SAHARA MARATHON 2007

Si è conclusa la 7° edizione della Sahara Marathon. Sono partite da Rimini, Venerdì 23 Febbraio,con un volo charter circa 100 persone tra atleti e amministratori locali per un percorso di una settimana tra sport e solidarietà con il popolo Saharawi.

 

Il giorno dell'arrivo, dopo aver preso alloggio presso le famiglie e aver bevuto il primo the, si è svolta l'inaugurazione dell'ospedale Bachir Lehlaui di Smara costruito realizzato con il contributo di: S.I.S. Spa con Provincia di Rimini, Romagna Acque SpA, Azienda Sanitaria Locale di Rimini, e i comuni di Riccione,San Giovanni in Marignano, Cattolica, Misano Adriatico, Marciano di R., San Clemente, Montefiore C., Gemmano, Montescudo, Montegridolfo, di Mondaino, Saludecio, Montecolombo, e Gabicce, e la Conf.Nazioanle Artigiani Rimini, Legacoop Rimini. Hanno inoltre contribuito : Costruzioni Tommaselli (Bergam) Associazione Gherim Nembro (BG), Energy Rimini, Comune di Medicina, Comune di Bentivoglio, Volontari di Sala Bolognese, Volontari Canal San Bovo, Comune S.Agata Bolognese, Comune di Sasso Marconi, Elene e Alfio.
All'inaugurazione erano presenti il SindacoRiccione, alcuni membri delle associazioni e delle giunte locali, il ministro della Cooperazione Salek Baba, la Vice Governatice di Smara, il direttore del nuovo ospedale.


Subito dopo ci si è spostati nella Dhaira di Bir Lahlou dove è stato inaugurato il dispensario costruito della Regione Emilia Romagna. Tutti i dispensari di Smara sono stati fortemente danneggiati con l'alluvione del febbraio 2006. Con il contributo della Regione Emilia Romagna saranno ricostruiti tutti i 6 dispensari danneggiati. Questo è il primo inaugurato. Il dispensario di J'Deria è ormai terminato, e presto inizieranno i lavori per quello di Hausa. Entro l'anno dovrebbero essere terminati tutti.

 

Il giorno seguente è stato dedicato alle iscrizioni delle varie competizioni sportive, alla conferenza stampa di presentazione della Sahara Marathon e alla preparazione del pasta party in collaborazione con gli spagnoli. Una parte degli italiani si sono recati presso le scuole e le istituzioni saharawi per visite e consegna di materiali all'insegna della continuità di un rapporto che si è stabilito già da diversi anni. La giornata si è conclusa con la cena con tutte le delegazioni internazionali.
La Scuola Primaria di Tonadico si è gemellata con la scuola di Housa. I primi contatti sono nati questa estate durante l'accoglienza estiva dei bambini. Si è concretizzata durante la saharamarathon con aiuti didattici e uno scambio di lettere e disegni fatti dai bambini delle due scuole.
La scuola elementare di San Giovanni ha continuato il rapporto iniziato tre anni fa con scuola di Mehris.Anche qui sono stati consegnati aiuti didattici e lettere dei bambini.

«Qui non crescono piante ed alberi, però fioriscono persone». Lo ha scritto Castro, un medico saharawi che ha studiato a Cuba e che è tornato dalla sua gente per fondare nel 1995 il primo centro per persone con handicap nei campi
profughi. Ha iniziato il suo lavoro con appena due bimbi ed
oggi ne ha in cura 58. Il suo metodo consiste nelle tre fasi della “educazione, integrazione ed autonomia” nella convinzione che nulla giustifica l’emarginazione dell’altro da sé. Castro lavora con coraggio in questa coda di mondo ed oggi il suo Centro può addirittura contare su una piccola biblioteca.

 

26 febbraio, il giorno della maratona. E' stato l'anno del record delle presenze sia come numero che come partecipazione; atleti di 22 Paesi provenienti da tutti i continenti. Quest'anno è stata particolarmente numerosa la partecipazione di atleti provenienti dal Sud America e dal Sud Africa. In più si è registrata una folta partecipazione algerina e da tutte le nazioni europee. Dal punto di vista meteorologico la giornata è stata molto calda e senza vento.


 

Risultati della maratona e della mezza maratona
Le classifiche complete di tutte le corse sono disponibile sul sito della Saharamarathon

Maratona maschile Maratona Femminile
1 Manuel Morente PAEZ ESP 2:54:48
2 Francisco San Marco SANTOS ESP 3:03:04
3 Ricardo García CUERVO ESP 3:09:22
4 Alberto Alvarez BENDANA ESP 3:11:41
5 Joan Marmol PEREZ ESP 3:13:08
6 Mohamed MUSTAFA SAH 3:14:36
7 Ahmed MOSTEFAQUI ALG 3:16:12
8 Roberto Carlos Agrelo GOMEZ ESP 3:19:05
9 Bendaoud BRAHIM ALG 3:19:30
10 Rafael García MARTINEZ ESP 3:20:46
WOMEN:
1 Rocío Fernández FREILE ESP 3:59:43
2 Mariangela BACCHINI ITA 4:00:00
3 Jennifer MURPHY USA 4:15:20
4 Marta Vaquerizo SAINZ ESP 4:32:44
5 Rita VALLI ITA 4:43:15
6 Tessa WARDLEY GBR 5:02:57
7 Samia MALAOUI ALG 5:40:43
8 Carmela FIANO ITA 6:03:43
9 Sabrina CAMPALDINI ITA 6:03:43
10 Marie Elisabeth ZOLLMAN GER 6:16:46
   
21 Km maschile 21 Km femminile
1 Abdelaziz HADJYOUCEF ALG 1:18:11
2 Salah Hmatou AMAIDAN SAH 1:22:47
3 Juan Carlos Salvador VILLA ESP 1:22:53
1 Sabina Moreno GARRIDO ESP 1:49:05
2 Uxune Tena UGARTE ESP 1:52:26
3 Sylvia Hunger GER 2:03:20

 

 

 

Nel pomeriggio si è svolta la corsa dei bambini che erano oltre 1000, e ai quali è stata donata una maglia offerta dall'AIMS, mentre le delegazioni italiana, spagnola e tedesca hanno offerto il rinfresco e giochi per tutti.

 

Alla sera si è svolta una cena offerta dai Saharawi e la premiazione delle competizioni, Sono state consegnate le medaglie ricordo donate dal Presidente della camera Fausto Bertinotti.
Particolare emozione quando sono saliti sul palco, accolti da un'ovazione, i due atleti disabili Stefano Rossi, atleta con paraplegia che ha partecipato con la sua handbike, apprezzatissima dai bambini saharawi, e Generoso Di Benedetto che nonostante la distrofia si è prestato con coraggio a portare il messaggio dell'integrazione e dell'accessibilità dello sport in ogni angolo del deserto.

La targa ricordo del Presidente della Camera dei Deputati è stata consegnata al giovane saharawi Salah Hmatou Amaidan Sah, secondo nella 21 Km, per il suo impegno sociale e politico. E’ diventato di colpo famoso per un piccolo
straordinario atto di coraggio. Ingaggiato nella squadra di atletica marocchina lo scorso anno in occasione della Cap d’Agde en France ha corso gli ultimi trecento metri con la bandiera saharawi. Espulso dalla squadra, oggi vive e si allena in Francia.

Ovviamente non può rientrare nella sua ciità. El Ayoun, nel Sahara Occidentale; per questo suo gesto la sua famiglia è stata perseguitata.Quando ha tagliato il traguardo a Smara la polizia non è riuscita a frenare una gioiosa invasione di bandiere che la sua
gente aveva preparato per
questo nuovo simbolo di resistenza pacifica di un popolo ormai allo stremo e che sopravvive solo grazie agli aiuti dell’Onu.

 

Novità assoluta della 7° edizione è stata la Ultramarathon di oltre 160 km prima maratona al mondo tenuta nei territori liberi saharawi; in 15 atleti hanno sfrontato
questa gara coprendo i 160 km di deserto che separano due tra le città politicamente più importanti per la storia della RASD: Bir Lelhu e Tifariti.

Il progetto di quest'anno della Sahara Marathon ha previsto la fabbricazione ai campi di medaglie per la competizione sportiva provenienti dal riciclaggio dei rifiuti (latta) realizzato in collaborazione con il CIRPS di Roma e con i contributi della Provincia di Milano e della Regione Emilia-Romagna. A questo progetto, tutt'ora in corso, stanno lavorando 4 persone con la prospettiva di inserirne altre due con disabilità. Questa continuità dipende molto anche dalla richiesta di medaglie da parte dei vari enti sportivi internazionali. Al momento attuale tutte le gare che partecipano al circuito delle Ecomaratone hanno fatto richiesta di medaglie prodotte presso i campi Saharawi.

Inaugurazione del Centro polisportivo ad Auserd;

Conferenza con la Vicegovernatrice di Smara e la lezione storico-politica di Omar Mih per il gruppo degli italiani.
Sfilata del 27 Febbraio

In seguito si è partiti per la wilaya di Dakla dove si sono fatte varie visite alla scuola delle donne all'ospedale, alla scuola Carlo Giuliani.
La notte si è passata all'aperto, sopra le dune, nel sacco a pelo a seguito della cena cucinata da Leo con il suo staff molto apprezzata nonostante i cinque tipi di pasta diversi.

 

Visita al Museo della guerra di Rabuni



Nella sede di Afapredesa (associazione dei familiari dei desaparecidos) dopo la visita alla mostra conferenza stampa del Presidente dell'associazione.
 

 

Al pomeriggio ci si è mestamente imbarcati per il rientro in Italia, dopo aver superato varie difficoltà per riportare a casa la handbike.
Unica nota spiacevole è stata l'impossibilità d imbarcare alla partenza del charter una parte degli aiuti che erano stati raccolti e preparati dalle associazioni emiliano-romagnole.
Nonostante la stanchezza, lo stress e i vari problemi organizzativi (costi, materiali, organizzazione locale e internazionale) credo nel valore di questa manifestazione per divulgare nel mondo la conoscenza del popolo e della causa Saharawi.