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Lo Spagnolo Pedro José Hernandez Sanchez, ha vinto, lunedì a Smara, la maratona della 8 edizione del Saharamarathon disputata tra le wilaya di El Aaiun e Smara sulla distanza regolamentare di 42, 159 Km , inaugurando così i festeggiamenti del 32 anniversario della proclamazione della Repubblica araba sahraouie democratica (RASD).
Alle altre corse sulle distanze di 5, 10 e 21 Km , hanno partecipato molte persone, in modo particolare volontari di associazione di solidarietà col popolo sahraoui.
Molti gli atleti e partecipanti stranieri a questa 8 edizione, giovani, e meno giovani dei due sessi, provenienti da paesi dei cinque continenti che hanno partecipato a questo avvenimento sportivo in segno di solidarietà con la lotta del popolo e della gioventù sahraouis.
All’arrivo nel campo di Smara c’erano molti bambini ad applaudire i partecipanti, grande anche la partecipazione delle donne, che hanno salutato i partecipanti con “yuyu”, tradizionale grido delle donne saharouie .
L'organizzazione è stata perfetta e non si segnale nessun infortunio durante la corsa, seguita costantemenete dagli organizzatori, dall’equipe medica con l’assistenza lungo il percorso dei saharoui.
Alla vigilia della corsa i rappresentanti delle associazioni internazionali di solidarietà col popolo sahraoui hanno ribadito che la loro venuta nei campi profughi e il loro contributo alla riuscita di questo avvenimento annuo è un sostegno alla lotta del popolo sahraoui.
Numerosi gli atleti algerini , uno di loro, un giovane di Chlef, ha vinto la 5km dichiarando all’arrivo tutta la sua felicità per aver partecipato, per la prima volta, alla saharamarathon.
A parere di un membro della commissione nazionale sahraouie organizzatrice di questa competizione, diventata ormai una tradizione, la saharamarathon non ha solamente l’obiettivo di mettere in piedi un'attività sportiva, ma vuole anche, "sensibilizzare la comunità internazionale sulla situazione dei profughi sahraouis e portare le organizzazioni internazionali a contribuire al finanziamento di progetti e di programmi sociali nei campi dei profughi, oltre l'incoraggiamento, dei giovani sahraouis alla “pratica sportiva."
Da parte sua, il ministro sahraoui della Cooperazione , Salek Baba Hassana, ha detto ai maratoneti che la loro partecipazione "riveste una grande importanza" per il fatto che è percepita come un "appoggio sincero" alla lotta del popolo sahraoui per "esercitare il suo diritto all'autodeterminazione."
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