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Gli attivisti di diritti umani, e carcerati politici Saharawi che si trovano nelle prigioni di L'Aaiún e Smara (territori occupati del Sahara), Ait Meloul, Kenitra, Tiznit e Calaat Sraghna (Marocco), hanno emesso un comunicato nel quale condannano le persecuzioni, la tortura, la repressione, l’umiliazione e le minacce di morte subite da alcuni di loro.
Amaidan Eluali e Musaui Sidahmed, sono stati torturati all'interno di un furgone della polizia giudiziale durante il trasferimento dal tribunale, alla prigione Nera di l'Aaiún durante il processo d’appello del 24 gennaio.
Anche altri che sono stati maltrattati e torturati sono:
- Sidi Mohamed Aluat: prigioniero politico nella prigione Nera di L'Aaiún
- Mahoud Haddi Elkeinan: prigioniero politico nella prigione di Ait Meloul, Marocco
- Ali Agdadi: prigioniero politico nella prigione di Tiznit, Marocco.
Per rispondere a questa gravissima situazione di maltrattamento verso i loro compagni, i carcerati politici Saharawi hanno deciso di iniziare uno sciopero della fame di 48 ore dal 31 gennaio, per protestare e condannare il trattamento al quale sono sottoposti da parte degli agenti dei centri penitenziari e per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e degli organismi competenti sui diritti umani, chiedendo di monitorare i carcerati politici saharawi nelle prigioni marocchine perchè siano salvaguardati i loro diritti di carcerati politici.
I cittadini sahrawi di Boujdour, hanno rivendicato giovedì, il diritto del loro popolo all'autodeterminazione durante una manifestazione di calorosa accoglienza alle famiglie provenienti dai campi profughi di Tinduf, nel quadro del programma ONU di scambio visite tra le famiglie separate da oltre trent’anni dal muro della vergogna costruito dal Marocco.
Le bandiere del Repubblica Araba Sahrawi Democratica sono state alzate davanti alla casa di Demba Baha, e sui veicoli del Minurso che trasportavano le famiglie dei campi di profughi sahrawi in visita ai famigliari nella città di Boujdour.
Le forze di repressione marocchina bloccato immediatamente tutte le strade che portavano al ricevimento delle famiglie, impedendo così a parecchi cittadini sahrawi di raggiungere l'assembramento.
Una manifestazione pacifica è stata organizzata dai cittadini sahraouis a Boujdour, venerdì sera, davanti al domicilio del cittadino Abih Brahim Salem, le forze di occupazione marocchina sono intervenute con manganelli e veicoli per disperdere i manifestanti. Cinque i feriti secondo un primo bilancio, Soultana Khaya, Al Izza Bayit, e altri tre sono stati trasportati in un luogo sconosciuto.
Il cittadino sahraoui, Abih Brahim Salem, ha denunciato queste violazioni dei diritti umani delle forze di repressione marocchina agli agenti della Minurso, presenti sul posto, e incaricati di accompagnare le famiglie sahrawi
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