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Il popolo Saharawi

Gravi scontri si sono verificati a Dakla nella notte di Venerdì 3 Febbraio fra polizia e cittadini saharawi. Un arresto, sette feriti (di cui uno grave) e alcune abitazioni devastate dalla polizia è il bilancio della giornata di scontri.

Per protestare contro la dura repressione a Dakla sono scesi in piazza i saharawi di Smara con un sit-in di solidarietà.

Gli studenti di due licei di El Aaiun hanno manifestato giovedì, la loro solidarietà coi prigionieri politici sahrawi in sciopero della fame di 48 ore dal 31 gennaio, chiedendo alla comunità internazionale di "esercitare pressioni sul Governo marocchino perchè rispetti la legalità internazionale e permetta al popolo sahrawi di esercitare il suo diritto all'autodeterminazione”. Gli studenti sono usciti in abiti tradizionali scandendo slogan e sventolando le bandiere della RASD. Tre studenti del liceo occupato Lemsala sono stati fermati e condotti nei locali della polizia di El Aaiun. Dopo sei ore di interrogatorio “duro” sono stati rilasciati in pessimi condizioni, conseguenza dei pestaggi subiti durante gli interrogatori. Gli studenti dei licei di El Aaiun occupato solidarizzano coi prigionieri politici sahraouis

Un’altra manifestazione si è tenuta mercoledì a El Aaiun per chiedere la liberazione di tutti i prigionieri politici saharawi e lo sblocco del viale popolare 'Maatallah' e delle altre arterie sottoposte a stato d’assedio dall’inizio dell’intifada

Reporter senza Frontiere denuncia le persecuzione a Lmrabet

Madrid. - Reporter senza Frontiere(RSF) in un comunicato si mostra sorpresa "per la decisione del Governo marocchino di proibire nel suo paese la distribuzione dell'edizione del 2 di febbraio del giornale spagnolo Il Mondo contenente un articolo del giornalista Ali Lmrabet. "Il Governo marocchino non si ferma davanti a nulla per mettere a tacere Ali Lmrabet, la bestia nera del palazzo reale. Dopo averlo imprigionato, proibito di esercitare la professione e perseguitato, le autorità di Rabat vogliono dissuadere la stampa internazionale di aprirgli le sue pagine", denuncia RSF. Senza pronunciarsi sul contenuto dell'articolo, RSF "chiede alle autorità di non proibire la distribuzione de Il Mondo, né di nessuna altra testata della stampa pagnola", come la pena medievale che pesa su Ali Lmrabet. Nell’aprile del 2005 gli è stato proibito per 10 anni l’esercizio della professione di giornalista.

RSF riporta anche un dichiarazioni di Lmrabet, "perfino i regimi più repressivi del mondo che proibiscono ai suoi giornalisti di scrivere liberamente all'interno delle sue frontiere, non prolungano all'estero tale proibizione”.

La RASD soddisfatta dello stop alle attività di prospezione della Società Baraka al largo del Sahara occidentale

Chahid El Hafed, 07/02/2006 Il Governo del Repubblica Araba Sahrawi Democratica ha accolto con soddisfazione, lunedì, l'annuncio fatto dalla società petrolifera australiana 'Baraka', nel suo rapporto di attività in data 1 gennaio 2006, di porre fine alle sue attività di prospezione nella regione di Capo Juby, regione di Tarfaya che tocca una parte del territorio sahraw9, ha dichiarato il Rappresentante del Fronte Polisario in Australia, Kamal Fadel.

Il Governo sahrawi aveva ricordato a Baraka l'illegalità della sua presenza in una zona che ingloba una parte delle acque territoriali sahrawi chiedendogli, di conseguenza, di ritirarsi della zona.

Cogliendo questa occasione il Polisario "rinnova il suo appello a Kerr Mcgee ed ai suoi partner di ritirarsi immediatamente delle acque territoriali del Sahara occidentale perché la loro presenza costituisce un affronto al popolo sahrawi".

L'attività illegale di queste compagnie è "un fattore di destabilizzazione in una regione particolarmente delicata con molta tensione e la resistenza civile dei saharawi nei territori occupati". Questa presenza "paralizza il processo di decolonizzazione in corso e costituisce un sostegno morale ed economico all'intransigenza del regime marocchino”.

Il governo del RASD ha esortato tutti gli azionisti, gli investitori, i consiglieri e gli imprenditori di usare di tutta la loro influenza per convincere Kerr McGee ed i suoi partner a rispettare i principi del diritto internazionale e gli sforzi di pace dell'ONU mettendo, "immediatamente", fine al loro impegno al Sahara occidentale.

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