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Il popolo Saharawi

Salč (Marocco) 17/01/2010

I sette militanti sahraouis detenuti da tre mesi nella prigione marocchina di Salča sono stati messi in una cella di tortura, ha un comunicato il ministero dei territori occupati e della diaspora.

I detenuti sono stati isolati in questa cella di tortura a causa delle loro posizioni politiche in favore del diritto del popolo sahraoui all'autodeterminazione ed all'indipendenza, continua il comunicato.

La stessa fonte ricorda il deterioramento dello stato di salute della prigioniera di opinione sahraouie Dakja Lashgar che soffre di "assenza di cure" dopo essere stata colpita da una malattia psichica, precisando che Dakja č vittima di "pratiche razziste da parte di alcuni secondini e prigioniere comuni". Le famiglie dei sette detenuti vivono a 1200 km, e subiscono " continue intimidazioni dall'amministrazione della prigione che li costringe a lunghe attese e perquisizioni scrupolose, oltre all'alta sorveglianza sui detenuti da parte dei secondini e dei servizi di informazione marocchina" continua il comunicato.

Le autoritā marocchine avevano fermato i sette militanti sahraouis all'aeroporto di Casablanca l'8 ottobre 2009, al loro ritorno dai campi profughi sahraouis.

Amnesty International denuncia il degrado della situazione dei diritti dell'uomo nel Sahara Occidentale

Londra, 09/01/2010

Amnesty International (AI) ha espresso giovedė "la sua profonda inquietudine", per il degrado della situazione dei diritti dell'uomo nei territori occupati del Sahara Occidental.

Amnesty International ha precisato, nel suo rapporto annuale, che queste violazioni colpiscono l'azione dei difensori sahraouis dei diritti dell'uomo privandoli della libertā di espressione e di riunione per sostenere il diritto del popolo sahraoui all'autodeterminazione.

AI ha sottolineato, nel suo rapporto, intitolato ` "promesse non mantenute", che le autoritā marocchine hanno adottato un approccio restrittivo" ingiustificato" contro i sahraouis, in materia di libertā di espressione, di associazioni e di riunione.

Il rapporto rileva "un'intensificazione delle pratiche repressive", nei territori sahraouis occupati, dopo la visita fatta, nel settembre 2009, da sette militanti sahraouis dei diritti dell'uomo nei campi dei profughi sahraouis, militanti qualificati da Amnesty International come "prigionieri di coscienza" . Il rapporto ha criticato l'espulsione, il 14 novembre 2009, della militante sahraouie dei diritti dell'uomo, Aminetou Haidar, dalla cittā occupata di El Aaiun. Aminetou č tornata, il 17 dicembre , in seguito alle pressioni internazionali.

L'organizzazione ha espresso i suoi timori per il ricorso alla tortura, per strappare confessioni e per la mancanza di inchieste indipendenti sulla pratica della tortura contro i sahraouis.

Fonte SPS

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