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Niente sembra poter fermare l’Intifada saharawi, nonostante i principali leader locali e gli attivisti dei diritti umani siano stati arrestati, anzi l’Intifada si intensifica.
I manifestanti affrontano la polizia marocchina, armata, con lancio di pietre, bruciano le bandiere del reame marocchino per le strade di El Aiun, urlano slogan contro l’occupazione e chiedono l’applicazione del piano di regolamentazione che prevede l’organizzazione di un referendum per l’autodeterminazione.
L’intensificazione delle manifestazioni coincide con il 30 anniversario della “marcia verde” con la quale il re Hassan II si annetteva il Sahara Occidentale dopo la firma dell’accordo tripartito di Madrid il 14 Novembre 1975.
Il conflitto si trova in vicolo cieco come riconosce il Segretario dell’ONU Kofi Annan nel suo ultimo rapporto sul Sahara Occidentale e le prospettive di raggiungere un accordo fra Rabat e il Polisario, che permetterebbe di giungere ad un accordo giusto e duraturo nel quadro delle Nazioni Unite, si allontana sempre più.
(dal quotidiano spagnolo El Mundo)Otto persone sono state arrestate durante le manifestazioni che si sono svolte nella notte fra domenica e lunedì a El Aaiun, Dakhla et Bokhaor.
Un gruppo di giovani saharawi che alzando le bandiere della RASD stava manifestando davanti alla sede della società Bucraa a El Aaiun sono stati caricati violentemente dalla polizia marocchina.Tra gli arrestati ci sono diverse donne.
Il saharawi Mahjouba Hamoud Soueidi, che era stato arrestato e torturato martedì scorso a El Aiun, è attualmente semi paralizzato , la sua casa, nel quartiere"Dir Eydak", è stata saccheggiata come quella di un altro saharawi: Sidati Selami
Sempre a El Aiun è anche stata devastata la casa di Ahmed Sbaii, ex detenuto politico e attualmente attivamente ricercato dalla polizia. La sua famiglia è stata minacciata di arresto come ritorsione contro Ahmed Sbaii
A Smara Mahmoud Bahaha e la sua famiglia, accusati di simpatizzare con l’Intifada, continuano ad essere minacciati di trasferimento a Goulmine nel sud del Marocco.
Un’altra manifestazione si è tenuta nella Piazza "Ali Salem Tamek" nella città di Assa (sud Marocco) per denunciare le violazioni dei diritti umani e chiedere l’indipendenza.
Il detenuto politico Baba El Arbi incarcerato nel carcere di Ait Melloul continua lo sciopero della fame per ottenere il trasferimento nel Carcel negra di El Aaiun per poter essere vicino alla sua famiglia. Baba El Arbi è stato condannato a 4 anni di carcere per le sue attività in difesa dei diritti umani nel Sahara Occidentale.
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