![]() |
Attività dell'associazione |
Attualità Saharawi |
Documentazione sui Saharawi |
Rassegna stampa |
Archivio notizie |
|
|
|

ATTUALITA' dall' 1 al 30 giugno 2005
N° 6
*****FotoINTIFADA SAHRAOUI*****
http://www.vastsahara.org/intifada.html
*****VIDEOS INTIFADA********************
http://www.rtva.es/Informativos/-ArchivoNoticias/2005/05.Mayo/28/280505-sf-017-INT.htm
http://www.rtva.es/Informativos/-ArchivoNoticias/2005/05.Mayo/28/280505-sf-018-INT.htm
http://www.rtva.es/ Informativos/Multimedia/ 2005/05.Mayo/28/ marruecosm.rm
http://www.rtva.es/ Informativos/Multimedia/ 2005/05.Mayo/28/ saharauism.rm
*****VIDEO SAUVAGE RÉPRESSION MANIF À RABAT******
ttp://www.rtva.es/Informativos/-ArchivoNoticias/2005/05.Mayo/28/280505-sf-017-IN\
\\T.htm
*****VIDEO MANIFESTATION DE SOUTIEN EN ESPAGNE********
http://www.rtva.es/Informativos/-ArchivoNoticias/2005/05.Mayo/28/280505-sf-018-I\\NT.htm
http://www.arso.org
Intifada via internet
Il Marocco sta intervenendo per impedire o limitare le telecomunicazioni nel Sahara Occidentale occupato, specialmente sui cellulari e internet.
In quella ormai conosciuta come ciber-intifada, i sahraui si sono avvalsi della tecnologia per inviare "in diretta" informazioni, comunicati , foto e video su quello che stava succedendo. Questa è una delle novità dell'intifada sahrarui del 2005. Internet non ha frontiere ed il governo di occupazione illegale non potrà fare niente per frenare questa valanga informativa. Questa volta le vittime si sono trasformate raccontando la loro lotta a tutto il mondo. Come dicono in internet: "La marcia azzurra per la liberazione dei territori occupati dal Marocco è inarrestabile."
giugno 2005. Navarra (Spagna).
Il Parlamento della Navarra ha denunciato la repressione esercitata dalla forze dell'ordine marocchine contro i cittadini sahraui indifesi, chiedendo alla comunità di agire senza indugio per costringere il Marocco ad organizzare un referendum di autodeterminazione per il popolo sahraui.
1 giugno 2005. Smara. Territori occupati.
Dopo le manifestazioni di lunedì scorso, la città resta in stato d'assedio permenente mentre le forze di polizia, la gendarmeria e i GUS pattugliano le strade per intimidire la popolazione.
Agadir. (Marocco).
Inoltre una diecina di studenti sahraui sono stati espulsi dai loro alloggi scolari dell'università di Agadir mentre ad altri i professori hanno impedito di sostenere gli esami.
31 maggio 2005. Valencia (Spagna).
Oltre 500 persone hanno partecipato lunedì ad una manifestazione davanti al consolato marocchino per denunciare le violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale e la feroce repressione abbattutasi sui sahraui in questa zona dall'inizio dell'intifada sahraui.
1 giugno 2005. RASD. Algeria
Il presidente algerino Bouteflika ha detto che il Sahara Occidentale rappresenta un problema di decolonizzazione sotto la responsabilità delle NU.
1 giugno 2005. Spagna.
Il parlamento della Navarra ha denunciato ieri la repressione esercitata dalle forze d'occupazione marocchine contro cittadini sahraui indifesi, chiedendo alla comunità internazionale di agire senza indugio per costringere il Marocco a organizzare un referendum d'autodeterminazione del popolo sahraui.
1 giugno 2005. Territori occupati.
Undici feriti ed un arresto durante le manifestazioni che hanno opposto oggi a Smara cittadini sahraui che rifiutano l'occupazione coloniale del loro paese, con le forze di repressione marocchine. E' la quarta volta che questa città manifesta il suo diritto all'indipendenza.
Tan Tan (Sud del Marocco).
Quattro persone sono state arrestate durante le manifestazioni che si sono svolte oggi alle ore 13. I manifestanti scandivano slogan come "Viva la RASD", "Abbasso il colonialismo", "Marocco fuori" ecc.
Roma. (Italia).
Interrogazione alla Camera dei deputati a risposta orale 3-02132 presentata dall'on.le Francesco Martone mercoledì 25 maggio nella seduta N°810, relativa alle violazioni dei diritti umani da parte del Marocco nei territori occupati del Sahara Occidentale.
Nell'interrogazione si chiede di sapere:
quale si la posizione del Governo italiano rispetto al piano Baker II e in generale rispetto al diritto all'autodeterminazione del popolo sahraui e se e quali misure il Governo abbia adottato e abbia intenzione di adottare affinchè, tanto in sede bilaterale quanto in sede internazionale, il governo del Marocco sia incoraggiato a rispettare l'accordo del 1991 e le leggi internazionali, comprese le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle NU che stabiliscono il diritto all'autodeterminazione del popolo sahraui;
se e quali misure di sostegno ai rifugiati sahraui nei campi profughi in Algeria e nella porzione del Sahara Occidentale non controllata dall'esercito marocchino il Governo abbia intenzione di intraprendere, anche in considerazione del grande impegno di molte associazioni e amministrazioni locali italiane che da anni hanno avviato azioni di cooperazione decentrata e bilaterale con le istituzioni e le organizzazioni del popolo sahraui;
se non si ritenga opportuno considerare il riconoscimento ufficiale della repubblica Araba Socialista Democratica del Sahara Occidentale quale legittimo rappresentante del popolo sahraui e sua espressione istituzionale, tanto nei rapporti bilaterali quanto in quelli internazionali.
2 giugno 2005. Madrid.
Il cambiamento della politica spagnola per il Sahara occidentale "ha aggravato la situazione" ha affermato il portavoce del partito Popolare (PP) al congresso dei Deputati spagnoli, Eduardo Zaplana, in una interpellanza urgente al Governo spagnolo (riportato da Europa Press).
4 giugno 2005.
Le autorità d'occupazione marocchine hanno ingaggiato una serie di misure d'intimidazione contro le vittime sahraui dell'ultima repressione nelle città sahraui e del sud del Marocco, contro le loro famiglie e contro gli attivisti dei diritti umani.
Brahim Sabbar, Daha Errahmouni, Brahim Dahane e Daillal Mohamed Saleh, membri dell'Ufficio esecutivo dell'Associazione delle vittime di violazioni dei diritti umani di El Ayoun, sono stati accerchiati da camionette della polizia e fermati mentre visitavano alcune vittime della repressione dell'intifada di venerdì scorso. La polizia ha loro confiscato la carta d'identità, ha perquisito la loro auto e li ha insultati e minacciati. Temendo però nuove manifestazioni la polizia ha dovuto rilasciarli dopo che una folla di sahraui si era radunata attorno.
Il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, con una lettera inviata al presidente dell'Unione Africana (UA), Olesegun Obasanjo, ha sollecitato l'intervento dell'Unione, di fronte alla tensione preoccupante nei territori occupati del Sahara Occidentale e in seno alla diaspora sahraui nelle università marocchine, stimando che le forze marocchine "potrebbero impegnarsi in una ecatombe e un genocidio contro i nostri cittadini indifesi".
L'attivista sahraui e sindacalista Mohamed Jaaghim è stato ospedalizzato in seguito ad uno sciopero della fame iniziato una settimana fa per protestare contro le intimidazioni continue da parte della polizia marocchina (tra cui quella di bruciargli la casa con tutta la famiglia dentro) a cui è sottoposto dopo la sua partecipazione a un sit-in ad El Ayoun a difesa dei diritti umani.
El Houcine Ndour, arrestato durante l'intifada di El Ayoun è stato ospedalizzato d'urgenza in seguito alle torture subite da parte della polizia marocchina durante gli interrogatori nei locali di detenzione.
Secondo fonti bene informate l'ufficiale di polizia del GUS
Hamid Bahri, e capo della sicurezza ad El Ayoun, continua a minacciare di arresto e di tortura le famiglie sahraui, per la loro partecipazione e per quella dei loro figli all'intifada dell'indipendenza.5 giugno 2005. Territori occupati.
Una delegazione di politici, di rappresentanti di organizzazioni sociali e di giornalisti spagnoli è stata respinta da El Ayoun verso le Isole Canarie dalle autorità di occupazione marocchina, impedendogli così di controllare la situazione dei diritti umani nel territorio sahraui, dopo le manifestazioni represse nel sangue della settimana scorsa. La delegazione di undici persone, tra cui il Presidente della Lega Spagnola per i diritti umani, era arrivata ad El Ayoun a bordo di aereo della compagnia Binder dalle Canarie. Il comandante dell'aereo ha riferito di aver ricevuto disposizioni dal Ministro degli Esteri marocchino di non far scendere le persone dall'aereo. L'aereo è stato trattenuto sulla pista dell'aeroporto circondato da un cordone di poliziotti e di gendarmi per due ore prima di esser fatto ripartire per le Canarie. La sig.a Montserrat Munoz, porta parola della Sinistra Unita, ha telefonato al Ministro degli Esteri spagnolo per chiedergli spiegazioni sull'accaduto. "Non comprendiamo questa situazione, mentre siamo venuti per realizzare un lavoro in modo totalmente pacifico con tutti i permessi ed i passaporti in regola", ha detto la Sig.a Monserrat. La ragione, secondo le agenzie di stampa spagnole sta nel fatto che il Governo marocchino vuole impedire che cittadini stranieri possano informarsi sul posto sulle violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale dove le manifestazioni sono state represse nel sangue la settimana scorsa.
Ricordiamo che già nel giugno 2002 una delegazione politica spagnola si era vista rifiutare l'entrata nella capitale sahraui occupata e ha dovuto passare oltre tre ore bloccata nell'aeroporto della città sotto un sole a picco, senza alcuna assistenza, obbligata perfino a fare i loro bisogni sulla pista dell'aeroporto. Si ricorda ancora che il 18 aprile di quest'anno due giornalisti norvegesi sono stati arrestati dalle autorità marocchine mentre tentavano di raggiungere la sede della MINURSO ad El Ayoun per intervistare gli ufficiali dell'ONU. E molti altri giornalisti e fotografi norvegesi e francesi, che volevano intervistare Ali Salem Tamek o altri militanti per i diritti umani, sono stati quest'anno respinti alla frontiera dopo lunghi interrogatori da parte delle autorità marocchine.
6 giugno 2005.
La delegazione spagnola respinta ieri dall'aeroporto di El Ayoun, ha condannato "il comportamento delle autorità marocchine di rifiuto definitivo della loro entrata nel Sahara Occidentale come osservatori" anche dopo trattative con il Ministero degli Esteri spagnolo. L'ufficio della MAP aggiunge che questa delegazione "che ha tentato di sfidare la legge" è stata informata che "considerata la natura della sua visita, non era benvenuta nella regione" e che il Ministero degli Esteri marocchino aveva espresso "il suo rifiuto categorico a che viaggiasse nelle province sahraui, considerata la sua parzialità, mancanza di obiettività ed appoggio incondizionato al Polisario".
Il Ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos, ha ottenuto oggi dal Marocco garanzie affinché una delegazione del Parlamento spagnolo, con rappresentanti di tutti i gruppi politici visiti liberamente il Sahara Occidentale nei prossimi giorni.
6 giugno 2005. Chahid El Hafed.
Il Polisario ha notato con soddisfazione la decisione del Governo spagnolo di inviare una delegazione di parlamentari nel Sahara Occidentale per verificare liberamente sul posto la situazione dei diritti umani nei territori del Sahara Occidentale invaso fin dal 1975.
5 giugno 2005. Oslo.
Il governo norvegese ha escluso la compagnia americana Kerr McGee Co. Dai suoi fondi di investimento petrolifero "sulla base di una raccomandazione del Consiglio Consultivo sull'etica per tali fondi del Governo della Norvegia" ed a causa dello sfruttamento illegale da parte della compagnia sulla piattaforma continentale al largo del Sahara Occidentale.
7 giugno 2005. Saragozza (Spagna).
Il consiglio comunale del comune di Saragozza ha adottato recentemente all'unanimità una mozione di sostegno all'applicazione del piano Baker nel Sahara Occidentale e all'autodeterminazione del popolo sahraui attraverso un referendum libero e democratico, sotto gli auspici delle NU.
8 giugno El Ayoun (Territori occupati).
Le autorità coloniali marocchine hanno espulso oggi dall'aeroporto di El Ayoun una seconda delegazione spagnola composta da alcuni parlamentari e vari giornalisti venuta a verificare la situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale.
"Non riconosciamo alcuna ragione legale per impedirci di visitare il territorio sahraui, soprattutto da parte di un governo che si vanta di essere uno stato di diritto e di democrazia. Abbiamo così verificato personalmente che non è così: perché altrimenti rifiutare a parlamentari stranieri di visitare liberamente il territorio e di incontrare le organizzazioni locali dei diritti umani?"
9 giugno 2005.
Il Partito dei Comunisti italiani ribadisce la propria solidarietà e vicinanza alle lotte e alle speranze di pace e di libertà del popolo sahraui, vittima in queste settimane di nuove violenze e repressioni da parte dell'esercito marocchino occupante i loro territori.
La Coordinazione europea di sostegno al popolo sahraui (EUCOCO) ha chiesto alle NU di organizzare senza indugio il referendum di autodeterminazione nel Sahara Occidentale, ricordando la necessità di proteggere i civili sahraui nei territori occupati.
"L'ONU ha la responsabilità di portare a compimento il processo di decolonizzazione e, in base al Piano di Pace del 1991, essa ha ugualmente la responsabilità della protezione dei civili ". Così ha scritto a Kofi Annan il presidente dell'EUCOCO, il senatore belga Pierre Galland.
10 giugno 2005.
Venticinque parlamentari americani del senato hanno rivolto un appello all'amministrazione Bush, attraverso una lettera indirizzata al segretario di stato agli affari esteri, Sig.a Condoleeza Rice, affinchè sia fatto il referendum di autodeterminazione nel Sahara Occidentale.
La Piattaforma di Solidarietà francese con il popolo sahraui (PSPS), riunitasi nella sede dell'Assemblea Nazionale, ha chiesto alle autorità francesi "di assumere le sue responsabilità in quanto paese membro del Consiglio di Sicurezza e paese molto vicino al Marocco, allo scopo di assicurare alla popolazione sahraui il rispetto dei suoi diritti elementari"
11 giugno 2005.
Alcune diecine di feriti e vari arresti sono stati operati nelle notti di venerdì e di sabato tra chi aveva manifestato nei giorni precedenti, da parte delle forze di polizia marocchina e dei GUS. Vengono segnalati interventi brutali per disperdere riunioni organizzate in segno di solidarietà con gli arrestati.
Un cittadino sahraui, Maaras Abderrahman, è stato sequestrato in strada da poliziotti marocchini in abiti borghesi. Maaras era stato oggetto di varie intimidazioni nei locali della polizia e torturato a più riprese.
Il 16° Congresso dell'Associazione internazionale dei Giuristi Democratici, tenutasi a Parigi dal 7 all'11 giugno 2005, ha adottato la seguente importante risoluzione sul Sahara Occidentale:
L'Associazione, profondamente preoccupata per la mancanza di giustizia di cui continua a soffrire il popolo sahraui, dopo ben 120 anni di occupazione straniera nel Sahara Occidentale, estremamente frustrata per gli incessanti rinvii di un referendum di autodeterminazione libero e regolare, riafferma il suo fermo impegno con il popolo sahraui e il suo sostegno alle rivendicazioni legittime ad esprimersi liberamente e democraticamente sul suo futuro sottolineando inoltre l'importanza per la regione del Maghreb di una soluzione pacifica del conflitto del Sahara Occidentale.
L'Associazione si appella all'ONU, al Consiglio di Sicurezza e al suo Segretario generale affinchè sia portato a buon fine il processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale in conformità alla legalità internazionale. Vivamente allarmata per la
persistenza di violazioni flagranti dei diritti umani nei territori occupati del Sahara Occidentale e in particolare per la violenta repressione di pacifiche manifestazioni che chiedevano la realizzazione del referendum di autodeterminazione e il rispetto dei diritti umani, dal 23 maggio scorso, l'Associazione esige che sia trovata una soluzione globale per la liberazione degli scomparsi e dei prigionieri di guerra sotto gli auspici del Comitato internazionale della Croce Rossa.
12 giugno 2005
Le autorità marocchine continuano a portare avanti il loro sistema repressivo e di vendetta sulla popolazione civile sahraui. A El Ayoun un gruppo della Sicurezza, diretto dal commissario
Lbachir Lhliwi, noto torturatore fin dal 1977, ha arrestato ieri due cittadini sahraui: Lmahfoud Dahlou, ex detenuto politico e membro del disciolto Forum Vérité et Justice, e Dahi Moulay Ahmed. I due sono stati insultati e torturati in mezzo alla strada da agenti del GUS prima di essere trascinati al commissariato di via Es-Smara. Per aver partecipato ad un sit-in che rivendicava migliori condizioni di vita, è stato inoltre arrestato e torturato prima di essere poi rilasciato qualche ora più tardi, Bougarfa Abderrahman.La manifestazione pacifica tenutasi a Dakhla nella sera del 10 scorso, e che reclamava la liberazione di una anziana donna sahraui, è stata dispersa violentemente dalla polizia. Sono stati eseguiti vari arresti tra cui quello di Mohamed Bassir, Ahmed Karama Said ould Lmahjoub. Gli agenti del commissariato centrale di Dakhla hanno praticato varie forme di tortura sui detenuti prima di rilasciarli la mattina del giorno dopo.
A Dakhla una manifestazione con gli stessi obbiettivi è stato ugualmente dispersa violentemente dalla polizia, causando numerosi feriti e vari arresti.
Inoltre l'auto del presidente del Comitato sahraui contro la tortura, Lmami Aamar Salem, è stata sequestrata da agenti di polizia in modo da limitare le sue attività.
Dakhla è sempre sotto assedio, nessun raduno è permesso.
Un cittadino sahraui, Lfghraoui Sidi Mohamed Ould Taleb, di 19 anni, residente in via Daddach del quartiere di Maatalla, è stato torturato nella notte di sabato 10 giugno da un gruppo di GUS diretto dal commissario
Ichi Aboulhassan davanti alla popolazione nel centro di El Ayoun. Dopo essere scappato Lfghraoui è stato ripreso dai suoi torturatori che lo ha fatto precipitare dal tetto del palazzo in cui si era rifugiato. Ora è in ospedale in stato di shock con fratture multiple alle mani, ai piedi e alla schiena. Ai familiari è proibito di visitarlo. D'altronde a tutte le famiglie dei detenuti politici sahraui arrestati nel corso di questi ultimi avvenimenti è stato vietato di visitare i loro parenti rinchiusi nel Carcel negro di El Ayoun da martedì scorso, ma si sa che almeno una diecina sono in gravi condizioni in seguito alle torture subite.I quotidiani spagnoli ABC e El Periodico pubblicano dei reportage sulla situazione nel Sahara Occidentale mettendo in rilievo che questi movimenti di protesta sono i più importanti degli ultimi 5 anni e danno l'impressione che i sahraui che vivono nei territori occupati dal Marocco "non abbiano più paura".
Continuano le persecuzioni contro i partecipanti all'intifada e gli attivisti dei diritti umani del Sahara Occidentale.
Nella notte tra l'11 e il 12 giugno l'attivista sahraui di diritti umani, Hamia Ahmed Ould Moussa, è stato pedinato da due auto della polizia e sorvegliato fino al mattino nella sua abitazione. Le autorità marocchine lo accusano di attività in seno al Comitato contro la tortura di Dakhla, nel Comitato delle famiglie degli scomparsi sahraui, nel Comitato di sostegno alla campagna internazionale di protezione degli attivisti sahraui dei diritti umani e infine di appartenere a un gruppo a cui è stato vietato dal Governo marocchino di testimoniare davanti alla Commissione dell'ONU sui diritti umani a Ginevra nel 2003.
In un bar della città Wenna Baba Beida è stato avvicinato da poliziotti che volevano portarlo via. Se non fosse stato per l'intervento di amici lì presenti Wenna sarebbe adesso sotto tortura in un locale della questura. "E' un sistema per dissuaderlo terrorizzandolo, dopo la sua partecipazione nelle ultime manifestazioni" ha riferito un osservatore.
Un anziano ultra settantenne, Oulad Chikh Mahjoub Ben Beida padre di uno scomparso dal 1975, Oulad Chikh Abdel Jelil, e di un altro figlio attivista dei diritti umani, Oulad Chikh Mohamed Fadel, è stato malmenato dalla polizia. La sua famiglia è sotto sorveglianza giorno e notte e i poliziotti ne minacciano i componenti ogni volta che vanno in strada. Un altro suo figlio ha partecipato all'intifada la settimana scorsa, scandendo slogan a favore dell'indipendenza del Sahara Occidentale.
15 giugno 2005. Chahid El Hafed. Vacanze per 10.000 bambini sahraui in Europa e in USA.
I primi gruppi di bambini sahraui, dei 10.000 messi in lista per un programma di colonie di vacanze, inizieranno oggi a partire dall'aeroporto di Tindouf (Algeria) per la Spagna, mentre gli altri, destinati ad altri paesi (Italia, Francia, Austria, Svizzera, Germania e USA), partiranno tra una quindicina di giorni. La sola Spagna accoglierà oltre 900 bambini. Questa operazione di accoglienza è organizzata regolarmente ormai da una quindicina di anni.
16 giugno 2005. Tenerife (Isole Canarie, Spagna).
Più di 200 persone hanno organizzato un sit-in davanti alla sede del Parlamento delle Isole Canarie per condannare la feroce repressione da parte delle forze coloniali marocchine contro la popolazione civile sahraui nei territori occupati del Sahara Occidentale e in Marocco.
17 giugno 2005.
Anche oggi la giornata è stata caratterizzata da manifestazioni. Al mattino una manifestazione ha avuto luogo nel quartiere di Inach, limitrofo a quello di Maatalla, in occasione dell'anniversario del massacro di Zemla (il 17 giugno 1970 la legione spagnola aveva represso nel sangue una manifestazione sahraui indipendentista). I manifestanti portavano foto di El Ouali Mustafa Sayed e scandivano slogan a favore dell'indipendenza. I Gruppi Urbani di Sicurezza (GUS) hanno disperso brutalmente la manifestazione. Si è notato che lo stesso comandante Abbou Hassan manganellava i manifestanti.
Nella serata un'altra manifestazione organizzata dai difensori dei diritti umani è stata ugualmente dispersa violentemente. Lidri Elboucine, Hmad Hammad e due donne, Aminatou Haidar e Fatma Ayach, tutti ex desaparecidos, sono stati manganellati selvaggiamente. Si segnala inoltre che uno studente sahraui della facoltà di Legge di Marrakesch, Raji Mohamed, è stato fermato e portato via da forze di polizia, ieri sera verso le ore 19. Gli studenti sahraui hanno subito organizzato un sit-in. Il prefetto interpellato ha dichiarato che la polizia di Marrakech non c'entrava e che l'arresto era stato eseguito dai servizi segreti (DST). Lo studente è stato rilasciato il giorno seguente, dopo essere stato torturato.
L'Associazione sahraui delle vittime di violazioni dei diritti umani (ASVDH) ha lanciato un appello per assistere un giovane sahraui arrestato durante l'intifada sahraui (El Hairach Hassanna, di 18 anni) gravemente ferito in seguito a percosse nei locali della polizia (frattura delle ossa nasali, della spala sinistra, una ferita alla fronte e un traumatismo lombare) e che dovrebbe comparire davanti al tribunale penale marocchino il 22 prossimo, malgrado il suo stato critico di salute.
18 giugno 2005.
Gli agenti del GUS hanno picchiato un quinto attivista sahraui di diritti umani, Mouthiq El Houssein questa notte, mentre si recava in Ospedale per informarsi sulla situazione degli altri feriti, e poco dopo che avevano brutalmente percosso le Sig.re Aminatu Haidar e Fatma Ayach e i sig.i Lidri El Houssein e Hmad Hammad. La sig.ra Aminatu, ex detenuta politica sahraui ed ex desaparesida, è di nuovo scomparsa subito dopo il suo arresto nell'ospedale di Ben El Mehdi, dove si era recata per medicare le ferite (14 punti di sutura al capo e varie altre ferite) inflittele dal noto agente di polizia Ichi Abouhassan durante la sua partecipazione ad una manifestazione pacifica nell'Avenue Smara. La polizia giudiziaria nega la sua esistenza nei locali della questura. Si sa tuttavia che Aminatu è stata interrogata malgrado le sue condizioni di traumatizzata e tenuta senza cibo per 24 ore. Quanto ad Hmad Hammad, dopo le percosse subite è in stato grave e perde conoscenza di tanto in tanto. La sua famiglia non ha potuto ospedalizzarlo. Le case degli attivisti sono tutte sorvegliate, presso ognuna delle loro case c'è una camionetta del GUS piena di agenti. E' un nuovo atto d'intimidazione o si preparano altri arresti nella notte?
25 parlamentari svizzeri, tra cui figura il presidente del Parlamento Therèse Meyer, hanno chiesto che sia organizzata una commissione d'indagine internazionale incaricata di stabilire la verità sulla repressione in corso nei territori sahraui del Sahara Occidentale.
Il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha espresso oggi la sua insoddisfazione per il silenzio delle NU e del Consiglio di Sicurezza di fronte alle violazioni dei diritti umani sistematicamente perpetrate dalle autorità coloniali marocchine contro i cittadini sahraui e gli attivisti dei diritti umani in particolare dal 21 maggio u.s. ad oggi.
19 giugno 2005. El Ayoun (Territori occupati).
Le autorità marocchine hanno espulso oggi dall'aeroporto di El Ayoun una terza delegazione spagnola delle Asturie, composta da 14 persone, e che veniva nella capitale del Sahara Occidentale per verificare sul posto la situazione. Alla delegazione è stato impedito di scendere dall'aereo, mentre una manifestazione organizzata dalle autorità marocchine con finti sahraui (agenti travestiti con le vesti tradizionali sahraui) hanno finto di voler attaccare l'aereo, per far vedere la loro protesta. Si è poi saputo che le autorità marocchine avevano acquistato alcune migliaia di abiti tradizionali sahraui per uomo e per donna, distribuendoli agli agenti marocchini per organizzare finte manifestazioni pro-Marocco.
Le autorità marocchine, sotto la direzione dell'agente Ichi Abouhassan, hanno espulso questa mattina con la forza dal loro domicilio la madre della detenuta politica Aminatu Haidar e i suoi due figlioletti, col pretesto di una possibile manifestazione di solidarietà da parte di simpatizzanti.
20 giugno 2005. Bagnolet (Francia).
L'Associazione francese di amicizia e solidarietà con i popoli africani (AFASPA) in una lettera indirizzata al segretario generale dell'ONU, Kofi Annan, lo ha avvertito che "Il Marocco sta preparando gli ingredienti per un genocidio, incitando i civili marocchini, che rappresentano la maggioranza nel territorio, a fare violenza contro i civili sahraui."
21 giugno 2005.
Il Presidente francese, Jacques Chirac, che ha ricevuto ieri il Primo Ministro marocchino Driss Jettou, ha affermato durante l'incontro che il conflitto del Sahara Occidentale "deve essere regolato entro il quadro dell'ONU" ed ha confermato che la Francia è per una soluzione di questo tipo.
La RASD ha recentemente informato l'organizzazione internazionale "Appel à Genève" della sua disponibilità ad aderire alla convenzione per l'interdizione e la distruzione delle mine anti-uomo.
Numerosi partiti politici tedeschi hanno condannato la repressione delle autorità marocchine nel Sahara occidentale.
L'Unione Progressista dei Procuratori spagnoli (UPF) ha reiterato il suo appoggio all'autodeterminazione del popolo sahraui, ricordando alla Spagna le sue responsabilità storiche e giuridiche nella decolonizzazione del Sahara Occidentale.
23 giugno 2005.
Il segretario nazionale e responsabile della politica estera del Partito di Rifondazione comunista italiano, Gennaro Migliore, ha insistito oggi sulla necessità di iniziative diplomatiche per portare soccorso al popolo sahraui e condannare la repressione marocchina.
Il Ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos, ha dichiarato martedì scorso al Senato che la Spagna alle NU "ha ceduto l'amministrazione dei territori sahraui e non la sovranità".
Dieci detenuti politici sahraui, comparsi oggi davanti alla corte coloniale di El Ayoun, hanno chiesto di "essere giudicati sulla base delle loro rivendicazioni politiche,in particolare sull'indipendenza della loro patria", rifiutando le incriminazioni per cui sono stati accusati dalle autorità marocchine di oppressione.
Le autorità marocchine avrebbero voluto accelerare il processo senza lasciare agli avvocati la possibilità di studiare i dossier di accusa. Ma la difesa, composta da 8 avvocati, è riuscita a far rinviare il processo al 5 luglio p.v.
In un altro gruppo di 10 imputati, Abderrahman Bougarfa, attivista sahraui di diritti mani, 53 enne, padre di famiglia con 10 persone a carico, è stato condannato a 5 anni di carcere; Chiahou Brahim e Chrih Hamou a 3 anni, Azley Abdellah e Salami Mohamed Salem a 2 anni, Saaidi Salek, giovane malato mentale, a 1 anno (ma in contumacia).
Nella stessa mattinata 3 altri detenuti politici sahraui, Bouaamoud Ahmed Salem, Hassan El Hairach e Daoudi Oumar, sono stati portati davanti al giudice marocchino, che ha però rinviato il processo al 28 giugno p.v.
"Le autorità coloniali stanno commettendo azioni di vendetta e torture contro chiunque osi esprimere il suo credo politico a favore dell'indipendenza del Sahara Occidentale. Si attaccano a tutti senza alcuna distinzione, anche bambini, donne incinte o anziani inclusi, e perfino ad handicappati mentali!. Ora hanno cominciato i loro soliti processi iniqui contro i cittadini sahraui e gli attivisti dei diritti umani" ha riferito il corrispondente della SPS sul posto.
24 giugno 2005. Bruxelles.
104 deputati del Parlamento Europeo hanno chiesto al Segretario generale delle NU, Kofi Annan," di fare pressione sul Marocco affinché sia fermata immediatamente la repressione sui civili sahraui", esprimendo la loro inquietudine per la vastità della repressione marocchina abbattutasi dal 21 maggio u.s. nei territori occupati del Sahara Occidentale e nel sud del Marocco, nelle diverse università in cui sono presenti studenti sahraui . La lettera era firmata dalla Sig.a Karen Scheele, presidente dell'intergruppo europeo "Pace per il popolo sahraui" oltre che dagli altri 104 eurodeputati.
| I nostri obiettivi | Lo scenario | Progetti in corso | Mailing list | Per contattarci | Collegamenti ad altri siti | Privacy e copyright |