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Le autorità marocchine hanno provato in ogni modo ad impedire i festeggiamenti organizzati per la liberazione di Aminatou Haidar senza riuscirci.
Dopo aver proibito ogni feste nel centro di El Aaiun e davanti all’abitazione di Aminetou (è intervenuto direttamente Hamidou Laanigri generale della sicurezza marocchina) ha cercato di impedire l’incontro a Lemleihess (35Km aest di El Aaiun). I saharawi hanno però montato a Lemleihess cinque grandi tende dove si è radunato un migliaio di persone per festeggiare la liberazione dopo sette mesi di Aminetou.
L’intervento massiccio della polizia ha poi costretto i saharawi a smontare le tende. Molti i fermati e sequestrati dalla polizia sia a Lemleihess che durante il rientro a El Aaaiun dei manifestanti.
“Continuerò anche a lottare per la liberazione dei militanti ancora in prigione, chiedo comunità internazionale di appoggiare il processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale, è ora di fermare le violazioni marocchine dei diritti del popolo sahrawi ed in particolare il diritto inalienabile all'autodeterminazione e all'indipendenza." Ha dichiarato Aminetou durante i festeggiamenti per la sua liberazione
L’associazione marocchina dei diritti umani AMDH ha chiesto lunedì scorso in un comunicato la liberazione dei 14 militanti sahrawi detenuti ad El Aaiun occupato, e manifestata la sua "inquietudine" sulla situazione dei diritti umani nel Sahara Occidental.
L’AMDH segue con inquietudine la sorte dei 14 prigionieri il cui processo dovrebbe riprendere il 24 gennaio dopo le pesanti condanne emesse dal tribunale in dicembre e denuncia le continue violazioni dei diritti umani a cui sono sottoposti dall’autorità marocchina.
Molte organizzazioni internazionali fra cui Amnesty International e Human Right Watch avevano detto che i militanti sahrawi erano stati condannati dopo un processo dubbio ed ingiusto.
La Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) ha annunciato l’inizio ufficiale della concorrenza per l'ottenimento di permesso di prospezione del petrolio nei territori sahrawi , "in conformità con l'opinione legale dell'ONU in relazione con le attività commerciali nel Sahara Occidentale. La partecipazione per l'ottenimento del permesso di prospezione del petrolio nei territori sahrawis (onshore) è aperta a tutte le compagnie competenti e qualificate”
"Il Governo del RASD è soddisfatto della risposta all'offerta offshore e dal sostegno ricevuto dalle compagnie internazionali. Il Governo riconosce il ruolo vitale che le sorgenti di energia avranno nello sviluppo del paese dopo l'indipendenza, e di conseguenza è necessario bilanciare il programma di prospezione offshore per i progetti di prospezione onshore".
Negoziati sono in corso tra sei ditte petrolifere britanniche e il Fronte Polisario per l'ottenimento del permesso di prospezione del petrolio al largo delle coste sahraouies, off shore, nel quadro delle offerte del Fronte Polisario del maggio 2005
La formula proposta dal Polisario prevede che le società detentrici di un permesso di prospezione del petrolio inizieranno le loro attività dopo che Repubblica Arabo sahrawi Democratico avrà la sovranità sull’insieme del territorio.
Il Fronte Polisario ha proposto anche due tipi di contratti alle società interessate, il primo prevede un accordo sulla base della divisione della produzione, quando la RASD avrà ripreso la sovranità,sulle sue ricchezze; il secondo tipo di contratto prevede la concessione dei permessi, sulla base di un accordo sulle garanzie che copre il periodo che va dalla data della firma all’entrata in vigore del contratto, formula che sembra essere preferita dalle ditte interessate.
Conformemente a questa formula, le società contraenti daranno alla RASD contropartite finanziarie che il governo sahraoui destinerà allo sviluppo dei settori prioritari, particolarmente la formazione e la prospezione di altri giacimenti minerari.
Riferendosi al parere giuridico dell'ONU del gennaio 2002 respingendo la sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale, rende di fatto nullo e non avvenuto ogni contratto firmato da Rabat e sullo sfruttamento dei ricchezze sahrawi, la Direzione sahrawi aveva messo in guardia sugli accordi conclusi con la forza dell'occupazione (il Marocco) sarebbe superato e contrario al diritto internazionale
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