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Era stata ventilata dalle autorità carcerarie l'ipotesi di trasferirla in ospedale contro la sua volontà
Aminetou Haidar, l'impegnata attivista saharawi che ha fatto della causa del suo popolo una ragione di vita, è stata arrestata agli inizia di novembre all'aeroporto di El Aaiun dalla polizia marocchina. Da allora è in sciopero della fame. Sono ormai 24 giorni. E nelle ultime ore era stata ventilata la possibilità da parte delle autorità carcerarie di imporle un nutrimento forzate per via endovenosa, dato il suo stato di salute. A questo proposito è intervenuto il suo avvocato, Inés Miranda, che ha precisato come ogni trattamento che vada contro la sua volontà, viste le piene facoltà che ancora possiede l'attivista, si inscrive nei reati penali previsti dai codici internazionali. Il giudice di guardia di Arrecife, Lanzarote, Jerónimo Alonso, ha quindi imposto di non trasferirla di forza nel centro ospedaliero, come era stato invece preventivato i giorni precedenti. Haidar resta dunque nelle prigioni dell'areoporto di Guacimenta, dove è stata arrestata per una questione di documenti non riconosciuti validi dalle autorità marocchine.
Il lavoro di Aminetou Haidar per il popolo sharawi è certificato da numerosi premi internazionali. L'attivista è stata anche insignita della cittadinanza onoraria da parte del Comune di Napoli in occasione di una delle sue visite in Italia.
http://it.peacereporter.net/articolo/19268/Marocco,+l'attivista+Saharawi,+Haidar,+resta+in+carcere+e+continua+il+suo+sciopero+della+fame
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