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Si sono svolti oggi a Smara i festeggiamenti per il 30 anniversario della RASD. Ai festeggiamenti ha partecipato anche la delegazione italiana, composta da podisti, rappresentanti enti locali e volontari delle associazioni. Erano presenti oltre al governatore di Smara Bouchraya Beyoun rappresentanti del governo della RASD e del Fronte Polisario. Dopo i saluti delle autorità si è svolta la sfilata degli studenti, delle donne per dare il benvenuto alle delegazioni, festeggiare la ricorrenza del trentesimo e ribadire la volontà di continuare la lotta per l’indipendenza del popolo saharawi.
Nel pomeriggio si è svolta la registrazione dei podisti saharawi e stranieri per la VI edizione della Saharanarathon che si correrà il 28 da El Aaiun a Smara. Oltre alla maratona classica di 42 kmi si correrà anche sulle distanze più brevi 5,10 e 21 km.
I corridori provengono oltre che dall’Italia da Spagna, America, Germania, Portogallo, Inghilterra, della Norvegia, della Francia, Algeria e Repubblica Arabo Sahrawi Democratica.
I festeggiamenti per il trentesimo si sono gia tenuti a Dakla il 18 Febbraio, mentre alla scuola del “27 Febbraio” Ausserd e Aaiun si terranno rispettivamente mercoledì Giovedì e Sabato.
Lunedì a Tiffariti, , nei territori liberati, i festeggiamenti più importanti alla presenza del presidente Abdel Aziz con sfilata dell’Esercito di Liberazione Saharawi, parteciperanno delegazioni istituzionali provenienti da tutto il mondo. Saranno anche distrutte le ultime mine antiuomo.
Il Fronte Polisario, distruggerà in tale occasione, una importante quantità di mine antiuomo dopo aver firmato in novembre a Ginevra l’appello per la messa al bando delle mine antiuomo..
"Il Fronte Polisario afferma che l’uso delle mine antiuomo è inaccettabile. A 14 anni dalla firma del cessate il fuoco tra le due parti, le mine continuano ad uccidere e ferire persone e animali e a dividere le famiglie sahrawi.
La decisione di rinunciare a questa arma, è stata presa unilateralmente dal Fronte ed è un gesto significativo ha dichiarato a novembre 2005 Elisabetta Reusse-Decrey, Presidentessa dell’appello di Ginevra.
Rabat che non ha firmatario il Trattato di Ottawa del 1997 che vieta le mine antiuomo ed ha installato milioni di queste mine nella regione, disposte lungo il muro di sabbia lungo più di 2.000 chilometri, difeso da armi pesanti, con fosse, filo spinato e migliaia di soldati, dividendo così il paese ed il popolo del Sahara Occidentale.
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