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Persecuzioni contro le vittime della repressione marocchina e gli attivisti sahraouis dei diritti umani
El Aaiun (territori occupati), 04/05/2005 (SPS) Fonti Saharawi di Al Aaiun rendono noto che la autorità occupanti marocchine hanno messo in atto intimidazioni e persecuzioni contro le vittime della repressione dell'intifada dei giorni scorsi. Tali atti sono stati rivolti anche contro i loro familiari.
Brahim Sabbar, Daha Errahmouni, Brahim Dahane e Daillal Mohamed Saleh, attivisti dei diritti umani, membri dell'esecutivo dell'associazione delle vittime delle violazioni dei diritti umani di El Aaiun, sono stati circondati da tre veicoli della polizia marocchina davanti ad un ospedale, mentre si recavano in visita ad una delle vittime dell'Intifada di venerdì scorso.
La polizia ha confiscato loro la loro carta di identità e ha perquisito la loro automobile, proferendoloro ogni tipo di insulti e di minacce. Temendo nuove manifestazioni, la polizia è stata costretta a liberarli dopo dopo che una grande folla si era radunata attorno a loro.
Elmami Amar Salem, accompagnato dai membri del Comitato contro la tortura di Dakhla, sono stati pedinati per molte ore, mentre Talbi Alayat Sidi Mohamed Lehbib è stato interrogato e torturato nella notte fra il 2 e il 3 maggio prima di essere rilasciato sottomesso all'interrogatorio sotto la tortura durante la notte dal 2 al 3 maggio nei locali della polizia prima di essere abbandonato svenuto sulla strada.
Il cittadino, Zreiguinat Lehsen, proprietario di un chiosco di fronte alla residenza del governatore delle autorità coloniali, è stato sequestrato per parecchi giorni prima di apparire davanti al tribunale per rispondere di "provocazioni al governatore". Il giovane uomo, che ha una famiglia di otto persone, è stato sottomesso prima ad ogni tipo di pressioni per vendere il suo chiosco, prima di essere gettato in prigione .
In tutte le città occupate l'apparato repressivo marocchino ricerca gli attivisti dei diritti umani ed i manifestanti identificati nei servizi televisi spagnoli e nelle registrazioni video dalla polizia durante le manifestazioni nelle città sahraouis e nelle università marocchine.
Una delegazione di politici, di rappresentanti di organizzazioni sociali e di giornalisti spagnoli è stata respinta da Al Aaaiun verso le isole Canaries oggi, domenica, dalle autorità di occupazione marocchina, che impedendogli così di controllare la situazione dei diritti umani nel territorio sahraoui, dopo le manifestazioni, represse nel sangue, della settimana scorsa
La delegazione di undicipersone era arrivata a Al Aaaiun a bordo di un aereo della compagnia Binter dalle isole Canarie, ed era composta dal sindaco di San Fernando di Henares, da consiglieri municipali di parecchi municipi (Madrid, Fuenlabrada, Torrejon di Ardoz,....), del Presidente della Lega spagnola dei Diritti Umani, da un rappresentante di CEAS-Sahara e dal Presidente della Federazione delle Istituzioni Solidali col Sahara Occidental (FEDISSAH in spagnolo). Erano presenti anche rappresentanti della stampa tra cui una giornalisto del Mundo.
Il Comandante dell'aereo ha comunicato di aver ricevuto disposizioni dal Ministro degli Esteri marocchino che le 11 persone non scendessero dall'aereo.
"Il viaggio coincide con un momento di estrema tensione nella zona, in seguito alla brutale repressione che la polizia marocchina ha condotto contro il popolazione sahraouie ad El Aaiun ed in altre città del Sahara Occidental occupato per il Marocco", ha precisato un comunicato del FEDISSAH che ha organizzato il viaggio .
Le autorità coloniali marocchine hanno impedito la delegazione di uscire dell'aereo trattenuto sulla pista dell'aeroporto di El Aaiun, circondato da un cordone di polizia e di gendarmeria, per due ore prima di farlo ripartire verso le isole delle Canarie, ha si indicato.
"Non comprendiamo questa situazione, mentre siamo venuti per realizzare un lavoro in modo totalmente pacifico con tutti i permessi ed i passaporti in regola", si è indignata la porta parola della Sinistra Unita (IU, del municipio di Madrid, Montserrat Munoz che ha telefonato al ministro degli Esteri spagnolo per chiedergli spiegazione del fatto.
Il 18 aprile 2005 due giornalisti norvegesi, Sig.na. Anne Torhild Nilsen Skuland e M. Radmund Steinsvag, sono stati fermati dalle autorità marocchine mentre provavano a raggiungere la sede del Minurso ad El Aaiun per intrattenersi con alcuni ufficiali dell'Onu.
Il giornalista indipendente norvegese, Erik Hagen, è stato espulso il 5 aprile 2004 dalle autorità coloniali marocchine che l'avevano respinto manu militari verso la Mauritania vicina, dopoaverlo interrogato per parecchie ore nei locali della polizia.
Due altri giornalisti norvegesi, Tor Dagfinn Dommersnes e Fredrik Refvem, sono stati espulsi il 16 giugno 2004 dalle autorità marocchine perché avevano intenzione di intervistare Ali Salem Tamek, vecchio prigioniero politico sahraoui ed attivista dei diritti umani.
Infine, Mmes Catherine Graciet, e Nadia Ferroukhi, rispettivamente giornalista indipendente e fotografo, sono state ricondotte ad Agadir, mentre si recavano ad El Aaiun per un servizio, dopo essere state interrogate a lungo dalle autorità marocchine che le hanno poi espulse verso la Francia, Il 28 gennaio 2004.
La giornalista, del giornale basco Berria, María Cristina Berasain è stata espulsa venerdì scorso da Al Aaiun. Per poter raggiungere il centro delle manifestazioni di protesta ha cercato di nascondere la sua professione di giornalista e ha dichiarato , secondo la polizia marocchina, di essere una "incaricata farmaceutica".
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