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Il popolo Saharawi

Haidar rinuncia a ulteriori visite mediche

Marocco, 7 dicembre 2009

L'attivista saharaui ha appena emesso un comunicato nell'aeroporto di Guacimeta dove dice che rinuncia a qualunque nuova visita medica per il suo stato di salute a conseguenza dello sciopero della fame che fa da metà di novembre. Rinuncia anche, afferma, al controllo quotidiano Domingo di Guzmán, il medico che è stato con lei durante le ultime tre settimane.

Haidar giustifica la sua decisione per come è avvenuto ieri sera l'intervento giudiziale, su richiesta della Delegazione del Governo ha cercato di visitala per forzare il trasferimento in ospedale per praticarle l'alimentazione forzata. Con questo comunicato la pacifista saharaui risponde all'ipotesi ventilata questa mattina che si stia preparando una nuova visita di un medico del tribunale.

Rabat minaccia di cambiare la sua politica sull'mmigrazione col 'caso Haidar'

Europa Press | Bruxelles

Il ministro marocchino degli Affari Esteri, Taieb Fassi Fihri, ha accusato l'attivista saharaui Aminetu Haidar di essere la causa della sua situazione e di non essere una patrocinatrice dei Diritti umani, bensì un membro del Fronte Polisario. Inoltre, ha chiesto alla Spagna con quale Marocco vuole costruire il futuro, se con chi coopera in materia di immigrazione e per combattere l'insicurezza o con chi "non vuole né Magreb né Europa."

Fassi Fihri ha ricordato che il Marocco non ha "mai" fatto un accordo con la Spagna venerdì scorso affinché Haidar ritornasse a L'Aaiún, si è chiesto "fino a dove arriverà ad in infettare la relazione ispano-marocchina". "È da anni che si costruisce pazientemente questa relazione per l'interesse reciproco ed abbiamo fatto molto. È a questa Spagna alla quale mi rivolgo", ha aggiunto il ministro in dichiarazioni alla stampa a Bruxelles.

Ha ricordato che Spagna e Marocco hanno fatto "molto" per costruire il futuro e che "quando c'è immigrazione è con noi che parla non con qualcun'altro" o "quando ci sono problemi di insicurezza o prospettive di investimento". "È con quello Marocco che vogliono costruire il futuro oppure con chi non vuole nè Magreb né 'Europa"?, ha ribadito Fassi Fhiri.

Ha anche rimproverato ad Haidar di usare il passaporto marocchino "come un straccio". "Un passaporto in Marocco è un simbolo e non può usarsi come un straccio, come qualcosa per accedere ad un territorio con un piano politico", ha detto insistendo che Aminetu Haidar "riceve istruzioni dei suoi soci" che sono "i responsabili della regione, della stabilità della regione e della soluzione del conflitto saharaui."

Ha anche ribadito, che Rabat non ha mai raggiunto un accordo con la Spagna per permettere il ritorno a L'Aaiún di Haidar e che egli stesso ha ricevuto l'Ambasciatore della Spagna a Rabat per dirgli che "la posizione del Marocco non era cambiata". non può riceversi qualcuno che dice che vuole entrare senza riconoscere la nazionalità e non usare il passaporto marocchino".

http://www.elmundo.es/elmundo/2009/12/07/espana/1260188350.html

Il giudice respinge il ricovero di Haidar contro la sua volontà

(Riassunto da El Pais)

J. Naranjo - Arrecife - 07/12/2009

La volontà di Haidar di rinunciare ad ogni cura medica sarà rispettata. Il giudice Jerónimo Alonso ha comunicato oggi pomeriggio la sua decisione circa la denuncia presentata dalla Delegazione del Governo alle Canarie nella quale assicura che "non è possibile il ricovero forzato di Aminetu Haidar in un centro sanitario affinché si valuti il suo stato di salute o affinché sia sottoposta a trattamento medico contro la sua volontà."

L'attivista saharaui che è in sciopero della fame da 22 giorni dopo essere stato espulsa dal Marocco a L'Aaiún, ha annunciato questa mattina attraverso un portavoce che rinunciava ad ogni visita medica, compresa quella del suo dottore, e proibiva le visite di qualunque altro medico. Secondo l'avvocato di Haidar, Inés Miranda, in caso che l'attivista saharaui svenga o perda la coscienza, bisognerebbe applicare la Legge di Autonomia del Paziente del 2002 dove si "stabilisce che le persone che si trovino in questa situazione dispongono della loro volontà e sono loro che decidono realmente cosa fare in questi casi". La saharaui ha espresso già la sua volontà in un documento che ha firmato davanti al notaio e sarà resa pubblica solo al momento, hanno confermato fonti vicine all'attivista.

La delegazione del Dirigente alle Canarie ha chiesto ieri un'ordinanza per alimentare forzosamente Haidar ed ordinare il suo ricovero in ospedale nel caso che la sua salute corresse serio pericolo, per questo il giudice Jerónimo Andreu si è recato ieri sera all'aeroporto di Lanzarote, accompagnato da un medico forense ed un segretario giudiziale, per sottomporla ad una visita medica.

Le opinioni mediche sullo stato della salute dell'attivista sono contraddittorie. Mentre il medico che la cura come volontario dice che sta molto male, i risultati della visite giudiziale di ieri sera dicono che lo stato di Haidar non è tanto grave.

Davanti a questa contraddizione, il giudice ha deciso di inviare un altro medico per esaminare l'attivista. Ma Haidar ha risposto con un rifiuto di qualunque visita medica.

Secondo entrambe le visite, il giudice ha potuto comprovare che Haidar conta su "piena lucidità" e ragiona con "assoluta chiarezza" per questo, secondo il suo avvocato, non può ordinare nessuna misura contro lei", poiché ha espresso "chiaramente la sua volontà, la sua decisione autonoma e indipendente di continuare lo sciopero della fame."

http://www.elpais.com/articulo/espana/juez/rechaza/hospitalice/Haidar/voluntad/elpepuesp/20091207elpepunac_3/Tes

Sahara occ./ La militante pro-Polisario Haidar è in "pericolo"

19:00 - ESTERI- 06 DIC 2009

Da 21 giorni conduce uno sciopero della fame

Lanzarote (Spagna), 6 dic. (Apcom) - La militante pro-Polisario, Aminatou Haidar, che conduce da 21 giorni uno sciopero della fame per poter tornare nel Sahara occidentale, è in "pericolo". Lo ha detto ai giornalisti il suo portavoce Fernando Peraita, dopo che ieri il Marocco ha nuovamente rifiutato di concedere alla militante l'autorizzazione per ritornare nel Sahara occidentale, da dove è stata espulsa lo scorso 14 novembre. "Attraversa un momento a rischio", ha detto il portavoce. "Soffre di vertigini e di perdita della vista. Ha trascorso una brutta notte, aveva dolori", ha detto Peraita. La donna si trova Lanzarote, nelle Isole Canarie. Plg

Dal sito di Ossin

I dubbi del Marocco n. 2

Marocco, dicembre 2009 - La catastrofe diplomatica e politica in cui si sta risolvendo la "campagna di fermezza" promossa dal Re Mohammed VI contro i "separatisti" saharawi comincia a provocare malumori nei più disparati settori della politica marocchina. Un breve articolo di TelQuel riferisce di queste preoccupazioni, che toccano perfino i più realisti del Re

I dubbi del Marocco 2

Tel Quel n. 400

Sahara - Punteggio negativo per il Marocco

Ban Ki-moon mostra gli artigli. In un comunicato reso pubblico il 24 novembre , il segretario generale dell'ONU si dice "preoccupato per la crescente tensione tra le parti impegnate nei negoziati sull'avvenire del Sahara Occidentale, che è aumentata per la recente incarcerazione di diversi gruppi di attivisti saharawi e per la situazione di Aminatou Haidar". Il fronte indipendentista è dunque riuscito a segnare un punto inatteso, forzando il responsabile dell'ONU ad intervenire su una questione di diritti umani. Per l'Associazione del Sahara marocchino, "non c'è motivo di essere preoccupati, la situazione nelle province del sud è calma, questo è l'essenziale!" Ma per questo influente membro del Corcas (Consiglio consultivo reale per gli affari sahariani) "la diplomazia marocchina dovrebbe usare la carota e non solo il bastone. La fermezza cui ha fatto appello il Re nel suo discorso del 6 dicembre deve accompagnarsi a misure concrete in termini di buon governo per evitare eventuali rovesci diplomatici".

http://www.ossin.org/marocco/ban-ki-moon-aminatou-haidar.html

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