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From: Fatima Mahfud
To: beppe.boni@ilcarlino.net
Sent: Saturday, June 13, 2009 9:55 AM
Subject: saharawi
Rispettabile Boni,
Purtroppo non sempre fa piacere re-incontrare conoscenze della nostra infanzia, sono una saharawi che ha avuto la fortuna di poter studiare grazie alle borse di studio che il Fronte Polisario è riuscito in tutti questi anni a trovare per migliaia di giovani saharawi, esattamente come questa signora da lei intervistata. Sentir parlare della mia esperienza di studio a Cuba come di una “deportazione di migliaia di bambini” è per me offensivo e falso, forse la Sig.ra Saadani Maoulainine preferiva ricevere aiuto in qualche Madrassa o istituzione religiosa che enfatizzasse davvero l’odio verso il diverso? Perché non ci racconta di quando è stata costretta a scappare a causa dell’occupazione Marocchina? perché non ci dice che la sua esperienza di studio è resa impossibile a tantissimi saharawi nei territori occupati ancora oggi? Perché i Saharawi se vogliono studiare sono costretti a raggiungere le città del Marocco dove veramente si è sottoposti ad una ossessiva campagna di sradicamento culturale? i diritti umani nei campi saharawi sono verificati quotidianamente da tutte le organizzazioni internazionali, si degni di fare le opportune verifiche presso tutte le istituzioni internazionali prima di esporre profughi in fuga dalla loro terra ad incredibili quanto ingiuste accuse. Lei stesso, come migliaia di italiani ogni anno, ha tutte le opportunità di verificare di persona le condizioni dei diritti umani dei profughi saharawi, cosa che giornalisti indipendenti ed organizzazioni internazionali nei territori occupati dal Marocco non possono fare. Ci sono tanti report ufficiali dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite che descrivono chiaramente la condizione dei diritti umani nei territori occupati (sono stati documentati casi di tortura ed imprigionamenti senza motivo, cercando di aggirare la censura del regime ogni settimana) e la condizione dei diritti umani dei profughi nei campi consente a bambini di passare l’insopportabile estate del deserto nelle città italiane (forse la signora vorrà dirci se anche in questo caso si tratta di deportazione?).
Ancora attendo la sua telefonata che si era impegnato a farmi quando ho provato a contattarla, non mi lascia altra possibilità che quella di offrire il punto di vista dei profughi attraverso questa lettera. Il Marocco, non avendo alcuna legittimazione da nessun paese al mondo su questa vicenda, sta tentando nuove strategie; diceva che i saharawi sarebbero tornati nei territori occupati ma gli anni passano ed i saharawi, con grandi sacrifici, continuano a vedere come impossibile una vita decente senza una soluzione dignitosa; perché a questo punto non consente il Referendum sull’Autodeterminazione che pure si era impegnato a fare davanti all’ONU ed all’opinione pubblica internazionale? adesso il nuovo tentativo del Marocco è obbligarli a tornare inventando storie che producano una drastica riduzione degli aiuti umanitari ma il problema purtroppo rimane, Il Fronte Polisario ha recentemente espresso la disponibilità a far votare persino i coloni Marocchini portati nel Sahara Occidentale, il Marocco non si fida neanche del loro voto?.
Cordiali saluti
Fatima Mahfud
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