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Un totale di 50 cadaveri di persone scomparse durante il regno di Hasán II, tra essi 43 saharauis, esumate in differenti cimiteri vicino ai centri segreti di detenzione, Si tratta di persone sequestrate negli anni 70, 80 e 90 dal regime di Hasán II e che morirono durante la detenzione in prigioni segrete che si trovano in zone montagnose del sud del Marocco, come Agdz, Kalat Maguna e Tagunit. Le vittime saharauis furono arrestate negli anni 70 e 80 nelle città di L'Aaiún, Smara, Bojadorr (Sahara Occidentale), e anche Tan Tan y Assa, nel sud del Marocco, mentre le altre vittime furono arrestate durante la repressione della ribellione armata del ramo radicale dell'Unione Nazionale di Forze Popolari (UNFP), in marzo dell'anno 1973, Cifre terribile ma sfortunatamente piccola, se teniamo conto che secondo AFAPREDESA, (Associazione di Familiari dei Prigionieri e Scomparsi Saharauis) la cifra di cittadini saharauis scomparsi è di a 526, cifra che non è mai stata riconosciuta dal Marocco. Occorre puntualizzare che l'Istanza Marocchina di Equità e Riconciliazione fu creata dal il governo marocchino per "denunciare" le atrocità commesse durante i famosi "anni di piombo" del regime di Hassan II. Guardando la repressione attuale contro la popolazione civile saharaui o come sta agendo con gli immigranti subsahariani, il Marocco non ha fatto molti passi avanti. Con l'Istanza di Equità e Riconciliazione le autorità marocchine hanno cercato di mostrare che si è fatto un passo avanti in materia di diritti umani, in realtà non si può fare niente contro i torturatori ed assassini che continuano in molti casi ad avere incarichi pubblici. Durante le sedute dello IER non si possono nemmeno fare i loro nomi.
L'IER annuncia i risultati relativi ai luoghi di sepoltura delle vittime morte nei centri di detenzione illegale Dopo molti mesi di investigazione sulla sorte delle vittime decedute nei centri di detenzione illegale; l'Istanza Equità e Riconciliazione ha trovato i luoghi di sepoltura delle persone decedute nei centri di detenzione di Tagounit, di Agdez e di Qalaât Mgouna. Queste persone sono state vittime della scomparsa forzata negli anni 70 e 80 ed inizio degli anni 90 e sono in totale 50. L'Istanza ha potuto, durante le sue investigazioni, recarsi a più riprese sui luoghi e visitare i centri che sono stati luoghi di detenzione illegale tra cui quelli di Tagounit, di Agdez e di Qalaât Mgouna nel sud-est del paese. L'Ier ha potuto determinare anche le date e i luoghi dei decessi, grazie ai dati forniti dalle autorità centrali e dei documenti disponibili presso le autorità provinciali, oltre le testimonianze raccolte da vecchi funzionari che hanno testimoniato delle circostanze del decesso e dei funerali. Parecchi membri dell'IER sono stati incaricati di recarsi, prima di tutto presso le famiglie interessate per informarli dei risultati di queste investigazioni e della possibilità di recarsi sui luoghi della sepoltura quando lo desiderano. Queste famiglie si trovano nelle città di Laâyoune, Smara, Tan Tan, Boujdour, ad Imilchil, Rich, Goulmima, Figuig, Jerada ed ad Assa Zag. L'Ier continuerà ad informare le famiglie delle vittime della scomparsa forzata e l'opinione pubblica dei risultati di queste investigazioni. Elenco di queste vittime secondo i loro luoghi di sepoltura: Seguono i nomi di 50 vittime.
I prigionieri Ali Salem Tamek ( incarcerato a Ait Melloul /Agadir), Brahim Noumria, Houcine Lidri, Mohamed Elmoutaouakil et Larbi Messaoud (incarcati a Oukacha/ Casablanca) sono stati trasferiti, come da loro richiesto nello stesso carcere la Prigione Nera di El Aiun. Il trasferimento è avvenuto il 7 ottobre con un grande dispiegamento di forze dell’ordine.
La città universitaria di El Jadida, a Casablanca, è stata teatro di scontri, lunedì notte, tra Studenti e polizia. Lancio di pietre, molti feriti e più di quaranta studenti sahraouis Arrestati per un giorno il bilancio delle manifestazioni. La città è sotto stretta sorveglianza 24 ore al giorno da parte delle forze di sicurezza. Da segnalare anche scontri, meno violenti, avvenuti contemporaneamente all’università di Rabat
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