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Il popolo Saharawi

Comunicato dei prigionieri politici sahrawi in Marocco

El Aaiun, 15/04/2006

I 66 prigionieri politici sahrawi incarcerati nelle prigioni marocchine hanno pubblicato un comunicato per lo sciopero della fame iniziato l’11 aprile per protestare contro la loro detenzione arbitraria e la repressione ed intimidazione fatta, tutti i giorni, sui cittadini sahrawi senza difesa nei territori occupati del Sahara Occidentale ed in Marocco.

Testo integrale del comunicato

Il 25/03/2006, un gruppo di prigionieri politici sahrawi è stato liberato. Questa liberazione parziale è solo il frutto di una lotta continua che ha unito numerose organizzazioni internazionali, associazioni di difesa dei diritti umani, le forze vive del mondo intero, parlamentari, governi, scrittori, artisti, giornalisti e altre personalità tra cui democratici e militanti marocchini: manifestazioni e sit-in sono stati organizzati davanti alle ambasciate ed i consolati del Marocco dai comitati di sostegno e campagne internazionali sono state lanciate per sostenere i prigionieri politici sahrawi per garantire il rispetto dei diritti umani ai territori occupati del Sahara Occidentale, senza dimenticare il grande lavoro di numerosi giornalisti che nonostante lo stato d’assedio mediatico esercitato dallo stato marocchino sulle città occupate del Sahara Occidentale ed del sud del Marocco.

La repressione marocchina contro i civili sahrawi prosegue e la situazione dei diritti umani in questo angolo del mondo diventa sempre più catastrofica, numerosi cittadini sahraouis sono stato fermati e torturati dalle forze del Regno alaouita del Marocco, numerose donne e ragazze sono state violentate e centinaia di casi di umiliazione e di maltrattamento sono segnalati tutti i giorni.

Le autorità marocchine continuano a condurre una campagna di terrore sia contro i prigionieri politici sahrawi ed i difensori dei diritti umani sia contro chi gli è vicino; 17 prigionieri sahrawi sono stati torturati durante il loro trasferimento, il 4 aprile 2006,al tribunale marocchino di El-Ayoune, i militanti sahrawi dei diritti umani Brahim Noumria, Hmad Hammad, ElhafedTaoubali, Lakhlifa Eljanhaoui sono stati perseguitati, il padre di Lakhlifa Eljanhaoui è stato prelevato e torturato, l'arresto e la tortura del fratello del prigioniero sahrawi Elhoucine Andoure Mr Khallihna Andoure, l’umiliazione della famiglia del prigioniero sahraoui Mohamed Salem Boumoud, la repressione selvaggia della popolazione sahrawi a Smara il giorno della liberazione del prigioniero politico sahrawi Loud Outmani... eccetera

Davanti a questa situazione catastrofica e tragica, i prigionieri politici sahrawi nelle prigioni marocchine fanno la seguente dichiarazione:

* I prigionieri politici sahraouis esprimono la loro solidarietà incondizionata con tutte le vittime sahrawi della terribile repressione marocchina a Smara ed ad El Aaiun

* I prigionieri politici sahraouis chiedono alla comunità internazionale un intervento urgente per proteggere i civili sahrawi dalla sanguinosa repressione marocchina e allo stato marocchino di garantire il rispetto dei diritti umani e la legalità internazionale nel Sahara Occidentale.

* I prigionieri politici sahrawi chiedono l'apertura di un'inchiesta sugli atti di tortura perpetrati dai membri dei GUS contro i prigionieri politici sahrawi il 4 aprile 2006 ad El Aaiun occupata.

* I prigionieri politici sahraouis salutano vivamente gli sforzi fatti da tutte le organizzazioni internazionali, associazioni e personalità, sforzi che appoggiamo.

* I prigionieri politici sahraouis denunciano le gravi violazioni e i crimini perpetrati dallo stato marocchino e dichiarano l’inizio di un sciopero della fame di 48 ore e che inizierà giovedì 13 aprile 2006 nelle prigioni di El Aaiun(Sahara Occidentale, Ait Melloul (Marocco), Tiznit (Marocco), Inzegane (Marocco).

I prigionieri politici sahraouis nelle prigioni marocchine:

Prigione Nera di El Aaiun(Carcel Negra) / Sahara Occidentale

Prigione di Tiznit (Marocco),

Ait-Melloul (Marocco),

Inzegane (Marocco).

Abdelaziz chiede alla Spagna una" posizione chiara e coraggiosa"

Smara (campi di profughi), 13/04/2006

Il Presidente della RASD Mohamed Abdelaziz, ha chiesto alla Spagna una" posizione chiara e coraggiosa", ricordando alla vecchia potenza colonizzatrice che la sua" responsabilità storica è ancora attuale per ciò che è accaduto e ciò che accade attualmente nel Sahara Occidentale ed al suo popolo".

In un intervento durante un convegno di solidarietà tra il popolo sahrawi e quello spagnolo, organizzato giovedì nelle quattro wilaya da centinaia di spagnoli amici del popolo sahrawi, il Presidente della Repubblica ha sottolineato che questa iniziativa, alla quale hanno partecipato più di 2000 spagnoli, è una" prova inconfutabile del suo sostegno al diritto inalienabile del popolo sahrawi all'autodeterminazione ed alle risoluzioni dell'ONU."

Il popolo sahrawi ha perso la fiducia nelle Nazioni Unite dopo avere sperarato per oltre 15 anni ed ha deciso unanimemente di scatenare, il 21 maggio 2005, l 'Intifada pacifica per la libertà e l'indipendenza, ha detto il Presidente sahrawi.

"Da questa tribuna affermiamo il nostro sostegno a questa iniziativa, che continuerà fino all'indipendenza nazionale, coi nostri compatrioti nei territori occupati ed nel sud del Marocco", ha aggiunto.

Il Presidente della Repubblica ha ringraziato infine, vivamente i movimenti di solidarietà spagnoli per la loro" presenza ed i loro sostegno alla lotta per l’indipendenza del popolo sahrawi", affermando che" noi apprezziamo l'amicizia e sappiamo conservare questi legami storici di amicizia e di solidarietà che uniscono i nostri due popoli."

Distribuzione di volantini ad El Aaiun soprusi della polizia nei territori occupati

El Aaiun (Territori occupati), 15/04/2006

Molti volantini che rifiutano la proposta di autonomia presentata dal Marocco sono stati distribuiti mercoledì ad El Aaiun occupata, dove molti militanti dei diritti umani sono sottoposti a gravi soprusi da parte della polizia.

I volantini chiedevano di permettere al popolo sahrawi di esercitare il suo diritto all'autodeterminazione ed all'indipendenza, due grandi bandiere della RASD sono state appese nel viale di Smara non lontano dalla Banca Popolare Marocchina ad El Aaiun.

Le forze di repressione marocchina sono intervenute brutalmente per disperdere un gruppo di giovani sahrawi accusandoli di essere gli autori dei volantini e delle bandiere della RASD.

Nella città di Dakhla occupata, le forze di occupazione presidiano notte e giorno la casa dell'attivista sahrawi dei diritti umani, Oulad Cheikh El Mahjoub che è stato più volte torturarato in negli ultimi mesi.

A Smara i due prigionieri politici sahrawi Dadi mahmoud Hmada et Ahmed Sidi Moussaoui sono stati trasferiti mercoledì mattina nel Carcel negra (prigione nera) di El Aaiun da parte degli agenti della polizia giudiziale per comparire davanti al giudice istruttore della corte coloniale di El Aaiun.

Le forze di repressione marocchina avevano disperso poco prima selvaggiamente le famiglie dei prigionieri politici sahraowi che chiedevano la liberazione immediata ed incondizionata dei loro famigliari.

Le autorità marocchine hanno arrestato martedì, l'attivista sahrawi dei diritti umani, Moustapha Tamek, mentre entrava a Gouliminenel Sud del Marocco, provenendo da Agadir.

Moustapha Tamek è membro dell'associazione marocchina dei diritti dell'uomo (AMDH), sezione Assa, è stato condotto in un centro di sicurezza della città dove è stato interrogato per più di due ore .

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