![]() |
Attività dell'associazione |
Attualità Saharawi |
Documentazione sui Saharawi |
Rassegna stampa |
Archivio notizie |
|
|
|
Aminatou Haidar (flickr.com/photos/sahara)
C'è grande preoccupazione per lo stato di salute di Aminatou Haidar, l'attivista sahrawi di 43 anni in sciopero della fame dal 15 novembre. Haidar era arrivata il giorno prima al commissariato spagnolo dell'aeroporto di Lanzarote: era stata arrestata insieme ad altri sahrawi dalla polizia marocchina che le aveva ritirato il passaporto e poi l'aveva espulsa verso le isole Canarie. Secondo Rabat la donna aveva "rifiutato di compiere le normali formalità di polizia e aveva rinnegato la sua nazionalità marocchina". In pratica, arrivata in aereo a El Aaiun, "capitale" del Sahara Occidentale, si è dichiarata cittadina sahrawi costretta al possesso temporaneo di passaporto marocchino. Ed è scatatta l'espulsione.
Il governo marocchino ha passato la patata bolente alla Spagna che, imbarazzata dalla piega presa dalla situazione, sta cercando di convincere l'attivista a sospendere lo sciopero. Dopo le ultime visite mediche le autorità ipotizzano anche un ricovero o un'alimentazione forzati. Ma i familiari di Aminatou sostengono che lei voglia andare fino in fondo.
"La diplomazia spagnola ha commesso due errori: il primo ad accogliere l'attivista sahrawi e il secondo a non intervenire direttamente presso il re Mohamed VI, l'unico che poteva fare qualcosa", commenta pragmaticamente El País.
"Il Marocco mi espelle e la Spagna mi sequestra. Ho cominciato uno sciopero della fame e ritengo che le autorità spagnole siano responsabili di quello che mi succederà", ha detto Aminatou Haidar.
In seguito alla pressione dell'opinione pubblica spagnola a favore di Haidar, il ministro degli esteri spagnolo Miguel Ángel Moratinos ha chiesto al governo marocchino di restituire il passaporto all'attivista e di consentirle di rimpatriare. Il re Mohamed VI ha risposto indirettamente a questo appello spiegando che l'opinione pubblica marocchina è contraria al rimpatrio di Haidar e ha rifiutato la richiesta spagnola.
"La diplomazia spagnola paga un prezzo molto alto per aver voluto compiacere il re Mohamed VI nella gestione del Sahara Occidentale. Se la missione dell'Onu nel Sahara Occidentale avesse le competenze in materia di diritti umani è probabile che ora potrebbe aiutare a risolvere 'il caso Haidar'. Ma se non ha competenza giuridica in questi casi è soprattutto colpa degli spagnoli, che non hanno fatto nulla dal 2005 per accrescere la giurisdizione della missione di pace dell'Onu. Per non irritare il Marocco, il governo Zapatero ha evitato di fare pressioni per risolvere la situazione dei sahrawi", commenta El País.
"Ora solo un intervento della diplomazia statunitense potrebbe salvare Aminatou", conclude il giornale.
http://www.internazionale.it/home/?p=11739
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
¡HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!
La figlia del Che Guevara, nella sua attuale visita agli accampamenti dei rifugiati e territori liberati, scrive il seguente messaggio ad Aminetu Haidar:
"Cara amica,
So sono momenti difficili, resistere è la parola d'ordine, ma temo per la tua vita. È molto triste per me, non potere toccare la tua mano ed offrirti tutta la mia energia, ma dalla tua terra ti mando un forte abbraccio e tutto il mio rispetto come donna rivoluzionaria. Hasta la Victoria Siempre e senti la tenerezza dei nostri popoli al tuo fianco. Spero di potere vederti camminare coi tuoi figli nella patria liberata.
Non saluto, sono al tuo fianco.
Aleida Guevara March
4 dicembre di 2009"
Pubblicato per Mobilitazione AAPSS
| I nostri obiettivi | Lo scenario | Progetti in corso | Mailing list | Per contattarci | Collegamenti ad altri siti | Privacy e copyright |