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Il popolo Saharawi

Iniziato a El Aiun il processo contro gli attivisti saharawi.

Elenco saharawi processati:

Aminatou Haidar (18.6.05)

Ali Salem Tamek (18.7.05)

Noumria Brahim (20.7.05)

Lidri Elhoucine (20.7.05)

El Moutawakil Mohamed (20.7.05)

Larbi Mesaoud (20.7.05)

Hmad Hammad (9/10.08.05

Sidi Ahmed el Moussaoui (31.7.05)

Bal-la Mohamed (8/10.08.05)

Chteioui Mahayaoub (8/10.08.05)

Tahlil Mohamed (13/16.08.05)

Eljanhi Khalifa/Lkhlifa (14/16.08.05)

Lhwaidi Mahmoud (14/16.08.05)

Amaydane Elwali (16/19.08.05)

E’ iniziato mercoledì scorso a El Aiun il processo contro 14 attivisti saharawi dei Diritti Umani. Il tribunale dopo avere rifiutato la libertà provvisoria per gli imputati ha accettato la richiesta della difesa per un rinvio al 30 Novembre.

L’accusa è quella di essere gli istigatori della rivolta iniziata il 20 maggio scorso. Tamek è accusato di essere a capo dell’Intifada saharawi, accusa tutta politica e non basata su fatti, considerato anche che quando è iniziata Tamek si trovava in Europa per cure mediche.

Un famigliare di Mohamed Mutawakil, anche lui imputato in questo processo, ha detto che una settimana fa Mohamed Mutawakil è stato trasferito nell’ufficio del direttore generale della Direzione Generale della Sicurezza Nazionale, il generale Hamidu Laanigri.

Il generale ha proposto a Mohamed Mutawakil di rinnegare la sua posizione e dichiarare pubblicamente la sua adesione alla “marocchinità” del Sahara Occidentale in cambio della libertà. Gli ha anche chiesto di accusare il suo compagno Tamek di “separatismo”.

Mutawakil che è membro del direttivo dell’Associazione dei Diritti Umani Forum Verità e Giustizia ha opposto un netto rifiuto.

Non è la prima volta che il generale Laanigri cerca di “reclutare” nelle file dei saharawi e dei giornalisti indipendenti marocchini. Il generale è accusato di sequestro e tortura, da varie organizzazioni dei Diritti Umani marocchini e di altri paesi, quando era a capo della polizia politica, la DGST.

Dopo la salita al trono di Mohamed VI e la destituzione Driss Basri, Hamidu Laanigri

E il ministro dell’interno Fuad Ali El Himma furono incaricati di seguire il tema del Sahara Occidentale. Secondo la rivista Le Journal Hebdomadaire, , Laanigri e El Himma promisero al re di “conquistare il cuore dei saharawi” in cinque mesi. Sei anni dopo il fallimento è totale. Non solo non ha conquistato il cuore dei saharawi ma nella regione c’è una rivolta incontrollabile. Continue manifestazioni di donne e giovani saharawi che alzano la bandiera della RASD, occupazione di El Aiun da parte dell’esercito marocchino. Ma la cosa più grave per le autorità marocchine non sono la manifestazione circoscritte, secondo le autorità marocchine, al quartiere di Maatallah a El Aaiún si sono estese alle altre città del Sahara Occidentale e arrivano ora nel «Campamento de la Unión», dove vivono i saharwi pro-marocchini portati da Driss Basri per votare a favore dell’integrazione al momento del referendum.

(Riassunto da un articolo di Ali Lmbaret su El Mundo del 23-11-05)

In Tribunale

Durante il processo gli imputati saharawi hanno contestato la Corte. Mohamed Tahlil prima di essere espulso dall’aula ha urlato all’indirizzo dei giudici ”Non riconosco questo tribunale, polizia assassina, siamo Saharawi, siete dei dittatori, viva il Fronte Polisario”.

L’avvocato di Haminatu Haidar, unica donna nel gruppo degli imputati, ha denunciato le torture subite da Haminatu dicendo “ In internet potete vedere le foto che lo provano”.

Gli imputati hanno chiesto di essere giudicati da una Corte internazionale non riconoscendo legittimità al tribunale.

Al processo hanno assistito 120 persone, uomini a sinistra e donne a destra, fra cui molti poliziotti in borghese. Presenti tre avvocati spagnoli in rappresentanza del Consiglio generale degli avvocati: : INES MIRANDA, LOLA TRAVIESO, e il giudice CARLOS VIEBLA. Per la stampa erano presenti i giornalisti spagnoli di ABC, El PERIODICO, CANAL SUR, ingelsi : Morning Star di Londra, JUNGE WELT di Berlino e una radio svedese.

Alcuni siti internet sono stati oscurati nel sahara occidentale dalle autorità marocchine. Forti proteste per questo atto di pirateria informatica e violazione delle libertà nel Sahara Occidentale. Is iti oscurati sono:

- ARSO (Association de soutien à un référendum libre et régulier au Sahara Occidental)

- SPS (SAHARA PRESS SERVICE)

- AFAPREDESA (ASOCIACION DE FAMILIARES DE PRESOS Y DESAPARECIDOS SAHARAUIS)

- CAHIERS DU SAHARA

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