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Sette studenti sahraouis sono stati arrestati ed un altro gravemente ferito, medicato con 4 punti alla testa, all'università di Agadir durante gli scontri avvenuti nella fra domenica a lunedì, tra gli studenti sahrawi da una parte e studenti marocchini a fianco dei servizi di informazione e la polizia marocchina dell'altra parte.
Gli studenti arrestati sono: Mohamed El Kentaoui, Bekar El Kentaoui, Bada El Kentaoui, Sid'Ahmed El Kentaoui, Zouaoui Abdelaziz, Maalainin Legdali, Ahmed Baba El Kentaoui. Lo studente ferito dalla polizia marocchina è Salah Mohamed Ali Garioun. La polizia marocchina ha inoltre devastato molte abitazioni degli studenti saharawi dentro al campus universitario. In soocorso degli studenti di Agadir sono arrivati anche studenti delle università di Marrakech e Rabat. Le manifestazioni degli studenti sono continuate anche martedì con altri tre studenti arrestati, portando a 10 il totale di arresti fra gli stufenti in doli tre giorni.
Gli studenti sahrawi del liceo Mohamed Ahmed Rachidi e del collegio Oumar Ibn El Khatab, hanno organizzato martedì sera una manifestazione per chiedere la fine immediata dell'occupazione marocchina del Sahara occidentale ed il diritto all'autodeterminazione del popolo sahrawi.
I manifestanti hanno sventolato le bandiere del Repubblica Araba Sahrawi Democratica (RASD) e scandito slogan in favore dell'indipendenza del Sahara Occidentale.
Le forze di repressioni marocchine sono intervenute violentemente per disperdere i manifestanti inseguendoli poi per le vie di Boujdour. Continuano anche le pressione e le intimidazioni verso le famiglie degli studenti che manifestano.
Il Fronte Polisario denuncia un "ampio spiegamento militare marocchino" nella capitale del Sahara L'Aaiún, in vista della possibile visita dei prossimi giorni del re del Marocco, Mohamed VI (sarebbe la terza da quando è salito al trono). E’ da domenica che la città è in stato d’assedio con l’impiego di miglia di poliziotti. Nonostante ciò decine di saharawi hanno appeso ai palazzi bandiere della RASD.
La settimana scorsa la polizia aveva costretto molti studenti ad abbandonare le loro abitazioni che si trovano vicino alle strade che percorrerà il corteo del re.
La Spagna è impegnata" "attivamente nella ricerca di una soluzione al conflitto del Sahara Occidentale nel "quadro delle Nazioni Unite" che prevede l'esercizio del diritto "all'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale" ha ribadito, martedì a Madrid, il ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos.
"Abbiamo un impegno attivo e responsabile per superare lo stallo politico" in cui si trova il processo di regolamentazione del conflitto, ha affermato .
Questo impegno attivo presuppone "l'utilizzo di tutte le risorse della politica estera spagnola, nel quadro delle Nazioni Unite, per una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile che preveda l'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale".
Ha aggiunto che, in questa ottica, Madrid ha moltiplicato negli ultimi mesi, i contatti con le "parti”: il Marocco, il Fronte Polisario e gli Stati interessati".
Il capo della diplomazia spagnola ha detto che gli incontri avuti nella regione dell'inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale, l'ambasciatore Peter Van Walsum, costituiranno un "apporto molto importante" al rapporto che Kofi Annan presenterà al Consiglio di Sicurezza di fine aprile.
Moratinos si augura che il Segretario generale delle Nazioni Unite non si limiti, nel suo rapporto, a "fare un’analisi realistica della situazione" ma presenti al Consiglio di Sicurezza, alle parti ed ai paesi interessati delle "proposte costruttive ed efficaci, in grado di dar vita a nuove dinamiche " come risultato dalla nomina del nuovo inviato personale.
"Speriamo che le Nazioni Unite aiutino ad uscire dal vicolo cieco il processo di regolamentazione" valutando "tutte le opzioni" ma questo processo "dovrà, in ogni caso, rispettare il principio di autodeterminazione stabilito dalle Nazioni Unite, inserendolo in ogni proposta di soluzione definitiva".
Parlando dei diritti umani nei territori occupati del Sahara Occidentale, ha detto che il Governo spagnolo ha espresso, in molte occasioni, alle autorità marocchine la "necessità di rispettare i diritti individuali dei detenuti e delle persone processate ''. Ha ribadito anche la richiesta di "trasparenza" nell’informazione sugli avvenimenti in corso in questi territori.
Il ministro spagnolo ha, infine, qualificato come "molto positiva" l'iniziativa del Fronte Polisario di liberare, nell'agosto 2005, degli ultimi prigionieri di guerra marocchina (più di 400).
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