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Il popolo Saharawi

Tensione tra Spagna e Marocco Il giudice respinge l'alimentazione forzata di Haidar

7-12-2009

Il Governo ha chiesto l'intervento del magistrato per evitare una conclusione tragica.

EP / J. Naranjo / M. GONZÁLEZ - Arrecife / Madrid - 07/12/2009

La Coordinatrice Statale delle Associazioni Solidali col Sahara, (CEAS-ahara) ha segnalato che questa notte che il giudice di guardia di Arrecife (Lanzarote) ha visitato oggi l'attivista saharaui Aminatu Haidar e non l'obbligherà a ricoverarsiin un ospedale e le permetterà di proseguire con lo sciopero della fame iniziato 21 giorni fa.

Il giudice ha comunicato alle persone che rimangono continuamente vicino all'attivista saharaui di aver constatato che Haidar gode di "piena lucidità" e ragiona con "assoluta chiarezza", come ha detto Miguel Castro, segretario dell'organizzazione CEAS, per cui non adotterà nessuna delle misure sollecitate dal Governo in Canarie.

Evitare una conclusione fatale

Un giudice, un medico legale, un segretario giudiziale, due poliziotti ed un interprete sono entrati ieri sera nell'aeroporto di Lanzarote per esaminare lo stato di salute di Aminetu Haidar. La Delegazione del Governo delle Canarie ha detto, in un comunicato inviato più tardi, che era stato questo organismo che aveva sollecitato l'intervento del giudice col fine di "adottare le misure necessarie per garantire la vita e l'integrità fisica" dell'attivista. "Tra le misure", segnala la nota, c'è anche il ricovero in ospedale e, in ogni caso, la realizzazione dei controlli che si ritengono necessari". E finisce: "Il pericolo per la vita ed integrità fisica obbliga ad un'attuazione urgente di assistenza sanitaria."

La volontà del Governo è che, se si arriva a un punto critico e sempre sotto tutela giudiziale, Haidar riceva alimentazione forzosa, come confermarono fonti dell'Esecutivo. La Spagna, dopo avere tentato invano di far accettare al Marocco il ritorno dell'attivista, ha rinunciato al conflitto diplomatico ed ora si cercherà di evitare la morte di Haidar.

Vedendo il giudice, il medico legale ed i poliziotti entrare con prepotenza ed espellere l'assistente di Haidar dal cubicolo dove Aminetou fa lo sciopero della fame da 22 giorni, la saharaui li ha apostrofati: "Questi sono metodi marocchini. Non desidero altro trattamento medico che quello che sto ricevendo (del direttore dell'ospedale di Lanzarote) e non voglio essere ricoverata. Sono padrona della mia volontà e dei miei atti". Secondo l'avvocato Lola Travieso, il giudice le ha risposto che rispetta la sua volontà.

La delegata del Governo alle Canarie, Carolina Darias, aveva chiesto di recente alla Presidenza del Governo se ci f9sse un protocollo di attuazione in questi casi. La risposta è stata che, se la vita dell'attivista corresse grave pericolo, esiste la possibilità, e perfino l'obbligo, di chiedere l'intervento del giudice che può ordinare l'alimentazione contro la sua volontà. Lo stato di salute di Haidar,secondo la constatazione del medico, "si deteriora progressivamente". Si rischia di subire danni irreversibili.

Prima dell'arrivo del giudice un medico e cinque ATS di emergenze si erano presentati all'aeroporto con un'ambulanza per offrire a Haidar cure mediche che Aminetou ha respinto. Fonti della piattaforma di appoggio all'attivista segnalano che l'imposizione dell'alimentazione forzata porterebbe ad una battaglia giuridica.

La situazione non ha precedenti, perché in Spagna gli scioperi della fame sono sempre stati di reclusi (come il militante dell'Eta Iñaki di Juana Chaos o i carcerati del GRAPO) per cui la responsabilità dell'integrità fisica era legalmente l'Amministrazione penitenziaria. Anche in questi casi l'alimentazione si doveva fare "senza l'impiego della forza fisica e senza violare la sua dignità."

Hernán Hormazábal, professore universitario di Diritto Penale dell'Università di Girona, crede che l'alimentazione forzata sarebbe equivalente ad una coazione, informa Juan Diego Quesada. "Come potrebbe un giudice dare un'autorizzazione di questa natura? Non c'è conflitto tra persone. Non è un contenzioso e il giudice non ha competenza", aggiunge. Miguel Fernández Valencia, professore di Diritto Costituzionale del Complutense, sostiene al contrario che a Haidar non può essere lasciata "morire" e che, se non può decidere per sé stessa, i medici sono obbligati ad intervenire per salvarla.

http://www.elpais.com/articulo/espana/juez/rechaza/alimentacion/forzosa/Haidar/elpepuesp/20091207elpepunac_3/Tes

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