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Il popolo Saharawi

Lettera del Presidente del Sud Africa

Presidente della Repubblica del Sud Africa 1 agosto 2004
Sua Maestà Re Mohamed VI
Rabat
Regno del Marocco.

Vostra Maestà,  

Ho l'onore di trasmettervi i saluti del nostro governo e i miei personali,
ben certi dei nostri punti di vista a proposito del conflitto del Sahara
Occidental.  

La vostra maestà si ricorderà che alcuni anni fà il nostro presidente di
allora, Nelson Mandela, aveva annunciato la decisione del nostro governo di
riconoscere e  stabilire  relazioni diplomatiche con la Repubblica Araba
Sahraouie Democratica (RASD) in conformità con le decisioni  dell'OUA .  

Il vostro defunto padre,  sua maestà Re Hassan II, aveva chiesto al
Presidente Mandela di non dar seguito a questa decisione. Il Segretario
generale delle Nazioni Unite di allora, Botrus Botrus Ghali, e altri leader
mondiali avevano fatto giungere una richiesta simile al presidente Mandela.


Questo  punto di vista ci è stato comunicato anche quando siamo saliti  alla
presidenza del nostro paese. Le argomentazioni avanzate  erano che bisognava
dare una possibilità di riuscita ai negoziati in corso sotto gli auspici del
Consiglio sicurezza dell'ONU e del Segretario generale dell'ONU. Si c'è
detto che il nostro riconoscimento della RASD avrebbe minato seriamente i
negoziati in corso.  

Abbiamo rispettato e stimato i punti di viste espressi dal re e dal governo
del Marocco, dai capi di altri paesi con cui intratteniamo  relazioni
amichevoli e le Nazioni Unite.  

In conseguenza a queste richieste  dopo 10 anni  dalla nostra liberazione
non abbiamo riconosciuto la  RASD, resistendo alle pressioni  del Fronte
Polisario e di alcuni Stati membri dell'OUA, ora UA, che ci chiedevano di
rispettare la decisione dell'OUA e dell'UA di riconoscere il RASD.  

Durante questo periodo, abbiamo cercato senza tregua di convincere il Fronte
Polisario di fare  il massimo per contribuire alla conclusione dei negoziati
condotti dall'ONU, conformemente alle decisioni dell'ONU, ivi compreso il
"Piano di pace per l'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale."


Abbiamo  regolarmente informato la direzione del Fronte Polisario della
nostra determinazione ad ascoltare con attenzione i pareri e le domande dei
capi di stato, di cui abbiamo apprezzato i pareri. Non abbiamo nascosto il
fatto che questi si erano espressi contro lil riconoscimento della RASD.  

Abbiamo detto al Fronte Polisario che eravamo convinti che il  rispetto di
questa consegna era il migliore contributo che potevamo dare al successo del
piano di pace e di altre proposte che portassero ad un referendum che desse
al popolo del Sahara Occidental la possibilità di esercitare il suo diritto
all'autodeterminazione.  

Ci siamo dunque molto turbati leggendo il rapporto del 23 aprile 2004 del
Segretario generale dell'ONU M. Kofi Annan sul Sahara Occidental che
afferma:  

"a mio avviso e del mio Inviato personale, la risposta finale del Marocco al
Piano di pace esigerebbe che le parti interessate accettino di trattare un
regolamento della questione  del Sahara occidentale, fondata sull'autonomia
nelquadro della sovranità marocchina ". Il problema della sovranità è, con
tutta evidenza, il problema fondamentale che ha diviso le parti durante
tutti questi anni . Il Marocco non accetta il Piano di regolamentazione che
aveva sottoscritto per numerosi anni. Bisogna ricordare che se il Marocco
aveva accettato il progetto di accordo-quadro, rifiuta l'esame di ogni
proposta che tenda a dividere il Territorio e non accetta  adesso nemmeno
gli elementi essenziali del Piano di pace".( sono io che sottolineo),  

Naturalmente, a questo riguardo, abbiamo appreso della risposta del 09
aprile 2004 data dal  regno del Marocco  alla proposta dell'inviato
personale del Segretario generale dell'ONU di allora, M. James Baker,
intitolata "Piano di pace per l'autodeterminazione del Sahara Occidental",
come comunicato dal vostro ministro degli Esteri e della cooperazione, M.
Mohamed Benaissa.  

Come  vostra maestà sa, questa risposta contiene le seguenti affermazioni
categoriche:  

"per quanto riguarda il Regno del Marocco la soluzione è quella
dell'autonomia, e non è negoziabile,"  

"Il Marocco si rifiuta di negoziare con chiunque metta in discussione la sua
sovranita e integrità territoriale e quindi  il Marocco non inizierà
negoziati  con chiunque metta in discussione la sua sovranità e l'integrità
del suo territorio."  

Maestà, vi rendete conto del fatto che quando il SG dell'ONU Kofi Annan nei
suoi commenti alla  risposta del vostro governo dice che "Ora, se la
risposta finale del Marocco al Piano di pace denota una volontà di
proseguire l'azione  per giungere ad una soluzione politico del conflitto,
denota anche senza equivoci che la "soluzione politica dell'autonomia non
può che essere definitiva  ", ciò  ha delle incidenze nefaste
sull'autodeterminazione, come prevista nella risoluzione 1429 (2002) ".  

Siete certo informati della risoluzione 1541 (2004) del Consiglio di
sicurezza dell'ONU che è stata adottata all'unanimità dal Consiglio di
sicurezza, in seguito alla discussione sul rapporto del SG dell'ONU del 23
aprile 2004.  

In questa risoluzione, il Consiglio di sicurezza ha reiterato il suo impegno
ad aiutare "a giungere ad un regolamentazione politica giusta, duratura e
reciprocamente accettabile che permetta l'autodeterminazione del popolo del
Sahara occidentale nel quadro di soluzioni  conformi agli scopi e ai
principi enunciati nella Carta delle Nazioni Unite."  

Siamo interamente d'accordo col Consiglio di sicurezza che la questione del
Sahara Occidental deve essere risolta sulla base di questo impegno.  

Dal 1985, quando il segretario generale delle Nazioni Unite, in cooperazione
con l'organizzazione dell'unità africana (OUA), ha deciso una missione di
mediazione per giungere  "alle proposte di regolamentazione" che sono state
approvate dal Consiglio di sicurezza nel1990, l'Africa ed il resto della
comunità internazionale hanno cercato una soluzione che dia al popolo del
Sahara Occidental la possibilità di scegliere liberamente tra l'indipendenza
e l'integrazioni al Marocco.  

Di conseguenza, quando abbiamo rimandato il riconoscimento della RASD  era
nella convinzione che tutti due, il Marocco ed il Fronte Polisario,
lavorerassero col SG dell'ONU ed il Consiglio di sicurezza per mettersi di
accordo sulle modalità di un processo che permetteresse al popolo del Sahara
Occidental di esercitare il suo diritto all'autodeterminazione,
confermemente ai principi ed agli scopi della Carta delle Nazioni Unite e ai
relativi  documenti  dell'OUA e dell'UA.  

Tuttavia, la risposta al piano di pace dell'ONU del governo del Marocco  del
9 aprile cerca senza equivoci di privare il popolo del Sahara Occidental del
suo diritto all'autodeterminazione, in contraddizione col diritto
internazionale fondamentale ed inviolabile e degli impegni precenti  presi
solennemente dal governo del Marocco.  

Per quanto che riguarda questa ultima considerazione, sono convinto che il
SG dell'ONU ed il suo Inviato personale abbiano raggiunto la certezza  che
il Marocco non accetta  il piano di regolamentazione al quale aveva aderito
numerosi anni fà , e ugualmente ora non   accetta gli elementi essenziali
del piano di pace.  

La risposta del 9 Aprile del vostro governo propone una idea di
"autodeterminazione" del Sahara Occidentaleche che dovrebbe essere
esercitata dal popolo secondo parametri fissati dal governo del Marocco. Il
vostro governo definisce allora questi parametri come una soluzione di
autonomia che escude a priori  che l'opzione dell'indipendenza sia
sottoposta  alla popolazione del Sahara Occidental.  

Dovete convenire, Maestà che questo costituisce un chiaro tentativo  di
negare il diritto all'autodeterminazione  che l'ONU e la sua Carta è tenuto
a difendere e fare applicare, e che da due decenni cerca di fare applicare
per il popolo sahraoui.  

Abbiamo espresso nel passato la nostra profonda e chiara riconoscenza per
l'importante   contributo che il Marocco ha dato alla nostra lotta per
l'autodeterminazione, nel contesto specifico della lotta contro l'apartheid
nel nostro paese. Questo ha creato una base solida per lo sviluppo delle
relazioni di amicizia e di solidarietà che i nostri due paesi hanno cercato
di stabilire con successo dopo la nostra liberazione nel 1994.  

A questo riguardo, c'è dispiaciuto  il fatto che, a causa della questione
non risolta  del Sahara Occidental, il Marocco non è in grado di giocare il
ruolo che gli spetta  per il rinnovamento del nostro continente in quanto
membro attivo dell'OUA e dell'UA.  

Ugualmente, per quanto riguarda una questione simile, non risolta ed
importante della Palestina, abbiamo lavorato insieme sulla base che i nostri
due paesi sono uniti nella loro determinazione di fare tutto ciò che è nel
loro potere per garantire al popolo palestinese l'esercizio del suo diritto
all'autodeterminazione ivi compreso l'indipendenza.  

Queste conclusioni sono il frutto dell'esperienza che ci ha confortati
durante i periodi più difficili della nostra storia, quando il Re Mohamed V
e Hassan II, il governo ed il popolo del Marocco hanno preso  una posizione
di principio secondo cui noi ed il nostro popolo dovevamo essere sostenuti
nell'esercizio del nostro diritto all'autodeterminazione.  

Eravamo convinti profondamente che anche per ciò che riguarda il problema
del Sahara Occidentale, indipendentemente della storia della colonizzazione
di questa parte dell'Africa, il Marocco sarebbe rimasto fedele alla sua
tradizione di rispetto del principio di autodeterminazione per tutti i
popoli.  

Abbiamopensatoche il Marocco avesse come obiettivo centrale nei negoziati
condotti dall'ONU di assicurare al popolo del Sahara Occidental il suo
diritto all'autodeterminazione,  rallegrandoci della possibilta che
decidesse liberamente di diventare una regione del Marocco.  

Con nostro dispiacere , la risposta del 9 aprile del governo del Marocco
all'inviato personale del SG dell'ONU ci ha convinti che ci siamo sbagliati.
Sembra chiaro adesso che il Marocco non ha assolutamente l'intenzione di
rispettare il diritto del popolo del Sahara Occidental a scegliere il suo
destino.  

Ha invece deciso unilateralmente, senza riferimento al popolo del Sahara
Occidental né rispetto alle risoluzioni dell'ONU e dell'UA, che tutti sono
obbligati ad accettare, per una soluzione che "consiste in un'autonomia
nella quadrodella sovranità del Marocco."  

Per chiarire questo punto, il vostro governo è andato oltre indicando che
"il carattere definitivo della soluzione di autonomia non è negoziabile". Il
Marocco non è disposto ad impegnarsi con nessuno in negoziati  sulla sua
sovranità e la sua integrità territoriale.  

Ma, come sulla Palestina, il problema del Sahara Occidental comporta
ineluttabilmente il problema del territorio e della sovranità su questo
territorio. Insistere affinché questi aspetti non siano parti integranti di
una soluzione , significa pretendere che nessuna soluzione giusta deve
essere ricercata.  

I recenti sviluppi nati delle decisioni del vostro governo non ci permettono
più di sperare che il risultato del nostra riconoscimento della RASD sia un
elemento a favore di ciò che il Consiglio di sicurezza chiama una soluzione
politica, giusta, duratura e reciprocamente accettabile che permetta
l'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidental.  

Il vicolo cieco  provocato dalle posizioni del governo del Marocco ha creato
una situazione tale che ritardare ancora il nostro riconoscimento della RASD
avrebbe significato un abbandono del nostro sostegno al diritto del popolo
del Sahara Occidental all'autodeterminazione.  

Per noi, non riconoscere il RASD in questa situazione  è diventare un
complice della negazione del diritto all'autodeterminazione del popolo del
Sahara Occidental. Ciò costituirebbe un tradimento grave ed inaccettabile
della nostra stessa  lotta, della solidarietà che il Marocco ci ha dato, e
del nostro impegno a rispettare la Carta delle Nazioni Unite e l'atto
costitutivo dell'unione africana.  

Ciò suggerirebbe che ciò che ho appena detto siano solo parole, senza
obbligo per noi di rispettare  solenni accordi internazionali.  

Vostra maestà si rende anche conto del fatto che la recente Assemblea
dell'Unione Africana ha deciso che il nostro paese ospiterà il Parlamento
Panafricano. Il popolo del Sahara Occidental sarà chiamato a mandare i suoi
delegati eletti in questo parlamento, come rappresentanti del popolo del
RASD.  

Sarebbe chiaramente insopportabile  rifiutare a questi delegati l'ingresso
nel nostro paese perché non li riconosciamo quali rappresentanti legittimi
di un Stato africano riconosciuto dall'UA e che partecipa ai suoi lavori
come Stato membro.  

Nella sua risoluzione 1541 (2004), il Consiglio di sicurezza ha deciso "di
prolungare il mandato della Missione delle Nazioni Unite per il referendum
al Sahara occidentale (MINURSO) fino al 31 ottobre 2004". sarebbe una grande
soddisfazione per noi se la tregua che dà questo rinvio potesse servire
finalmente a concludere i negoziati  sul Sahara Occidental, in accordo con
le precedenti decisioni internazionali che ci hanno dato la speranza che una
pace giusta fosse possibile.  

Alla luce degli sviluppi ai quali mi sono riferito, abbiamo cominciato delle
discussioni col Fronte Polisario per concordare le modalità dell'apertura
dell'ambasciata della Repubblica Arabo Sahraouie Democratico nel nostro
paese.  

Devo informare anche  Vostra Maestà che  continueremo a sostenere l'ONU e
gli sforzi dell'UA per permettere al popolo del Sahara Occidental di
esercitare il suo diritto all'autodeterminazione, utilizzando tutti i mezzi
possibili e legittimi a nostra disposizione.  

Aspettando, accorderemo al Fronte Polisario tutti i diritti e privilegi che
sono dovuti a tutti gli Stati membri dell'UA per adempiere i nostri obblighi
verso l'UA ed i popoli dell'Africa  e  fornire una sede al Parlamento
Panafricano.  

Permettetemi, Maestà, di approfittare di questa comunicazione per
ringraziarvi sinceramente del vostro messaggio di congratulazioni dopo la
decisione del comitato direttore della FIFA di accettare la nostra offerta
di accoglire i campionati del mondo di calcio 2010, così  è nostra
convinzione che il Marocco avrà la stessa opportunità in futuro.  

Vogliate gradire, Maestà, l'assicurazione della nostra più alta
considerazione.  

Thabo Mbeki  

Presidente della Repubblica de Sud Africa

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