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Il governo Saharawi ha decretato un giorno di lutto nazionale di 24 ore a partire da venerdì prossimo dopo la tragica morte di Lembarki Hamdi Salek Mahjoub, avvenuta domenica mattina dopo le feroci torture subite dalla polizia marocchina.
Le bandiere saranno messe a mezz’asta, e la preghiera dell’"Al Ghayeb" (l'assente) Sarà fatta sia nei campi profughi che nei territori liberati, ha precisato il comunicato del Presidente che ha fatto le “vive condoglianze del governo e dl popolo saharawi alla famiglia del defunto”.
Il comunicato precisa che il defunto Lembarki è stato assassinato dal Governo marocchino dopo il suo arresto e dopo essere stato sottomesso al più abiette formr di tortura, Si tratta di una escalation pericolosa in un momento decisivo nello svolgimento dell’Intifada pacifica iniziata il maggio scorso.
Esprimendo il suo biasimo per questo crimine odioso commesso contro una persona innocente, il Governo saharawi ritiene lo Stato marocchino responsabile di questo misfatto e delle conseguenze che possono derivarne.
Il Governo saharawi si rivolge alla comunità internazionale e a coloro che amano la pace sui pericoli della situazione esplosiva nelle città occupate del Sahara occidentale , generati dalla politica di repressione marocchina contro i civili saharawi senza difesa. Chiede all’ONU e alla Minurso di assicurare la protezione completa dei saharawi assicurandogli il diritto legittimo di libera espressione, di spostamento, di manifestare e a togliere lo stato d’assedio militare e mediatico imposto ai territori saharawi, per permettere agli osservatori e alla stampa internazionale di accedere liberamente.
Lembarki Hamdi Salek Mahjoub è nato nel 1974 a El Aiun dove abitava con al famiglia in via 24 Novembre 6. La sua famiglia che reclama l’autopsia, rifiuta di togliere la salma dall’obitorio malgrado le forti pressioni dell’amministrazione coloniale che cerca di seppellirlo prima possibile.
Un'immagine recente di Lembarki Hamdi Salek Mahjoub
Il Parlamento europeo
- viste le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sul Sahara Occidentale, in particolare la risoluzioni 1598 (2005) del 28 Aprile 2005 e la risoluzione 1495 (2003), richiamate dall’Assemblea generale dell’ONU l’11 ottobre,
- visto l’ultimo rapporto del Segretario generale al Consiglio di sicurezza sul Sahara occidentale (aprile 2005),
- viste le recenti nomine di un rappresentante speciale e di un inviato personale del Segretario generale dell’ONU per il Sahara,
- viste le sue risoluzioni sul Sahara Occidentale ,
- visto, particolarmente, il suo rapporto sullo stato dei diritti umani nel mondo per il 2004 ,
- visto l’articolo 115, paragrafo 5 del suo regolamento ,
A. vivamente preoccupato per gli ultimi rapporti di Amnesty international e dell’Organizzazione mondiale contro la tortura (OMCT), che fanno il punto sulle gravi violazioni, del Marocco, dei diritti umani contro la popolazione saharawi,
B. considerando che le indagini fatte dall’Istanza Equità e Riconciliazione sulle persone morte nei centri di detenzione illegali hanno permesso di scoprire i luoighi dove sono state seppellite 57 persone vittime di sparizioni forzate, 43 delle quali sono saharawi,
1. salute la liberazione da parte del Fronte Polisario di tutti i prigionieri marocchini; chiede alle autorità del Marocco di liberare immediatamente i difensori dei diritti umani Aminattou Haidar, Ali Salem Tamek e gli altri 35 detenuti politici saharawi, e di far luce sulla sorte di oltre 500 desaparecidos saharawi, compresi gli scomparsi nel periodo della guerra,
2. chiede al Marocco e Fronte Polisario di cooperare pienamente con il Comitato internazionale della Croce Rossa per scoprire la sorte delle persone scomparse dopo l’inizio della guerra,
3. chiede la protezione della popolazione saharawi, il rispetto dei loro diritti fondamentali, in particolare la libertà di espressione e la libertà di movimento, conformemente alle disposizioni della Dichiarazione universale dei diritti umani, ai trattati e alle convenzioni internazionali in materia di diritti umani;
4. sostiene una soluzione giusta e duratura del conflitto del Sahara occidentale, basata sul diritto e la legalità internazionale, conformemente alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza particolarmente la risoluzione 1945;
5. chiede al Regno del Marocco e al Fronte Polisario, agli Stati vicini e all’Unione europea di cooperare pienamente con l’ONU per un completamento del processo di decolonizzazione del Sahara occidentale;
6. chiede al Consiglio e agli Stati membri di sostenere attivamente gli sforzi dell’ONU per la preservazione delle risorse naturali energetiche del Sahara occidentale in quanto territorio non autonomo, oggetto di un processo di decolonizzazione, come specifica l’avviso legale (2002) del Segretario generale aggiunto per gli affari giuridici dell’ONU, M. Hans Correl;
7. si felicita della nomina, fatta dal Segretario generale dell’ONU, del suo inviato personale per il Sahara occidentale nella persona dell’ambasciatore Van Valsum e per la designazione di Francesco Bastagli in qualità di rappresentante speciale, responsabile della missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (Minurso), questo dovrebbe contribuire a ridare forza al processo di pace nel Sahara occidentale;
8. invita il nuovo inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite a fare un rapporto alla commissione affair esteri e alle sotto-commissioni e alla delegazione per le relazioni con il Marocco;
9. chiede al Marocco di facilitare l’ingresso al territorio del Sahara Occidentale agli osservatori indipendenti, ai rappresentanti delle organizzazioni di difesa dei diritti umani e alla stampa internazionale; deplora a questo proposito l’espulsione di molte delegazioni europee;
10. considera che il viaggio della sua delegazione nella regione fornirà al Parlamento europeo nuove informazione sulla situazione, ed è convinto che detta delegazione potrà svolgere la sua missione senza impedimenti, è al momento prevista nel Gennaio 2006;
11. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Segretario Generale delle Nazioni Unite, al Presidente dell’Unione Africana e al Governo del Marocco e al Fronte Polisario.
Adottato il 26.10.05
(Traduzione non ufficiale)
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