![]() |
Attività dell'associazione |
Attualità Saharawi |
Documentazione sui Saharawi |
Rassegna stampa |
Archivio notizie |
|
|
|
I detenuti politici sahraouis sospendono lo sciopero della fame il 03.11.05, dopo l'impegno della direzione della Prigione Nera di rispettare i seguenti accordi :
1. permettere alle famiglie e a tutte le persone che lo desiderano di visitare i detenuti politici
2. non perquisire le famiglie in visita
3. cessazione delle intimidazioni praticate dalla polizia marocchina verso le famiglie parenti dei detenuti politici sahraouis.
Lo sciopero della fame giovedì 20 ottobre 2005 per protestare contro il trattamento nelle carceri marocchine: la perquisizione esagerata, l'isolamento di alcuni prigionieri politici, l'assenza delle cure necessarie, le visite, limitate e talvolta anche vietate.
I prigionieri politici sahraouis hanno precisato che continueranno a lottare per ottenere lo status di prigionieri politici e contro tutte le pratiche disumane e provocatorie utilizzate dal direttore della prigione nera di El Aaiun.
Le forze di sicurezza marocchine hanno represso oggi una manifestazione nel quartiere di Matallah di L'Aaiún, arrestando alcuni giovani saharawi..
Questo quartiere, che ha registrato violenti scontri nel mese di maggio, era oggi presidiato dalle Forze Ausiliari, polizia antisommossa, e dai Gruppi Urbani di Sicurezza, GUS, del Marocco.Gli incidenti sono iniziati quando due giovani saharauis si sono avvicinati ad un gruppo di giornalisti stranieri ed hanno lanciato slogan a favore del Polisario e contro il Marocco .
La polizia ha aggredito i due giovani e ha cercato di impedire ai fotografie ai cameraman di riprendere il pestaggio.
A quel punto sono arrivati alcuni giovani saharawi che hanno lanciato pietre contro la polizia la quale ha iniziato una feroce caccia all’uomo in tutto il quartiere.
Alcuni poliziotti hanno aggredito i giornalisti accusandoli di essere “terroristi”
Poco dopo un altro giovane si e avvicinato ai giornalisti ma anche lui è stato picchiato selvaggiamente e arrestato come gli altri due.
Agenti delle Forze Ausiliari controllavano tutte le strade del quartiere di Colominas dove si trova l'abitazione dei famigliari di Hamdi Lembarki, il saharaoui ucciso sabato scorso.
L'imponente dispositivo poliziesco ha impedito altre quelle svoltesi ieri in questo quartiere, durante le quali tre giornalisti spagnoli furono condotti al commissariato dalla polizia marocchina che dopo avergli requisito le macchine fotografiche ha cancellato le foto.
La sorella del saharaui deceduto, Salam Lembarki, ha ribadito che tutte le testimonianze raccolte concordano sulla morte del fratello in seguito ad una bastonata della polizia in testa.
L'associazione marocchina dei Diritti Umani(AMDH), ha affermato che il giovane sahraoui Lembarki Hamdi Mahjoub, è morto dopo le torture infittegli dagli agenti della polizia marocchina.
L' AMDH ha aggiunto che la morte di Lembarki è sopraggiunta a causa della " violenza barbara e le torture che sono state esercitate dagli agenti della polizia contro di lui" che l'hanno poi abbandonato in una viuzza dopo la sua partecipazione alle manifestazioni pacifiche di sabato 29 ottobre nel viale di Smara.
Ha denunciato inoltre questo crimine odioso, avvertendo ancora una volta che la gravità della situazione e l’alta tensione nella capitale occupata del Sahara Occidental, El Aaiun, "avrà gravi conseguenze sulla situazione dei diritti dell'uomo nella regione."
L' AMDH ha denunciato anche "le pressioni sulla famiglia del defunto fatte dalle autorità marocchine che vogliono seppellire Hamdi il prima possibile possibile" per evitare che la verità sia stabilita sulle circostanze della morte del giovane sahraoui.
L'associazione ha infine chiesto che " le persone implicate in questo odioso crimine, rispondano dei loro atti davanti alla giustizia".
Il partito di opposizione marocchina, "Ennahj Edimoukrati (la via democratica) chiede l'apertura di una "inchiesta trasparente sulle circostanze della morte di Lembarki Hamdi Mahjoub", avvenuta domenica in seguito alle torture inflitte dagli agenti del Gruppo urbano di sicurezza (GUS), che hanno provocato lesioni mortali alla testa della vittima".
Il partito marocchino ha presentato inoltre le sue "vive condoglianze" alla famiglia del defunto, sottolineando che gli avvenimenti tragici del Sahara Occidentale non sono solamente dei crimini commessi dagli agenti di sicurezza, ma frutto di una politica sistematica di un regime che ha privilegiato l'approccio repressivo e la politica della corruzione al posto di una gestione democratica e trasparente del problema del Sahara Occidentale." Ennahj Edimoukrati ha denunciato anche "il clima di violenza e di terrore" imposto agli abitanti della capitale occupata del Sahara Occidentale, El Aaiun, così come "la militarizzazione di tutta la città e delle strutture scolastiche"
"Chiamiamo tutte le anime innamorate di giustizia nella regione a mobilitarsi contro questa feroce offensiva offende la libertà pubblica ed individuali", ha aggiunto il comunicato, ricordando "alle forze politiche che si considerano progressiste o democratiche, che il loro silenzio davanti a ciò che si svolge è inaccettabile sia moralmente che politicamente."
Ha chiesto infine "la liberazione immediata di tutti i prigionieri politici sahraouis" e l'apertura di un "dialogo reale" coi partiti ed associazioni dei diritti umani per "mettere un termine alla violenza ".
| I nostri obiettivi | Lo scenario | Progetti in corso | Mailing list | Per contattarci | Collegamenti ad altri siti | Privacy e copyright |