e l'appoggio internazionale e quello di tutta la Spagna che ricevo quotidianamente mi dà molto coraggio e molta forza, sono molto contenta", rispondendo ad Azzimar ha detto che le sua parole dimostrano che" il Marocco è in una situazione di debolezza". Haidar si è mostrata ottimista e ferma nella sua convinzione di proseguire nella lotta per la difesa dei diritti umani e per l'autodeterminazione del popolo a cui appartiene e il cui unico rappresentante è il Fronte Polisario.

Ha anche ribadito che “è il Marocco quello che, un'altra volta, viola i diritti umani, il diritto di opinione e quello di libera circolazione. Il Marocco sta tornando agli anni di Hassan II, ha raddoppiato non solamente la repressione contro i saharauis, ma anche contro gli attivisti di diritti umani. Ci sono oggi sette attivisti imprigionati a Rabat dall’8 di ottobre”.

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