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Il popolo Saharawi

Inoltro: Intervento a sostegno di Aminetou Haidar,

10 dicembre 2009

>
> Roma, 9 Dicembre 2009
>
>
> Illustri Onorevoli:
>
> Iva Zanicchi
> Vicepresidente, Commissione per lo Sviluppo
> Parlamento Europeo
>
> Davide-Maria Sassoli
> Membro, Commissione per lo Sviluppo
> Parlamento Europeo
>
> Giovanni Collino
> Membro sostituto,Commissione per lo Sviluppo
> Parlamento Europeo
>
> Niccolò Rinaldi
> Membro sostituto, Commissione per lo Sviluppo
> Parlamento Europeo
>
> Francesco Enrico Speroni
> Membro sostituto, Commissione per lo Sviluppo
> Parlamento Europeo
>
> Patrizia Toia
> Membro sostituto  Commissione per lo Sviluppo
> Parlamento Europeo
>
>
>
> Illustre Onorevole,
>
> il CISP è una ong impegnata dal 1983  nella cooperazione internazionale
> e da circa 25  anni opera nel settore degli aiuti umanitari nei campi
> dei rifugiati sahrawi in Algeria,  anche con fondi del Governo Italiano,
> dell'Unione Europea, delle Nazioni Unite, di enti locali italiani.
> In questi anni abbiamo seguito da vicino e con molta attenzione lo
> svolgimento del conflitto nel Sahara Occidentale, apprezzando i
> consistenti sforzi della Nazioni Unite nella gestione
> politico-diplomatica  del processo di pacificazione
> Come osservatori diretti della questione Sahrawi, riteniamo
> imprescindibile il sostegno della  Comunità Internazionale al Piano di
> Pace ONU e all'oneroso compito della MINURSO (Missione Nazione Unite
> per il Referendum nel Sahara Occidentale), attiva nei territori
> interessati dal 1989. Con il Piano di Pace si riafferma, attraverso un
> caso particolare come quello dell'incompiuto processo di
> decolonizzazione da parte della Spagna nel Sahara Occidentale, uno dei
> principi base delle stesse Nazioni Unite, ovvero l'autodeterminazione
> dei popoli.
>
> Tale diritto ci sta particolarmente a cuore, al pari di quelli espressi
> e ratificati nella Dichiarazione e Universale dei Diritti dell'Uomo.
> E' su questi principi che la Comunità Internazionale articola la
> propria esistenza, elabora la gestione di conflitti per il
> raggiungimento della pace e dell'armonia tra gli Stati.
>
> Con questa premessa, siamo a chiedere un giusto e immediato intervento
> a sostegno di Aminetou Haidar, una donna di 42 anni, cittadina onoraria
> della città di Napoli, che si sta lasciando morire attraverso uno
> sciopero della fame per richiamare l'attenzione affinché la Comunità
> Internazionale riaffermi il diritto internazionale
> all'autodeterminazione e alla dignità umana.
>
> Sono ormai 23 giorni che Amineotu Haidar, attivista dei diritti umani
> per l'autodeterminazione del Sahara Occidentale è in sciopero della
> fame e da qualche giorno ha rifiutato anche le medicine che la curano da
> infermità pregresse dovute a pesanti torture nelle carceri marocchine
> dalle quali nel 2006  è uscita anche grazie all'intervento degli Stati
> Uniti.
> Aminetou Haidar vuole tornare  dalla propria famiglia, dalla quale è
> stata allontanata contro la sua volontà per non aver "ammesso" di
> essere cittadina marocchina ma del Sahara Occidentale, in una terra che,
> secondo le numerose risoluzioni dell'Assemblea Generale ONU, del suo
> Consiglio di Sicurezza, dei pareri giuridici, non  è mai stata annessa
> al Marocco.
> Riteniamo che gli sforzi sopra citati delle Nazioni Unite attraverso il
> Piano di Pace e la Missione per il Referendum di autodeterminazione nel
> Sahara Occidentale, non possano e non debbano essere vanificati, né
> ignorati, né contraddetti. Chiediamo che si accolgano le richieste della
> militante per i diritti umani Aminetou Haidar, premiata con molti
> riconoscimenti come quello recentemente conferitole dalla Fondazione
> Robert Kennedy e la nomina al Premio Nobel per la Pace.
> Ci appelliamo a Voi affinché si esprima attraverso le forme politiche e
> diplomatiche più opportune un fermo richiamo al Regno del Marocco
> affinché consenta ad Aminetou Haidar il rientro a casa, senza condizioni
> e soprattutto senza l'umiliazione per lei inaccettabile di contraddire
> la propria identità e la propria storia.
>
> Fiduciosi in una Vostra azione, porgiamo i più cordiali saluti
>
> Paolo Dieci, Direttore del CISP
> Giulia Olmi, Responsabile del CISP in Emilia Romagna
>
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