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Comunicato stampa:
I giuristi del Parlamento Europeo dichiarano illegali la pesca europea nel Sahara Occidentale
Bruxelles, il 23 Febbraio 2010 -
Con un parere giuridico fino ad ora confidenziale, il servizio giuridico del Parlamento europeo ha dichiarato che la pesca delle navi europee nelle acque del Sahara Occidentale rappresenta una violazione del diritto internazionale.
Il nuovo parere conferma che le barche europee che pescano nelle acque pescose del Sahara Occidental in virtù dell'accordo di pesca tra l'UE ed i Marocco e che la popolazione sahraouie del Sahara Occidental non è stato mai consultata e non ha mai ricevuto contropartite per lo sfruttamento delle sue ricche risorse alieutiche. Il nuovo parere chiede alla Commissione Europea di sospendere o modificare l'accordo UE-Marocco per garantire che le navi che "battono bandiera comunitaria siano escluse dallo sfruttamento delle acque del Sahara Occidentale".
Il nuovo parere è stato trasmesso al Parlamento nel luglio 2009, ma non è stato reso pubblico che oggi per essere discusso durante la riunione del Commissione pesca del Parlamento.
Il Servizio giuridico parlamentare ha anche "fortemente raccomandato" che i desideri e gli interessi della popolazione sahraouie autoctona del Sahara Occidentale siano esaminati durante la prossima assemblea annuale della commissione congiunta della pesca UE-Marocco, ma questa raccomandazione è stata ignorata completamente dalla Commissione europea che non ha messo la questione all'ordine del giorno della sua ultima riunione di inizio Febbraio.
"L'Ue mette il rispetto del diritto internazionale al centro della sua politica estera, ma ha chiuso gli occhi sulla pesca nel Sahara Occidentale", ha dichiarato il deputato europeo portoghese Miguel Portas. "Le attività di pesca dell'UE nelle acque del Sahara Occidentale, illegali e contrarie all'etica, non sono niente meno che un furto, e costituiscono un sostegno implicito a quello che la maggior parte dei paesi del mondo considerano come un'occupazione illegale del Sahara Occidentale da parte del Marocco. Peggio ancora impone a tutta l'unione una politica di fatto contrario alla risoluzione del conflitto. Così non può continuare". "Il Parlamento europeo non può ignorare deliberatamente il parere chiaro del suo servizio giuridico", ha dichiarato Sara Eyckmans, coordinatrice internazionale di Western Sahara Resource Watch. "Il Parlamento deve esigere che la Commissione europea controlli che le barche europee smettano immediatamente di pescare nelle acque del Sahara Occidental, e che cerchi di modificare l'accordo di pesca per essere conforme al diritto internazionale" ha dichiarato.
L'illegalità dell'accordo sulla pesca UE-Marocco è stata recentemente confermata dal vecchio Consigliere giuridico dell'ONU Hans Corell il cui parere giuridico sulle risorse naturali del Sahara Occidentale realizzato nel 2002 dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite è stato deliberatamente male interpretato dai funzionari della Commissione europea, ivi compreso il Commissario uscente dell'UE per la pesca Joe Borg, in un tentativo di difendere le attività di pesca illegale.
Corell stesso ha indicato alla fine del 2008 ha giudicato "incomprensibile" e si è sentito "imbarazzato in quanto europeo" che la Commissione utilizzi il suo parere del 2002 per difendere l'accordo sulla pesca UE-Marocco, considerato che non è stato consultato il popolo sahraoui che non ha deciso delle sue condizioni.
529 organizzazioni della società civile, e più di 11.000 persone nel mondo hanno chiesto all'UE di cessare le sue attività di pesca nel Sahara Occidentale, aderendo alla campagna di WSRW sulla sua pagina web http://www.fishelsewhere.eu.
Dal sito http://www.fishelsewhere.eu/index.php?dl=es
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