![]() |
Attività dell'associazione |
Attualità Saharawi |
Documentazione sui Saharawi |
Rassegna stampa |
Archivio notizie |
|
|
|
Le visite tra le famiglie saharawi divise dall'occupazione marocchina, organizzate delle Nazioni Unite, riprenderanno venerdì 25 novembre 2005.
Saranno 28 i beneficiari di questa operazione, che rientra nel quadro delle misure di fiducie decise dal consiglio di sicurezza, tutte della wilaya di Ausserd e si recheranno ad El Aaiun (capitale occupato del Sahara Occidental), mentre altri saharawi 27 altri si sposteranno da El Aiun verso Ausserd.
È previsto secondo la commissione saharawi per il referendum, che queste visite proseguiranno nei prossimi mesi e toccheranno tutte le città del Sahara occidentale e gli accampamenti di profughi.
Questa operazione promossa dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i profughi nel 2003, ha gia permesso,per un breve periodo di 5 giorni, a più di un migliaio di membri di famiglie saharawi di incontrare dopo trent’anni i loro parenti al dil là del muro. È stata bloccata, a fine 2004, dal governo marocchino che ha negato di sottoscrivere, fino adora, il programma proposto dall’HCR mentre il Fronte Polisario aveva dato, fin dal primo giorno, il suo consenso al proseguimento.
Oltre agli scambi di visite tra le famiglie separate dal conflitto trentennale l'ONU propone anche lo scambio di posta, delle comunicazioni telefoniche e l'organizzazione di seminari. Misure sempre bloccate da Rabat.
L'AIÚN (Sahara Occidentale). Fatimatou, Fatuo e Lala sono tre sorelle che da trenta anni non vedono il loro padre. Lahbib Mohamed Salem Sidi il Musdaf uscì dal Sahara Occidentale poco dopo che la Spagna aveva lasciato la sua ex colonia nelle mani del Marocco. Da allora vive come rifugiato in uno degli accampamenti della zona algerina di Tinduf.
Fatimatou, nata nel 1968, Fatuo, nel 1973, e Lala, nel 1975, saranno tre dei passeggeri che usciranno da L'Aiún con un volo delle Nazioni Unite con destinazione gli accampamenti dei rifugiati. Dopo una prima esperienza nel 2004, l'ONU ha raggiunto un accordo col Fronte
Polisario e il Marocco per riprendere il programma umanitario che permette il ritrovo di famiglie separate dal conflitto.
Per le due sorelle più piccole sarà qualcosa di più che ritrovarsi con il padre, perché nella loro memoria non c'è spazio per lui. Non ci ricordiamo di nostro "padre", dicono Fatuo e Lala che hanno contatti solo attraverso il telefono. " Non si può esprimer questo sentimento. Saremmo potute morire senza vederlo. Ora che lo vedremo, anche se solo per una volta, non sappiamo come reagiremo", commentano.
Grandi aspettative "Questa è una situazione che ci è stata imposta", spiegano Fatuo e Lala riferendosi alla separazione della famiglia da trent’anni. "Quello che vogliamo è che tuuto ciò finisca e nostro padre possa ritornare", dicono alcune ore prima di intraprendere lo storico viaggio verso l’accampamento di Auserd, dove risiede Lahbib Mohamed.
Amnesty International ha appena pubblicato una nuova relazione sul conflitto saharawi e fa un appello al Marocco che occupa l'ex colonia spagnola dal 1975, affinché liberi i prigionieri politici. Tra gli altri, si riferisce ad otto attivisti imprigionati nella prigione Nera di L'Aiún.
La relazione chiede al Governo del Marocco la "liberazione immediata e senza condizioni di tutti gli incarcerata per perchè si sono espressi liberamente". Amnesty International chiede anche che i detenuti abbiano giudizi giusti, che si indaghi sui casi di tortura e si permetta la presenza di testimoni, , cosa che secondo fonti giuridiche consultate da ABC, normalmente non succede.
(Riassunto di un articolo di ABC)
| I nostri obiettivi | Lo scenario | Progetti in corso | Mailing list | Per contattarci | Collegamenti ad altri siti | Privacy e copyright |