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Il popolo Saharawi

Riassunto da alcuni giornali spagnoli

10 dicembre 2009

Voglio tornare nel Sahara Occidentale, con passaporto o senza, viva o morta.

Aminetu ha tenuto una conferenza stampa nel Giorno Internazionale dei Diritti umani, nel 25 giorno di sciopero della fame.. si è rivolta in primo luogo a tutte le persone che lottano per i diritti umani in tutto il mondo e, specialmente, alle madri che, come lei vivono lontane dai sloro figli.

Aminetou ha detto che ora comprende molto meglio" il dolore delle famiglie saharauis separate da più di 35 anni da un muro di oltre 2.600 chilometri". Desidera abbracciare i suoi figli,"vivere con loro e con mia madre, ma con dignità."

Considera responsabili in ugual misura i governi spagnolo e marocchino.

Quello spagnolo "non ha fatto abbastanza" per risolvere la sua situazione; per quanto riguarda il Marocco, crede che la pressione internazionale finirà per ottenere effetto e che, prima o poi,"cederà" e permetterà il suo ritorno nel Sahara Occidentale.

Ha inoltre assicurato che è pienamente cosciente di quello che fa e alla fine del suo intervento ha detto che il Polisario è" l'unico legittimo rappresentante del popolo saharaui".

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Il segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon, ha proposto oggi al ministro degli Affari Esteri della Spagna, Miguel Moratinos," vari passi" per risolvere il caso dell'attivista saharaui Aminatu Haidar.

Il portavoce dell'organismo mondiale, Martín Nesirsky, ha detto "Ban ha fatto le proposte a Moratinos in una conversazione telefonica nella quale ha espresso la sua preoccupazione per il deterioramento dello stato di salute di Haidar, e occorre trovare una soluzione con la massima urgenza- Ban incontrerà venerdì nella sede dell'ONU a New York il ministro degli Esteri del Marocco, Taib Fasi Fihri, ma non posso precisare le proposte che farà il segretario generale.

Non posso entrare nei dettagli sulle proposte ma ribadisco che il segretario generale è molto preoccupato per la salute di Haidar e personalmente lavora molto per risolvere questa situazione".

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Tre scrittori premiati col premio Nobel - il tedesco Günter Gras, l'italiano Darío Fo ed il portoghese José Saramago - hanno scritto oggi una lettera al Re della Spagna perchè interceda presso il Re del Marocco a favore dell'attivista saharauhi Aminetu Haidar,. All'appello hanno aderito decine di personalità della Cultura come il cineasta Pedro Almodóvar o il letterato Mario Vargas Llosa. Proprio oggi si è saputo che Don Juan Carlos è disposto a mediare sul tema che ha provocato una grave crisi diplomatica tra Madrid e Rabat e che minaccia la vita di Haidar. Tuttavia, il Governo considera che il suo intervento non sia opportuno "per il momento."

I firmatari chiedono al Re che utilizzi il suo prestigio per finire con la" tragica agonia" e interceda affinché possa ritornare coi suoi figli a casa sua a L'Aaiún

Oltre a quelli citati, sottoscrivono la lettera i cineasti come Fernando León de Aranoa e Julio Medem, attori come Pilar Bardem, Concha Velasco, Victoria Abril, Javier Bardem e Penélope Cruz e musicisti come Jorge Drexler, Amaral, Miguel Ríos e Joaquín Sabina. Aderiscono anche personalità del mondo della cultura dell'Angola, Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Francia, l'India, Italia, Nicaragua, Porto Ricco, El Salvador e Portogallo ecc..

Nella lettera si insiste in che è "urgente" e "necessario" salvare la vita di questa donna, figlia di una spagnola, conosciuta per il suo lavoro in difesa dei diritti umani che è "vicino ad una conclusione drammatica."

"Desideriamo sollecitare un intervento esplicito della Casa Reale spagnola presso il Monarca alauita", aggiunge che" non possiamo rimanere silenziosi mentre Aminatu sta per morire."

La lettera ricorda anche che "la sua consunzione per sciopero della fame metterebbe in pericolo le relazioni dei due paesi vicini e porterebbe il discredito della monarchia alauita e di tutto il suo regime." "Ma, soprattutto, se ella muore sarà morta la speranza",

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