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Il popolo Saharawi

Grande dispiegamento dei corpi di sicurezza marocchini nella città di El Aaiun occupata

El Aaiun (capitale della RASD), 26/01/2006

Un grande spiegamento di forze di sicurezza è stato messo in atto martedì scorso a L’Aiun, con i corpi motorizzati che scorazzano per tutte le vie della città.

Nonostante ciò molti giovani sono scesi in strada con bandiere della RASD, la reazione marocchina è stata violenta e isterica, le bandiere della RASD, tolte ai giovani, sono state bruciate dalla polizia davanti ai passanti, i giovani malmenati brutalmente.

Ad Agadir, in Marocco, gli studenti saharawi universitari della facoltà di Scienze Ibn Zouhr hanno fatto una manifestazione con bandiere della RASD per chiedere la fine dell’occupazione marocchina del Sahara Occidentale e la costruzione di uno stato indipendente saharawi.

Appello degli attivisti dei diritti umani nel Sahara Occidentale.

El Aaiun 27/01/2006

Gli attivisti dei diritti umani nel sahara occidentale hanno lanciato un’appello alla comunità internazionale perché intervenga a proteggere i prigionieri politici saharawi nelle carceri marocchine, nel comunicato chiedono la fine delle torture e delle persecuzioni quotidiane nelle carceri, nelle città del Sahara Occidentale e del Sud del Marocco.

Chiedendo il rispetto il diritti umani, gli attivisti dei diritti umani, invitano la comunità internazionale ad intervenire sul Marocco per porre fine a queste flagranti violazioni, solo inchieste internazionali e imparziali possono obbligare il marocco al rispetto dei Diritti Umani. Ricordano i vari episodi di tortura e di vendetta nei confronti dei 14 prigionieri politici processati in appello il 24 gennaio 2005.

Haminetou Haidar è stato oggetto di persecuzioni e intimidazioni, ma anche i suoi due figli Hayat et Mohamed sono stati interrogati dalla polizia in flagrante violazione dei diritti dell’infanzia.

Il comunicato termina chiedendo alla comunità internazionale di far rispettare la legalità internazionale, particolarmente per il diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione.

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