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Un centinaio di saharawi hanno fatto una manifestazione per festeggiare il nuovo anno e chiedere la liberazione "immediata ed incondizionata" di tutti i detenuti politici sahrawi.
I manifestanti che scandivano degli slogan contro l'occupazione marocchina del loro territorio hanno denunciato le pratiche repressive delle autorità marocchine contro i sahrawi nei territori occupati del Sahara Occidental e del sud Marocco rivendicando il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi
La manifestazione ha chiesto la liberazione "immediata" del sahrawi, M'Barek Maazez arrestato dalle autorità marocchine e trasferito presso il tribunale militare di Rabat il 30 dicembre 2005. Il giovane sahrawi è accusato di possesso di armi e esplosivo con altri saharawi
M'Barek Maazez, è stata rilasciato nella notte ed è stato accolto dai manifestanti in attesa della sua liberazione.
03.01.06
I Prigionieri politici saharawi, incarcerati nelle varie prigioni marocchine, hanno affermato, in una lettera che hanno inviato al Capo dello stato, Mohamed Abdelaziz, in occasione del nuovo anno, che "il popolo saharawi nei territori occupati è legato alla sua lotta pacifica per l'indipendenza" del Sahara Occidentale.
"Un nuovo anno comincia, e la resistenza del popolo saharawi è al suo apogeo rafforzandosi con l'attaccamento al Fronte Popolare per la Liberazione Saguia El Hamra y Rio de Oro, e per la pratica di mezzi pacifici di lotta", per la liberazione del Sahara Occidentale dal giogo coloniale marocchino, scrivono nella lettera i 56 prigionieri politici saharawi, in risposta alla lettera che gli è stato indirizzata dal Presidente della Repubblica sabato scorso in occasione delle celebrazioni del nuovo anno
"Le popolazioni saharawi militanti hanno ben compreso il messaggio contenuto nel vostro ultimo discorso alla Conferenza nazionale dei quadri, ed esse hanno deciso di attenersi alle sue direttive, rifiutando tutti i metodi violenti e riaffermano la scelta della resistenza pacifica e legittima per rivendicare il loro legittimo diritto all'autodeterminazione ed all'indipendenza”
Esprimendo la loro fierezza e la loro gratitudine per "l'attenzione particolare che ci avete testimoniato", i prigionieri politici saharawi hanno apprezzato i continui interventi del Presidente Abdelaziz, "dallo scoppio dell'Intifada dell'indipendenza, diffondendo in tutto il mondo la gravità della situazione, il grado di sofferenza delle popolazioni saharawi nelle città occupate e del sud del Marocco e mobilitando tutte le forze e i mezzi per fare fronte alla repressione delle forze marocchine alle persone ed ai beni dei saharawi".
Hanno, inoltre, espresso la loro gratitudine alle organizzazioni ed alle istituzioni della Repubblica Saharawi che si sono mobilitate per sostenere l'Intifada dell'indipendenza, e che hanno dato grande sostegno alle popolazioni in lotta contro l'oppressore.
I firmatari della lettera si sono congratulati infine col Governo saharawi che ha "dimostrato il suo attivismo per l’importante riconoscimento della Repubblica di Uruguay Orientale che ha portato a 80 il numero si Stati che riconoscono la RASD".
Il Presidente della Repubblica, M. Mohamed Abdelaziz, aveva inviato, sabato scorso in occasione delle celebrazioni delle feste del nuovo anno, una lettera commovente ai 56 prigionieri politici saharawi , illegalmente incarcerati dal Governo marocchino in varie prigioni, rinnovando loro "il giuramento di continuare la lotta legittima per la libertà e l'indipendenza del Sahara Occidentale".
Mentre i popoli del mondo festeggiano con gioia la fine di un anno e sognano un anno migliore "gli sguardi dei Saharawi si fissano, con tristezza, sulle sinistre celle e i campi di detenzione marocchina, come la Prigione nera nella capitale occupata della nostra patria, El Aaiun, nelle città marocchine d'Ait Melloul, Tiznit, Qenitra ed altrove", aveva sottolineato il Capo dello stato nella sua lettera.
Si era anche dispiaciuto per la testardaggine del Governo marocchino nel perseguire le "sue pratiche repressive coloniali nel Sahara Occidentale", facendo ancora una volta in modo "che questa felice occasione internazionale sia piena di tristezza, di repressione e di terrore" per il popolo saharawi nei territori occupati del Sahara Occidentale ed al sud del Marocco.
La lettera in questione è stata firmata dai prigionieri politici, incarcerati nelle prigioni marocchine, Carcel Negra ad El Aaiun occupato, (Sahara Occidentale), la prigione locale ad Ait Melloul, prigione locale a Tiznit, la prigione locale a Qalaat Sragna, la prigione centrale a Kenitra (Marocco) .
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