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Nazioni Unite. - Le Nazioni Unite hanno espresso la loro preoccupazione per la situazione dei 37 carcerati saharauis in sciopero di fame dall'8 agosto in varie prigioni marocchine, alcuni dei quali si trovano in condizioni di salute critiche.
Il portavoce dell'ONU Stephan Dujarric ha assicurato che la questione sarà analizzata dall'Alta Commissione dei Diritti umani poichè la missione dell'ONU nel Sahara Occidentale non ha il potere di agire.
La Commissione di Diritti umani si sta occupando dello sciopero della fame dei carcerati nelle prigioni di L'Aaiún, la capitale del Sahara Occidentale, Ailt Mellul, Agadir, ed Ukacha (Casablanca), tema sul quale ha emesso vari comunicati.
Il 9 di settembre il Fronte Polisario ha presentato una richiesta formale al segretario generale dell'ONU, Kofi Annan, affinché interceda personalmente presso il Marocco per la liberazione di tutti i carcerati politici saharauis.
Con una lettera, il rappresentante del Polisario all'ONU, Ahmed Bujari, ha esposto ad Annan la grave situazione di salute dei carcerati politici saharauis.
Dopo questa lettera, Annan ha convocato l'ambasciatore marocchino, Mohamed Bennouna che, secondo fonti diplomatiche, si è impegnato a riferire le preoccupazioni dell'ONU a Rabat.
La missiva del Polisario richiamava le precedenti sollecitazioni scritte del segretario generale del Fronte Polisario, Mohamed Abdelaziz, formulate in Luglio ed in agosto, nelle quali si chiedeva ad Annan di persuadere il Governo marocchino a mettere in libertà tutti i prigionieri saharauis, come prescritto dal diritto internazionale umanitario. Abdelaziz chiedeva la liberazione sia dei 37 detenuti per motivi politici che dei 151 prigionieri di guerra che ancora si trovano nelle mani del Marocco.
Il Fronte Polisario ha liberato il 18 agosto gli ultimi 404 prigionieri di guerra marocchini, un'iniziativa tesa a sbloccare il processo di ricerca di una soluzione pacifica al conflitto dell'ex colonia spagnola.
Ad una folta delegazione politica della comunità autonoma spagnola della Galizia è stata impedito, martedì sera, dalle autorità coloniali marocchine, di scendere ad El Aaiun, la capitale occupata del Sahara Occidentale. La delegazione è stata dirottata verso l'aeroporto di Casablanca dove è stata trattenuta per10 ore, i documenti di viaggio confiscati, ha dichiarato a SPS per telefono M. Ivan Puentes, consigliere del Partito socialista de La Coruna.
"Anche se non siamo potuti scendere ad El Aaiun per controllare la situazione dei Sahraouis sottoposti ad ogni tipo di violazione dei diritti umani, siamo riusciti almeno ad aprire una breccia nello stato di assedio militare e mediatico imposto al Sahara Occidental dopo la sua occupazione", ha detto M. Puentes in una dichiarazione a SPS all'aeroporto di Casablanca alcuni minuti prima dell'imbarco forzato della delegazione per Madrid. Composta da 15 persone la delegazione comprendeva 3 parlamentari, 5 consiglieri municipali dei differenti partiti locali e nazionali, sindacalisti, rappresentanti delle università e della cooperazione.
Una delegazione di 3 deputati delle isole Canarie era stata respinta, la settimana scorsa dell'aeroporto di El Aaiun dalla polizia marocchina, come era successo a molte altre delegazioni politiche spagnole e norvegesi.
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