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18 settembre 2005.
Le notizie concernenti Alì Salem Tamek sono molto gravi: ha avuto un vomito ematico, non può più alzarsi e la febbre ha raggiunto i 40 gradi.
I prigionieri politici Elhafed Tawbali e Baba El Arabi sono ancora nel carcere di Inzegane malgrado da 10 giorni siano in uno stato di salute preoccupante.
La prigioniera politica Aminetou Haidar non può più camminare da sola. La direzione del carcere ha vietato che sia visitata da altri sahraui o dai familiari.
Degli altri prigionieri politici sahraui si sa che hanno perso più della metà del loro peso e che la maggior parte di essi è stata trasferita più volte in ospedale inrianimazione.
Non si hanno notizie da questo carcere. Gli attivisti sahraui sono isolati completamente ed alle loro famiglie è vietato visitarli.
19 settembre 2005.
Una delegazione inviata dall'Associazione marocchina per i diritti umani, associazione istituzionale, ha visitato i 4 sahraui detenuti nel carcere di Oukacha. I sei membri della delegazione hanno ascoltato gli attivisti che hanno loro spiegato da testimoni le numerose violazioni dei diritti umani compiute dal Governo marocchino nel Sahara Occidentale durante i giorni dell'intifada. Hanno inoltre spiegato come il Governo marocchino abbia voluto vendicarsi su di loro a causa della loro popolarità tra la popolazione sahraui e per i loro appelli al diritto di autodeterminazione e all'indipendenza. Essi hanno accusato il Ministro marocchino della Giustizia di dichiarazioni menzognere e per la loro illegale deportazione a Casablanca. Hanno denunciato il fatto di essere stati privati dei cellulari personali, di qualsiasi giornale e delle visite dei familiari, denunciando infine le torture subite da Lidri e da Noumria. Rispondendo alla richiesta dei delegati di interrompere lo sciopero della fame, i prigionieri sahraui hanno dichiarato di esserne pronti a condizione che le autorità marocchine riuniscano tutti i detenuti politici nel solo carcere di El Ayoun e che esaudiscano le loro richieste per il miglioramento delle condizioni di detenzione.
Le recenti fotografie uscite dal carcere di El Ayoun stanno a dimostrare come siano menzognere le dichiarazioni del Ministro della Giustizia marocchino sulle "buone condizioni" in cui sono detenuti i prigionieri sahraui. Le autorità marocchine non si aspettavano che foto scattate all'interno del carcere fossero pubblicate e rese di pubblico dominio. Il Carcere Nero di El Ayoun è una delle peggiori prigioni sotto amministrazione marocchina sia in termini di pulizia, di spazi (i carcerati vivono in un affollamento come sardine), di cibo, di mezzi di comunicazione (come giornali, telefoni), di permessi di visite. Soltanto dopo la diffusione delle foto in internet le autorità carcerarie sia nel carcere di El Ayoun che in quelli di Oukacha e di Ait Melloul si sono affrettate a ripulire le celle, migliorare i pasti e mettere a disposizione degli attivisti sahraui medicinali. Hanno inoltre promesso di accettare le eventuali richieste di trasferimento di chi lo desiderasse.
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