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L'Associazione Marocchina dei Diritti Umani (AMDH) ha qualificato come "irresponsabile e fallimentare" la gestione marocchina dei diritti umani nel Sahara Occidentale, chiedendo di permettere la visita delle organizzazioni umanitarie internazionali e delle stampa estera ai 37 saharaoui in sciopero della fame nelle prigioni marocchine.
"Riaffermiamo di nuovo lo sciopero della fame, e la situazione pericolosa nella quale si trovano gli scioperanti che può sfociare in una tragedia, a causa della gestione negativa e disumana dei responsabili, ed in primo luogo del ministero della giustizia che continua a diffondere comunicati falsi e ingannevoli", ribadisce il comunicato di AMDH in risposta ad una lettera del ministro marocchino della giustizia che nega l'esistenza di questi scioperanti della fame, posizione sostenuta dalla maggioranza dei media marocchini.
L'AMDH ha espresso la sua "profonda costernazione per il modo con il quale il ministero della giustizia, marocchino, gestisce lo sciopero". Un modo "privo di un minimo di responsabilità e di credibilità", ha sottolineato l'organizzazione, chiedendo di "permettere" alle organizzazioni internazionali dei diritti umani ed alla stampa nazionale ed estera di visitare la prigione civile di El Aaiun, la prigione di Ail Melloul ed il complesso penitenziario di Oukacha a Casablanca, per "giudicare della veridicità del comunicato del ministero della giustizia marocchina".
Parlando dello stato di salute di questi 37 prigionieri politici sahraouis in sciopero della fame dall,8 agosto , l'AMDH afferma che sono in un stato di salute molto deteriorato e che hanno perso tutti la metà del loro peso."
Afferma che Toubali El Hafed e Baba El Arbi ,che sono stati trasferiti dalla prigione di El Aaiun a quella di Ait Melloul di Agadir, sono "in gravi condizioni all'ospedale di Inzegane" (Marocco), aggiungendo che la famiglia di Lehssen Zreignat, teme che la sua rimessa in libertà provvisoria sia "un tentativo di liberarsi della responsabilità, considerato il suo stato di salute molto grave".
Almeno 25 prigionieri sono andati all'ospedale in coma o privi di conoscenza durante queste cinque settimane di sciopero della fame, uno di essi è stato operato all'intestino senza permettere alla sua famiglia di visitarlo, ha aggiunto l'organizzazione, deplorando che il procuratore marocchino abbia tentato invano e a più riprese di dissuadere gli scioperanti.
Gli attivista saharauis dei Diritti umani, Aminetu Haidar e Ali Salem Tamek sono stati trasportati urgentemente questa mattina (giovedì) nei rispetivi ospedali locali , quello della città di L'Aaiun per Aminetu e quello di Ait Mellul, Marocco, per Tamek, Aminetu Haidar che ha perso già conoscenza varie volte e soffre di dolori intestinali e al cuore, si è sempre rifiutata di essere curata dai medici marocchini conosciuti per la loro complicità con le forze di repressione marocchine, trattano sempre in malo modo i manifestanti e carcerati politici saharauis che hanno bisogno delle loro cure. Tamek, è poi stato minacciato di essere trasferito in un asilo psichiatrico, mentre in realtà soffre di malattie croniche, reumatismi, asma…
Un terzo carcerato politico, Amidan Eluali, è stato operato martedì scorso nell'ospedale Belmehdi di L'Aaiun. "Presentava un stato di salute spaventoso, e la sua famiglia teme per suo vita a causa di questa operazione per dolori intestinali",
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