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Il popolo Saharawi

Grandi manifestazioni a Boujdour per rifiutare l'occupazione marocchina del Sahara Occidentale.

Boujdour (Territori occupati), 22/04/2006

Decine di studenti saharawi hanno organizzato giovedì, due grandi manifestazioni nel quartiere Colomena e davanti all'edificio di Dar Attalib, nella città occupata di Boujdour per rifiutare sia l'occupazione marocchina del Sahara Occidentale che la proposta di autonomia annunciata dal Marocco. Gli studenti hanno manifestato con bandiere della RASD e con slogan contro l’occupante marocchino.

La polizia è intervenuta immediatamente per disperdere i manifestanti inseguendoli poi nei vari quartieri della città.

I servizi di sicurezza marocchina hanno anche cercato di far firmare ai genitori degli studenti un documento per impegnarli a “impedire ai loro figli di partecipare a manifestazioni o a distribuire volantini in favore dell’indipendenza del Sahara Occidentale”.

Cinque saharawi diplomati e disoccupati sono stati fermati dalla polizia durante un sit-in organizzato per denunciare le pratiche repressive contro il movimento studentesco nei territori occupati.

I giovani sono stati condotti al commissariato di polizia e rilasciati cinque ore più tardi dopo essere stati interrogati e picchiati.

Arresto di un saharawi a Dakhla

Dakhla (territori occupati), 22/04/2006

Dopo avergli saccheggiato la casa la polizia ha arrestato il cittadino saharawi Salouk Ejwad Kmach portandolo, a bordo di un auto guidata dal noto torturatore marocchino Abdellatif Bahri, presso un posto di polizia di Dakla e sottoposto a torture fisiche e psichiche, la sua abitazione è ancora controllata dalla polizia marocchina.

Sempre a Dakla le autorità hanno formato una commissione per controllare i cybercafés frequentati da saharawi. La commissione è sotto il comando del procuratore del Re ed è formata da sette persone in prevalenza agenti dei corpi speciali. Girando per i cybercafés controllano i siti internet visitati dai saharawi, ed è proprio durante uno di questi controlli che hanno fermato quattro giovani saharawi. I siti internet che parlano del Sahara Occidentale sono stati oscurati dalle autorità, ciò non impedisce ai saharawi di visitarli sfruttando siti ponte messi a disposizione da organizzazioni internazionali. Le indicazioni per superare l’oscuramento è a disposizione sul sito www.arso.org

L’attivista dei diritti umani Miské Ahmed Zein è continuamente pedinato, la sua casa sorvegliata e tutti i suoi movimenti controllati

In solidarietà con il loro compagni di Dakla e di Assa sono scesi in piazza gli studenti del liceo Lissan Eddine Ben Al Khatib.

La città di Assa, a sud del Marocco, negli ultimi giorni è assediata dalla polizia che ha arrestato 7 cittadini saharawi.

Manifestazioni contro l’occupazione si sono tenute anche a M'hamid ElGhizlan un’altra città nel sud del Marocco.

Intervista ad Abdel Aziz

Madrid, 22/04/2006

Il Presiedente della Rasd ha tenuto una conferenza stampa venerdì sera durante la Conferenza Internazionale sull’autodeterminazione organizzata a Madrid. Riportiamo alcuni passaggi dell’intervista.

“ Non ci può essere soluzione al conflitto del Sahara Occidentale all'infuori del rispetto del diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione, con un referendum libero e democratico nel quale i Saharawi decidano dell'avvenire del loro paese ''.

“La comunità internazionale deve difendere il diritto del popolo saharawi alla libertà e all'autodeterminazione, nel momento in cui il Marocco, e quelli che lo sostengono, tentano di negare questo diritto come è successo nel 1975 ''.

“ Il popolo saharawi non si arrenderà mai, non accetterà mai il fatto compiuto e difenderà il suo legittimo diritto nazionale “.

“Il rapporto di Kofi Annan al CdS ha fatto un’analisi corretta ma sono assenti proposte adeguate. Il rapporto contiene punti globalmente positivi , conferma che quello del Sahara Occidentale è un problema di decolonizzazione incompiuta, riafferma che la soluzione passa per il rispetto del diritto all'autodeterminazione ed elenca le molte violazioni dei diritti umani commessi dal Marocco nei territori occupati “.

“Riconosce anche la responsabilità del Marocco per l'insuccesso dei piani del Consiglio di Sicurezza, particolarmente il Piano di regolamentazione ed il Piano di pace sull'autodeterminazione del popolo saharawi, poiché non ha cooperato con le Nazioni Unite nell'organizzazione di un referendum di autodeterminazione”.

“Il rapporto respinge inoltre la tesi del Marocco su ciò che chiama l'autonomia, precisando che le Nazioni Unite non sono competenti per affrontare questa problema, poiché nessun paese o organizzazione riconosce la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale “.

“A fronte del blocco del processo di regolamentazione, di cui il Marocco è responsabile, pensiamo fosse necessario che il SG dell'ONU chiedesse ( nelle sue raccomandazioni) che sanzioni internazionali siano imposte al Governo marocchino finché non accetterà di rispettare le decisioni del Consiglio di Sicurezza relative alla decolonizzazione del Sahara Occidentale e all'autodeterminazione del popolo saharawi ''.

“Per quanto riguarda i negoziati diretti proposti da Annan il problema non è quello dei negoziati ma di un impegno del Marocco a rispettare gli accordi gia negoziati come il Piano di regolamentazione del 1991, gli Accordi di Houston di 1997 ed il Piano Baker per l'autodeterminazione del popolo saharawi. Sono questi i risultati dei negoziati . Ora occorre agire di conseguenza e la comunità internazionale e le Nazioni Unite devono imporre al Marocco il rispetto della legalità internazionale “

“Il Fronte POLISARIO è sempre disposto ai negoziati, ma questi devono riguardare l'organizzazione del referendum di autodeterminazione “.

“Sono irricevibili le argomentazioni di chi ha paura che il referendum possa destabilizzare il Marocco. Da quand’è che la pace, le soluzioni democratiche, il rispetto della legalità internazionale e la Carta delle Nazioni Unite è fonte di destabilizzazione dei paesi e dei regimi “

“L'intransigenza del Marocco è un fallimento degli sforzi delle Nazioni Unite per decolonizzare il Sahara Occidentale, e potrebbe portare, come già si è verificato dopo gli accordi di Madrid del 1975 tra il Marocco, la Spagna e la Mauritania, alla guerra. Una guerra di cui questa volta non conosciamo i limiti, la durata ed il numero di vittime”.

“ Per quanto riguarda lo stato d'animo dei giovani saharawi nei territori occupati dal Marocco, provano una grande delusione e frustrazione per il ruolo avuto dopo 15 anni dalla MINURSO di fronte alla repressione ed ai processi iniqui. Questa delusione e frustrazione che non è solo dei giovani, ma di tutta la popolazione saharawi, si esprime, fino ad oggi, in modo pacifico . Tuttavia le pratiche del Governo marocchino, le sue pressioni, il suo rifiuto di soluzioni democratiche, la sua repressione contro le libertà, renderà molto difficile controllare le reazioni dei cittadini saharawi in avvenire. Siamo molto preoccupati dalla situazione dei diritti umani nei territori occupati. Siamo venuti a Madrid per portare l’appello del popolo saharawi, vittima della repressione brutale delle autorità di occupazione marocchina, di un blackout informativo e di uno stato di assedio totale che impedisce alla stampa internazionale e agli osservatori di accedere a questi territori “

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