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Il popolo Saharawi

SAHARA MARATHON 2006

Si è svolta il 28 febbraio scorso la 6^ edizione della Sahara Marathon, a cui hanno partecipato atleti di 15 nazioni. Come associazione El Ouali, con la collaborazione delle altre associazioni emiliano-romagnole e con il contributo della Regione Emilia-Romagna e il patrocinio della Provincia e del comune di Bologna abbiamo partecipato con un charter di oltre 100 persone tra partecipanti alla maratona e rappresentanti delle Istituzioni. Inoltre è stata molto folta anche la partecipazione della delegazione spagnola, grazie anche ad un avvicendamento dei responsabili per questa iniziativa, che l'anno scorso avevano creato diversi problemi. I Saharawi hanno partecipato alle varie iniziative sportive con 58 atleti (ottima la prestazione di un atleta saharawi giunto quinto nella maratona).
I responsabili della Sahara Marathon, memori dell'esperienza dell'anno scorso, hanno portato più attenzione al percorso raddoppiando i punti di riferimento e dando ai maratoneti un kit di sopravvivenza. Di tutto questo fortunatamente non si è avuto bisogno perché le condizioni atmosferiche sono state ottime, a parte un forte vento contrario per i maratoneti negli ultimi sette km, dovuto anche a un piccolo cambiamento del percorso proprio in questo tratto di gara causato dalle inondazioni della settimana precedente.
La gara di quest'anno è partita con un messaggio di augurio inviato dai territori occupati da Moammhed Dadach, ex prigioniero politico e attivista per i diritti umani Saharawi.
La maratona femminile è stata vinta dall'atleta riminese Emanuela Berardi con il tempo di 4 h e 17 min.
Il vincitore della maratona maschile è stato uno spagnolo, Ramon Alvarez Sainz, già vincitore di numerose 100 km con il tempo di 3.06.55; secondo l'altro spagnolo Iñaki Amundarain Arana con 3.07.17 e terzo l'italiano Claudio Bottoni, un forte atleta ferrarese con il tempo di 3.13.43, che è venuto ai campi accompagnando 7 studenti dell'ITIS di Ferrara.
Alle manifestazioni sportive è stato testimonial lo spagnolo Abel Anton, ex campione del mondo di maratona e campione europeo, il quale ha portato la solidarietà del mondo sportivo alla causa del popolo Saharawi e ha corso la 21 km.
Il giorno precedente la maratona, il 27 febbraio, si è svolta la corsa dei bambini sponsorizzata dall'AIMS (Associazione internazionale maratone) che ha donato 1000 magliette e 1000 medaglie da consegnare ai partecipanti; questo stesso tipo di manifestazione si terrà anche a Katmandu e ad Addis Abeba. La corsa dei bambini è stata caratterizzata da un forte impatto emotivo delle persone che hanno seguito la corsa , creato anche dal folklore e dalla grande gioia dei bambini. Prima, durante e dopo la corsa ha interagito con loro un gruppo di clown-giocolieri venuti con noi da Rimini, la Compagnia dei Ciarlatani, che hanno intrattenuto e divertito i bambini.
Ci sono state due serate, quella precedente la gare e quella delle premiazioni, in cui i partecipanti di tutte le nazioni si sono ritrovati tutti assieme (circa 300 persone).
Purtroppo nella settimana precedente alla 6^ edizione della Sahara Marathon ci sono stati ai campi forti piogge che hanno causato gravi danni alle già precarie abitazioni; dai primi dati si parla di 50.000 persone senza tetto. Nonostante le voci che si sono accavallate, per fortuna non si è verificata nessuna emergenza sanitaria, però la situazione, se possibile, è diventata ancora più drammatica. Per questo, nel charter degli italiani è stato scelto di portare prevalentemente aiuti sanitari, lasciando a casa tutto il materiale sportivo che, attraverso le associazioni e il movimento delle persone a noi vicine, si era raccolto. Tutto questo materiale, che verrà comunque portato ai campi con altri mezzi, è all'interno di un progetto che prevede la costruzione di un centro polisportivo nella provincia di Auserd, e che è attualmente in costruzione.
Proprio per l'emergenza dovuta all'alluvione è stato aperto un conto corrente bancario per la raccolta di fondi: C/C n. 986412 ABI 05387 CAB 02418 della Banca Popolare dell'Emilia Romagna - Agenzia 18 - Bologna città - con causale "Emergenza Saharawi 2006".

Inoltre si può contribuire anche attraverso la devoluzione del 5 per mille della propria dichiarazione dei redditi all'Associazione El Ouali indicando il seguente codice fiscale nell'apposita casella: 91193730370.

All'inizio della settimana di permanenza è stato inaugurato a Smara - nel quartiere di Meris - un nuovo dispensario; purtroppo le piogge torrenziali hanno causato forti danni ai dispensari recentemente ristrutturati negli altri quartieri. Inoltre è stata posata la prima pietra del nuovo ospedale di Smara che si costruirà grazie al contributo del gruppo S.i.S., Società Italiana Servizi che riunisce 14 enti locali con capofila il Comune di Riccione ed il Coordinamento di Solidarietà con il Popolo Sahrawi dell'Emilia Romagna. Contemporaneamente si sono svolti, proprio nei giorni in cui noi eravamo presenti ai campi, i festeggiamenti per il 30^ anniversario della proclamazione della RASD a cui hanno partecipato rappresentanti istituzionali degli 80 paesi che la riconoscono e rappresentanti di associazioni di volontariato di tutto il mondo.
Il gruppo degli italiani ha poi proseguito il viaggio per Dakla, dove ha partecipato a incontri, visite nelle scuole, spettacoli per i bambini nelle dayre e nelle scuole; inoltre, come Associazione El Ouali, abbiamo dato una somma in denaro al Governatore per il mantenimento dei cammelli da latte comperati l'anno precedente.
Il viaggio è terminato con una bellissima nottata sulle dune.
Prima della partenza il gruppo degli italiani ha partecipato all'inaugurazione della Biblioteca di Alfapredesa, che è un'associazione non governativa che collabora con Amnesty International per il rispetto dei diritti umani e contro la repressione che si attua quotidianamente nei territori occupati.
E per finire, ulteriore nota positiva di questa edizione oltre alle condizioni climatiche, nessun partecipante del gruppo italiano (a parte una ferita non grave dovuta a una caduta) ha avuto problemi sanitari.

Bologna 15 Marzo 2006

Leo Rambaldi

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